BLACK WIDOW
VI Saga
Come Back Home

di Ellen


 

 

2 mesi dopo,
in un luogo sperduto tra i monti di Kyoto,
nel pieno di una brutta bufera di neve …

 

-La pallottola è ancora dentro ... -con espressione cupa, tamponò con forza la ferita, cercando di fermare il sangue che usciva copioso ... -Dobbiamo estrarla subito. -
Deglutì con un certo sforzo ... -Perché ... ti ... osti-ni? ... vatte-ne ... prima di-tossì ... - ... mo-rire assiderata ... anche tu ... -
Lo guardò con grande disapprovazione e fastidio ... -Non dire idiozie. Non penserai veramente che ti lasci morire per salvarmi la pelle?-
Voltò la testa di lato, abbassando stanco e mesto lo sguardo ... –Sa-rebbe ... la so-luzione ... ad ogni tuo pro-blema ... -
Le sue parole, sorprendentemente però, le fecero perdere pazienza all'istante … -Smettila di dire queste cazzate!- lo afferrò arrabbiata per la maglia ... – E conserva il fiato per quando dovrò estrarti la pallottola senza anestetico! Mi hai capito, idiota?- lo fissò decisa in volto mentre lui la guardava a sua volta con aria assente e stordita ... -Rispondi! - gridò fuori di sé, notando gli occhi spenti e il colorito bianco ... - Mi hai capito, idiota? -
Il ragazzo annuì debolmente e lei allora, lasciò la presa ... -Ascoltami bene : tu non morirai. Ed io ti riporterò a casa. Sano e salvo. – strinse forte i pugni, tentando di riacquistare il controllo sui suoi nervi ... -E adesso, togliamo quella maledetta pallottola dal tuo addome. – e così dicendo, si alzò da terra e andò a rovistare nei pochi cassetti e mobili, del vecchio e abbandonato rifugio in cui si erano riparati da quel tempo inclemente, in cerca di qualsiasi cosa potesse, in qualche modo, esserle d'aiuto per l’intervento ...
Minuti dopo, si era inginocchiata nuovamente accanto a lui, portando con sé le uniche cose che aveva trovato : una coperta logora, una ciotola in ceramica e una tazza di latta …
-Non c'è molto qua dentro e non ho nulla per anestetico ... quindi, devi cercare di stare fermo ed immobile nonostante il dolore. - estrasse il coltello che portava sempre con sé, nascosto all'interno dei suoi anfibi, e lo passò sopra la fiamma del fuoco che era riuscita miracolosamente ad accendere, nonostante l'acciarino si fosse bagnato quando erano rotolati sulla neve, finendo in un fosso per  salvarsi dagli spari dei loro nemici ...  -Mi raccomando : non ti devi muovere per nessuna ragione al mondo o rischio di reciderti qualche vena o arteria ... -
-Va ... bene ... -
Inspirò profondamente, facendo appello disperato al proprio Mind Control ...
Devo farcela ... ad ogni costo.
Spostò per un attimo lo sguardo su di lui …
Joe era disteso per terra … pallido, infreddolito e stanco … con quella grande chiazza di sangue sull’addome che spiccava su ogni cosa in quel fermo immagine grigio e drammatico …
Ti salverò.
Te lo prometto.
… per nessuna ragione al mondo, ti lascerò morire.

 

Le ci volle molto più di quello che aveva pensato per estrarre la pallottola, in quanto questa si era fermata in un punto critico e la sua mano aveva pericolosamente esitato ... tuttavia, alla fine, era riuscita nel suo intento e il ragazzo aveva resistito, perdendo conoscenza, per via del dolore, solo quando ormai aveva terminato il suo delicato intervento …
Cauterizzò quindi la ferita con la lama del coltello, passata di nuovo sul fuoco, e poi, gli tirò un paio di schiaffi per farlo riprendere …
-Come va? Capisci quello che ti dico?-
Annuì con espressione confusa e sofferente …
-Ok … - sospirò sollevata, vedendolo reagire positivamente alle sue parole … -Ora però, è bene che tu non dorma . - gli porse quindi la tazza di latta in cui aveva sciolto e scaldato del ghiaccio con alcune foglie di piante opportunamente schiacciate e poi, messe in infusione … -Non è molto, ma è meglio di nulla … -
- Co-sa è ? –balbettò con difficoltà …
-Rosmarino, menta, timo e camomilla … avevo un paio di cartine di scorta, che mi ero preparata per ferite meno gravi di questa, ma può comunque darti un piccolo aiuto … -
- Gra-zie-
-Su … ora bevi … - lo aiutò ad alzarsi e lo sostenne, in modo da riuscire a mandare giù un po’ di bevanda …
Joe però, riuscì a berne solo pochi sorsi … -Non … ce la … fac-cio … - sospirò dolorante … - … de-vo … stender-mi … -
-Sì, certo … - la ragazza lo aiutò quindi a sistemarsi e a trovare una posizione sufficientemente comoda, ma dopo pochi minuti che si era adagiato e lo aveva coperto, il ragazzo aveva iniziato a tremare …
Gli posò una mano sulla fronte ... –Hai un po’ di febbre … -
-Sen-to … tan-to … fred-do … -
-Purtroppo, non posso aumentare il fuoco o rischiamo di rimanere senza legna prima di riuscire ad andarcene da qui … -
-Va … be-ne … -tremava visibilmente e in modo molto preoccupante e lei, per questo, era sempre più irrequieta ed agitata …
Come diavolo faccio?
E’ rimasta solo una sedia rotta, quel che resta di quel tavolino spezzato e la piccola dispensa …
… forse tre giorni al massimo, stando attenti che il fuoco non aumenti e rimanga costante …
Guardò fuori dalla finestra …
… questa maledetta tormenta di neve non accenna né a smettere né a diminuire ed io non ho la più pallida idea di quanto saremo costretti a stare qui …
Chiuse gli occhi e cercò disperatamente di ragionare in modo lucido …
… se aumentassi il fuoco, rischieremmo di rimanere senza nulla da bruciare, ma se Joe va in ipotermia …
Aveva perso completamente le sue capacità di freddo guerriero-samurai ed inoltre, non riusciva neanche a richiamare quella concentrazione necessaria che le serviva per usare il Mind Control ….
Maledizione …
Riaprì di scatto le palpebre , guardandolo …
Al diavolo le riserve di legna …
Deciso finalmente cosa fare, si alzò, prese la sedia e a mani nude, iniziò a romperla a pezzi … aggiungendoli poi, al fuoco acceso …
Presto, questo aumentò di intensità e il calore che ne produsse, diede un po’ di sollievo al povero ragazzo che cominciò a tremare meno …
-Adesso come va?- gli chiese, avvicinandosi a lui …
-Me-glio … -
Gli sorrise dolcemente, accarezzandogli la guancia … -Bene … -
Forse però, se lo tenessi tra le braccia, sentirebbe ancora meno freddo …
Già … perché non ci ho pensato prima?
Non che lei fosse molto più calda di lui, visto che aveva addosso ancora gli abiti umidi, ma sarebbe stato un ulteriore piccolo aiuto al suo organismo così provato e debole …
Perciò, prendendo coraggio, iniziò a spogliarsi e quando rimase solo in biancheria, si distese accanto a lui …
Lo sentì sospirare e un attimo dopo dirle … -So-no … me-sso … co-sì … ma-le?-
-Che intendi?- lo abbracciò, facendo aderire i loro corpi semi nudi …
-Se … stai fa-cendo … questo … mi de-vi ve-dere … proprio ma-le … -
Posò la testa sulla sua spalla … -Non dire idiozie …  e cerca, piuttosto, di conservare le forze … -
Rise debolmente … -Non … cre-do … di da-re … una grossa … perfor-mance … in questo momen-to … -
Sospirò e poi, lo ammonì irritata … -Cerca di riposare, invece di sprecare il fiato con queste battute!-
-Non so-no … battu-te … - tossì … - … sei nu-da … tra le mie bra-ccia … dopo … tutti que-sti me-si e io … non ho nean-che … la for-za … di acca-re-zzarti … -
Françoise chiuse gli occhi e inconsciamente, lo strinse a sé … cercando però, di non fargli male …
-Taci … -
-Ma … è co-sì … -
- … ma se l’ultima volta mi hai cacciato perfino via dal tuo letto … ? – gli fece notare, assecondando insolitamente il suo discorso …
-So-lo perché … allo-ra, non ave-vo … ancora capi-to e … cre-devo che … fosse … so-lo sesso … per te … -
A quella sua risposta, lei rimase in silenzio …
-Se avessi … sa-puto tutto … quel-lo che … ho sco-perto do-po … non … lo avrei … mai fatto … -
Alzò la testa verso di lui e lo guardò negli occhi con espressione strana …
-Non avresti mai dovuto farlo … -
-Co-sa? … amar-ti?-
Black Widow sentì il sangue gelare nelle vene e, inconsciamente, si irrigidì, distogliendo subito lo sguardo …
-Non lo fare mai più … di mettere la tua vita in pericolo per me … -
- Per-ché? –
-Se non fossi intervenuto, ora non saresti in queste condizioni … -
-Ma … se non lo ave-ssi … fat-to … ora … tu sa-resti mor-ta … - sentì una forte fitta e si fermò, cercando di riprendere fiato … - … que-lla … pa-llotto-la … ti avreb-be colpi-to a mor-te … se non fos-si interve-nuto … -
-E’ uguale. Non avresti dovuto. E’ stato un mio errore, non accorgermi che Niels aveva approfittato della mia disattenzione per aggirarmi e colpirmi alle spalle. –
-Non è sta-ta … di-satten-zione … sta-vi solo … cer-cando di fe-rmare … quel-la raffi-ca di pro-iettili dei suoi … sca-gnozzi … -
-E’ stato comunque un mio errore e chi sbaglia, paga … lo sai. Noi guerrieri-samurai, non possiamo permetterci errori simili. -
-Non po-tevo … la-sciare che ti ucci-dessero … -        
-Sei solo un’idiota … -alcune lacrime sfuggirono al suo controllo e scesero sfacciate lungo le sue guance, bagnando la pelle di lui …
-Non … pian-gere … -
-Non sto piangendo.- tentò di negare, con voce incrinata dal pianto …
Abbozzò un timido e stanco sorriso … -Va be-ne … Black … Wi-dow … -
Rialzò lo sguardo verso di lui … -Non devi mai più farlo … mi hai capito?  Non devi … più fare una cosa simile. Tu … non devi morire per me … -
Joe sospirò, guardando il suo volto sconvolto …
… sono passati già due mesi da quella notte in cui ho smascherato i suoi terribili piani … e da allora, Françoise non è più voluta tornare a casa …
… e anche se ha continuato a venire in perlustrazione con me e Jet, a frequentare il dojo e a chiederci appoggio in missioni delicate, non ci sono stati più contatti di altro genere tra noi …
-Fran-çoise … -prese fiato … - … io vo-rrei … che tu tor-nassi a ca-sa … -
Confusa da quella sua inaspettata richiesta, restò zitta …
-Se so-pravvi-vo … voglio … che tu tor-ni … da noi … -
… da me …
Subito infastidita per il condizionale che lui aveva usato, gli rispose categorica e arrabbiata … -Te l’ho già detto : ti riporterò a casa sano e salvo.-
-Va be-ne … ma tu … tor-na da noi … -
Distolse di nuovo lo sguardo …
-Ti pre-go … -
-Perché? Le cose stanno così e non cambieranno certo in base a dove abito. –
… non è vero … e tu lo sai bene … 
-Ti pre-go … - mugolò, prima di sentire una forte fitta all’addome che lo costrinse a trattenere il respiro e che fece trasalire lei impaurita, al punto da farla cedere subito … -Va bene! Torno a casa! Ma tu promettimi che non ti arrenderai! -
Il ragazzo riprese fiato … -Ok … te lo pro-metto … non mi arren-derò … -
Forse, era solo la gioia per la sua risposta affermativa, ma per un attimo si era sentito veramente meglio ed era riuscito perfino a stringerla debolmente a sé, posando le proprie labbra sulla sua fronte …
Ti amo … Françoise …
… ora e per sempre …
… e un giorno, forse ... riuscirò a dirtelo senza che tu possa scappare impaurita da me e dalle mie parole ...
Inconsciamente, quasi avesse sentito i suoi pensieri, la ragazza rialzò la testa verso di lui e i loro sguardi si incrociarono …
… in quello stato emotivo, era terribilmente frastornata ed indifesa e il suo cuore batteva più forte di quanto lei riuscisse a sopportare … così, come se fosse stato l’unico modo per poterlo placare e metterlo a tacere, chiuse gli occhi e avvicinò le proprie labbra alle sue, baciandolo con grande delicatezza … 
Furono solo alcuni attimi, probabilmente secondi, ma furono più che sufficienti affinché la dolcezza della sua bocca la sciogliesse inesorabilmente, fin nel profondo, ed innescasse in lei una reazione ormai ovvia ed inevitabile …
Si staccò, allontanandosi quel poco che bastava a lui per respirare e, continuando a tenere gli occhi chiusi mentre gli sfiorava la guancia con il naso, disse con imprudenza … -Non voglio perdertiti prego … resta con me … -
Joe era perfettamente cosciente che lei lo amasse quanto lui, ma era anche cosciente che Françoise non riuscisse in alcun modo ad ammetterlo a sé stessa … continuando così, a farsi inevitabilmente e spietatamente male, ma il suo gesto e le sue parole lo fecero improvvisamente tremare di speranza e qualcosa dentro di sé, si mosse, fornendogli finalmente quella forza e quella voglia di sopravvivere che, silenziosamente, aveva perso quando era stato ferito e aveva visto la quantità di sangue che aveva perso …
No … non posso mollare adesso … non posso lasciarti sola … non voglio …
… sei la donna che amo e che amerò per sempre e se ti facessi una cosa simile, sarei solo un bastardo vigliacco, egoista ...
-Te lo pro-metto … - deglutì a fatica … - … non ti la-scerò mai … -
Ma purtroppo, la ragazza non ebbe neanche il tempo di rispondergli perché sentì un piccolo suono e scattò a sedere come una molla, esordendo nervosamente … -Ci hanno trovato, maledizione!-così, si rialzò e si rivestì rapidamente, impugnando subito la spada …
-Aspet-ta … - le disse … - … non puoi farce-la da sola … - tentò invano di alzarsi, ma Black Widow si piegò su di lui, posandogli una mano sul torace e fermandolo …
- No. Tu stai fermo qui.  Ci penserò io. –
-No! … non … vo-glio! Ti … ucci-deranno !-
-Smettila. – lo guardò con espressione comprensiva … -Sai che devo farlo e soprattutto che non ho alternative … -
-No! Ti … pre-go! –
-Joe … - era la prima volta che lo chiamava per nome, in un combattimento … e la cosa gli creò panico, facendogli temere il peggio … - … te l’ho promesso … tornerò a casa. Ed io mantengo sempre le mie promesse.- e così dicendo, si rialzò in piedi ed assunse di nuovo il suo solito sguardo freddo e determinato … -Devo andare. –
-Fran-çoise … -
Si avviò verso la porta e, aprendola, glielo ribadì con fermezza … -Te l’ho promesso : tornerò a casa ... con te. -

 

-Come va, ragazzo?-
-Meglio Maestro … -
Gilmore gli sorrise contento … -La febbre è scesa e il tuo colorito è tornato normale!- gli porse un paio di capsule e un bicchiere di acqua … -Tieni … prendi queste capsule di antidolorifici. Le ha preparate appositamente per te, Black Widow … dicendomi che funzionano molto bene per il dolore acuto. –
Inspirò nervosamente …
Sono le sue …
-Va bene … - con ancora un po’ di fatica, si alzò a sedere sul letto e le prese, mandandole giù …
-Bene! E adesso, cerca di riposarti! Il Maestro Chang è stato categorico su questo! Per le prossime settimane, devi solo pensare a recuperare le forze! Ok, ragazzo?-
-Sì, certo … -
E poi, con quello che c’è dentro questi antidolorifici, non ho grandi alternative …
Tornò a distendersi e il Maestro se ne andò, lasciandolo solo …
… mi chiedo se mi stia dando apposta le sue medicine … così, da intontirmi bene e poter ricusare le parole che mi ha detto mentre eravamo nel rifugio …
Chiuse gli occhi …
Ne sarebbe in grado, pur di negare l’evidenza … ma tanto non funziona con me!
Sbuffò stancamente …
Mi sono già stancato di stare a letto …
È una settimana che non mi alzo da qui, se non per andare in bagno …
Si voltò su un fianco e sentì una fitta di dolore …
Maledizione … fa ancora male, però.
Anche se era logico che si fosse già stancato di fare il malato, visto il suo caratterino, purtroppo doveva ammettere che non aveva grandi possibilità per non sottostare, obbligatoriamente, alle indicazioni dei suoi Maestri …
Inoltre, se era ancora vivo, dopo tutto il sangue che aveva perso, era stato un vero e proprio miracolo e per questo, non poteva far altro che starsene buono e calmo dove era …
Te l’ho promesso … non ti lascerò mai … e per questo, anche se controvoglia, pur di non avere brutte ricadute, obbedirò docilmente alle indicazioni dei Maestri …
Mentre finiva quel pensiero però, qualcuno bussò alla porta …
-Avanti … -si voltò di nuovo a pancia all’in su e cercò di mettersi a sedere …
-Hey! – sorrise all’amico, entrando in camera con Albert .
-Jet! Albert! – era decisamente contento di vederli!
I due amici si affiancarono al suo letto … -Allora? Come ti senti?-
-Meglio, ragazzi! E non sapete quanto sono felice di rivedervi!-
-Anche noi! Te lo assicuriamo!-
Sospirò e abbassò lo sguardo … -Questa volta … l’ho vista davvero brutta … -
-Beh … diciamo che con tutto il sangue che hai perso, non è stato certo uno dei momenti migliori della tua vita … - concluse Albert, cercando di non calcare troppo la mano …
Annuì …
-Sì, ma non pensarci più!- aggiunse subito Jet, mettendogli una mano sulla spalla … -Adesso è tutto passato! E l’unica cosa importante è che siate di nuovo a casa!–
Joe alzò lo sguardo verso di lui e con tono esitante gli chiese di lei … -Black Widow … come sta?-
L’amico gli sorrise … -Bene! Lo sai, no? Lei … è di scorza dura! Neanche con mille ferite addosso, riesci a farla stare a letto, a riposare! –
-Vuoi dire che è stata ferita anche lei?- la voce gli si incrinò …
-Sì, ma niente di grave … si è procurata solo qualche ferita, come suo solito … stai tranquillo!- rispose nervosamente, scambiandosi uno sguardo imbarazzato con l’altro ragazzo …
Intuendo però, che non gli stesse dicendo tutta la verità, Shimamura insistette preoccupato … -Jet … è per caso successo qualcosa ? –
-No, no … niente … stai tranquillo … sta bene … -
-Mi stai mentendo … - lo guardò dritto negli occhi, arrabbiato … -  … dimmi subito cosa è successo o mi alzo da qui e vado a cercarla!-
-Joe, calmati. – lo ammonì repentino Albert … -Ti abbiamo detto la verità. Black Widow sta bene. E tu non ti devi preoccupare. –
-Non è vero! Mi state mentendo! – iniziò ad agitarsi vistosamente … -Dove è?-
-Non ti stiamo mentendo. Sta bene. Però, non ti agitare. –
-E’ perché sta male, che non è mai venuta a trovarmi in tutto questo tempo, vero? – continuò concitato … -Che stupido che sono stato! Dovevo immaginarmelo quando non l’ho vista dopo tutti questi giorni!-
-Joe, ascolta : sta bene. Ha solo bisogno di un po’ di tempo … -
- ... di tempo? ... Perché?-
… incerti su cosa fare, i due si guardarono di nuovo per un istante e poi ...
-Va bene … ti racconteremo cosa è successo, ma tu prima, ci devi promettere che non ti alzerai da qui, mettendo a rischio la tua salute. –
Terrorizzato da quello che poteva essere accaduto e di cui non era stato messo a conoscenza durante tutti quei giorni di degenza, tremò visibilmente … -Ditemi, per favore, come sta … vi prego … -
Albert allora, si fece coraggio ed iniziò a raccontargli cosa era successo quando li avevano ritrovati … -Quando vi abbiamo ritrovati, Black Widow aveva già sconfitto tutti i nemici e … probabilmente, per l’intensità della lotta e per le condizioni climatiche, fisiche e mentali con cui aveva combattuto, era svenuta e aveva perso conoscenza … - fece una pausa … - … era distesa per terra … sotto un sottile strato di neve e un principio stato di ipotermia e … -
-E?-
- … era ricoperta di sangue … -
Sgranò gli occhi, ammutolendo …
-Per un momento … avevamo creduto che fosse stata ferita gravemente, ma non presentava addosso lesioni tali da giustificare tutto quel sangue e poi, tutto sommato, il suo cuore batteva in modo regolare anche se i battiti erano diminuiti per via dell’ipotermia … - prese fiato, cercando le parole migliori per dirglielo … -Eravamo spiazzati e non capivamo … poi, però … Jet si è avvicinato ad uno dei cadaveri dei nemici e … ha capito tutto quello che era successo … -
-Che intendi?- la sua espressione tradiva tutta la sua agitazione e il suo turbamento …
-Erano … erano … stati tutti decapitati … -mormorò, abbassando lo sguardo …
-Cosa? … no … non può … averlo fatto … - cominciò a balbettare inconsciamente …
A quel punto intervenne anche Jet … -Purtroppo sì. Probabilmente, ha portato di nuovo al limite il Mind Control e … -
Sconvolto e senza rendersene conto, balbettò distrutto ...  - … è stata … tutta … colpa mia … -
-No, Joe ... non fartene una colpa. Tu non ne hai. -
-No … non è vero … è accaduto solo perché mi avevano sparato e pensava che sarei morto a causa loro … -
-Joe, ascolta … -
-No … è stata colpa mia … - continuò a ripetere in modo confuso e tono affranto …
-Joe calmati. Dimentica questa storia e pensa solo a guarire presto. Black Widow è forte . E lo sai : supererà anche questo. Ha solo bisogno di tempo. -
Furente, alzò di scatto lo sguardo verso l’amico e gli gridò contro … -Tu non capisci! Se ha agito così, è solo per colpa mia! Come faccio a fare finta di niente?- sconvolto, scosse la testa e strinse tra i pugni i lembi della coperta … -Adesso … come sta?-
-Da quando vi abbiamo riportati qua, è insieme al Maestro Seven, a recuperare le forze da qualche parte nel Kansai … ma non sappiamo altro … -
-Ma il Maestro Gilmore, in tutti questi giorni, mi ha sempre somministrato medicine preparate da lei … come è possibile?-
-No … mi spiace. Non è così. Quella è stata solo una bugia per tenerti tranquillo a letto … -
-Quindi … anche i Maestri mi hanno mentito? – chiese incredulo …
-Hanno dovuto farlo o ti saresti agitato … Proprio come sta accadendo adesso. -
-No … non ci posso credere … perché mi avete fatto questo?- si guardò attorno smarrito … -Devo andare subito da lei … -
-No. Non puoi.- Albert lo fermò … -Ora come ora, ha bisogno di stare sola. E tu invece, di riprenderti al più presto.-
-No! Lei … lei … ha bisogno di me … -
- … ora no, Joe … i suoi nervi sono stati messi a dura prova … e adesso, ha bisogno solo di calmarsi e di riappropriarsi del suo autocontrollo … -
-Ma io voglio andare da lei … -
-Non puoi … non accetta nessuno accanto, tranne il Maestro Seven … -
-Non è così … io … -
-No, Joe. Neanche te. Fidati. –
-Ma io … -
Jet lo guardò con espressione comprensiva … -Ascolta Joe, ora Black Widow ha bisogno di stare tranquilla e di non agitarsi … se ti vedesse, starebbe solo male e tu non vuoi che sia così … vero? -
-No … io … -
-Joe. Cerca di essere obiettivo e di ragionare lucidamente … ha avuto un forte esaurimento e adesso non riuscirebbe in alcun modo ad affrontarti … per questo devi darle tempo … fallo per lei … -
Anche se coscientemente sapeva che i due amici avevano ragione, il ragazzo faceva molta difficoltà ad accettare impotente la situazione …
… lo so che è per il tuo bene, ma fa così male non poterti aiutare né starti vicino …   
Rassegnato ed affranto, chiuse gli occhi … -Va bene … la lascerò superare da sola … anche questo … anche se non vorrei … - 
Come back home …
Can you come back home?
Don’t leave me at the end of the cold world but come back to my side …

 

Inspired by
V-Factory’s  “ Love Struck”

 

Love Struck

 

-Non so se sia stata una buona idea, dopo tutte queste settimane di degenza, coinvolgerti già in una missione … - lo guardò turbato … - … sei sicuro di farcela?-
-Se ci riesce lei, ce la farò anche io. – concluse deciso, finendo di sistemarsi la cravatta …
-Ma lei non è stata a letto per tre settimane, senza allenarsi. –
-In questo caso, non c’è bisogno di una grande preparazione fisica. Non ci sono scontri di alcun tipo. Dobbiamo solo tendere un agguato a quel bastardo e consegnarlo alla polizia. –
-Detta così, sembra quasi facile.- gli fece notare, scettico …
-Sarà facile. –
Albert non ne era molto sicuro … -Lo spero. Perché Black Widow rischia molto, questa volta … -
Joe si voltò a guardarlo con aria cupa … -Lo fa sempre. E comunque, non le succederà nulla. Noi due le staremo sempre alle calcagna e non la molleremo di vista neanche un attimo. –
-Sì, è vero … ma in modo diverso da questo … inoltre, non mi piace per niente l’idea che possa ritrovarsi a stretto contatto con quel pervertito. –
-Purtroppo è necessario, ma non c’è niente di cui preoccuparsi perché noi non la perderemo mai di vista.- ribadì nervosamente … -Neanche per un attimo.-

 

-Come va? –
-Bene. – mandò giù un sorso abbondante di drink,  osservando la gente nel locale …
-Vacci piano con quel cocktail. – lo ammonì …
-Tranquillo. E’ praticamente analcolico. – disse posandolo sul bancone e poi, rivolgendosi a lui …  -Lo so che sei preoccupato perché non mi sono allenato nelle ultime settimane, ma sono tornato perfettamente in salute e posso far fronte a qualsiasi evenienza. –
-Ne sei proprio sicuro?-
-Sì. Posso proteggerla .–
-Va bene, però-
-Non le succederà nulla . Le mie capacità di valutare il pericolo non hanno risentito di quello che è successo. Inoltre, quando è venuta a trovarmi, Black Widow era tranquilla e sembrava la solita di sempre … Ha valutato e soppesato tutti i rischi del piano e sa bene come comportarsi … inoltre, sa difendersi e non è indifesa come quelle povere ed ignare ragazze. -
-Sì, è vero … - inspirò profondamente, ripensando a quel cancro che stava danneggiando la città da settimane … - … dobbiamo fermare quel bastardo schifoso e impedirgli di violentare altre ragazze, sfruttando biecamente l’uso del Rohypnol. –
Purtroppo, da diversi giorni, su tutte le testate giornalistiche della città e del paese, campeggiavano in prima pagina, drammatici e disgustosi titoli, in lettere cubitali, di articoli riguardanti questo stupratore seriale che girava a piede libero per Kyoto e sfruttava l’uso di droghe per intontire e stordire le proprie vittime, portandole poi in luoghi appartati e bui, per poi abusare di loro e abbandonarle incoscienti e semi nude in mezzo alla strada …
-Sì. Quell’essere mostruoso ha fatto già troppe vittime. Ad oggi, da quando ha cominciato questo orrore, sono ben dieci le ragazze di cui ha abusato e se non lo fermeremo al più presto, saliranno esponenzialmente . -
-Gli informatori di Black Widow non sono riusciti a sapere altro, a parte il locale dove in genere trova le sue vittime e il tipo di droga che predilige?-
-No … perché, nonostante Amber abbia spremuto ben bene quel detective, la polizia non ha altri elementi. Nel caos del Divine non è facile riuscire a tenere tutti sottocchio e a capire quando una ragazza sia consensuale o no o se è sotto l’effetto di qualche droga di sua spontanea volontà o meno. E non possono certo arrestare ogni uomo che si apparta con una donna né seguire tutti. Inoltre, in questa confusione, è difficile che qualcuno noti qualcosa di strano. –
-Ma possibile che nessuno abbia visto o fatto caso chi ha avvicinato quelle ragazze la sera dell’aggressione?-
-No. Purtroppo, lo stupratore è molto furbo. Sceglie vittime che vengono qui da sole e che attirano l’attenzione … tutte ragazze belle e sexy, a cui si avvicinano molti uomini, fra cui si può confondere, senza essere sospettato … e il resto poi, per lui è un gioco. In qualche modo, riesce infatti a somministrare la droga alle ragazze e a quel punto, si può appartare tranquillamente con loro, senza destare sospetti, commettendo così, indisturbato, la violenza. E infine, per confondere ulteriormente le acque e non farsi scoprire, le porta lontano da qui e le abbandona incoscienti per strada, senza alcuno scrupolo. –
-Con questo modus operandi allora, è già un miracolo che si conosca il nome del locale.-
-Già … la polizia ci è arrivata per puro caso, grazie ad un paio di vittime che ricordavano alcuni particolari inconfondibili del Divine e da cui poi, gli investigatori hanno potuto risalire al locale .- sospirò sempre più agitato, guardando l’ora sullo schermo del suo cellulare …  -E’ quasi ora … Françoise dovrebbe arrivare a momenti … -
-Ok … allora, cominciamo a stare allerta e speriamo, purtroppo, che agli occhi del nostro uomo risulti sufficientemente invitante … -
Annuì, fissando impaziente l’entrata, in attesa del suo arrivo e dell’inizio ufficiale del piano …
Per sua fortuna però, non dovette aspettare molto, perché come sempre, Black Widow era in perfetto orario …
L’ingresso del Divine era sopraelevato rispetto al locale e si trovava in cima ad un’ampia scalinata in marmo e ringhiere in ferro battuto … caratteristica peculiare, che lo rendevano famoso tra i giovani come il locale delle modelle perché quando le ragazze scendevano da esso, con i loro abiti  sexy e i tacchi a spillo, sembravano top model che scendevano dalla famosa ed unica nel genere, passerella internazionale di Piazza di Spagna a Roma …
… e infatti, l’impressione che Françoise diede quando si tolse il trench nero e scese le scale, con quel vestitino a tubino in viscosa, senza spalline, aderente come un guanto, color rosso scuro, con una cintura in raso nero, legata a fiocco ad altezza della vita, le calze nere ricamate che finivano leggermente prima della caviglia, i tronchetti in pelle nera e tacco a spillo, un guanto corto senza dita in raso nero ad una sola mano, un bracciale alto in cristalli Swarovski all’altra, un cappello nero, i capelli sciolti e mossi, lo smokey eyes sul nero e un rossetto nude e lucido, fu proprio quella!
Joe, come d’altronde accadde anche ad Albert e alla maggior parte degli uomini che erano nel locale, appena la videro scendere sensuale, sinuosa e confidente la scalinata, trattennero ammaliati il respiro …
… il suo intento di essere notata, era quindi andato perfettamente in porto! … e forse, anche più del necessario, visto la quantità di uomini che le si erano subito avvicinati per offrirle da bere e che avevano immediatamente suscitato, seppur necessario e da copione, l’ira funesta del divino Shimamura!
-Hey, Joe … ora credo di aver finalmente capito cosa intendessi quando, stravolto, venivi a pianger da me e Jet, dicendo che riusciva a farti diventare pazzo … - farfugliò attonito l’amico, mandando giù tutto il suo drink … -Non solo eri pienamente giustificato, ma ne avevi il sacro santo diritto per esserlo!-
Si voltò sbigottito verso di lui …
Ah … quindi, non mi credevi proprio quando ti dicevo che era in grado di farmi perdere il buon senso?! Pensavi che stessi esagerando, eh? Bene. Ora che hai le prove, quando Jet tornerà dal suo viaggio a New York, glielo dirai che mi deridevate senza ragione!
-Bene … almeno adesso, tu e il tuo amico, mi crederete!- rispose piccato …
-Ah, sì … non c’è dubbio!- concluse senza riuscire a toglierle gli occhi di dosso … e a non provare, forse, per la prima volta nella sua vita, una piccola punta d’invidia nei confronti di Joe …
-Comunque, ora torniamo lucidi e concentriamoci sul motivo per cui siamo qui.- il tono serio e sicuro della sua voce, fece tornare in sé l’altro …
-Sì, certo. Il piano parte appena adesso. –
-Già. E dobbiamo tenerla sempre sott’occhio e osservare eventuali movimenti sospetti intorno a lei, senza però, farci notare . Ok? -
-Sì.–

 

Era già passata un’ora dal suo arrivo e Françoise si era intrattenuta a chiacchiere con diversi uomini … seguendo e attenendosi alla lettera al profilo delle vittime del loro uomo, ma per ora non aveva osservato niente di strano nei suoi corteggiatori …
Sospirando infastidita, si fece largo tra tutti quegli uomini che la scrutavano senza poesia e andò dritta verso il bancone del bar, dove si accomodò su uno degli sgabelli …
Uno dei baristi le si avvicinò, sorridendole ammiccante … -Ciao bellezza! Che ti posso offrire?-
-Non so … tu che mi proponi?–
-Beh … dipende! Ti va qualcosa di secco o qualcosa di dolce?-
-Uhm … direi piuttosto, qualcosa di fresco e analcolico!-
-Ok ... se è questo ciò che desideri, te ne preparerò uno assolutamente fantastico! Tutto per te!- e così dicendo, prese da una delle mensole un bel bicchiere dalla forma strana, lo riempì subito a metà con del ghiaccio e poi, iniziò a darsi da fare con un pestello in cui vi aveva messo dello zucchero di canna, del lime e del ginger fresco …
-Quindi cosa mi prepari di buono, bel barista?- chiese civettuola, tornando ad immedesimarsi nel suo ruolo …
-Un drink fresco e frizzante, a base di ginger! Ovviamente, analcolico!-
-Mmm … mi ispira molto!-
-E non hai ancora visto nulla, bellezza!- prese quindi del Campari rosso, mettendone  una bella quantità nello shaker, insieme al contenuto del pestello, e poi, dopo aver aggiunto anche della soda, shakerò tutto e, un attimo dopo, il suo drink era pronto! –Prego bellezza! Questo è tutto per te!-
-Grazie! Sembra veramente invitante e delizioso! -
-Sì .... ma mai quanto lo sei tu … - la adulò, appoggiandosi al bancone, per guardarla sfacciatamente …
-Grazie, bel barista! E a proposito, pago a te o … -
-Non mi devi nulla, bellezza! Questo lo offre la casa …  –
-Davvero? Ma non passerai dei guai se me lo offri?-
Lo sguardo del ragazzo, apertamente licenzioso sulla sua scollatura, le diceva però che non gliene poteva importare di meno di tale eventualità e infatti …
-No … per una bella ragazza come te, farei questo ed altro … -
Così, sostenendo il suo sguardo lascivo, stette al suo gioco e gli diede corda … -Allora … posso approfittarmi della tua gentilezza, per chiederti a che ora smonti o fai la pausa, bel barista?-
-Bellezza … tu vuoi proprio mettermi nei guai! - rise divertito … - … non lo sai che è proibito per i dipendenti del locale avere a che fare con i clienti? –
-Beh … però, avevo capito da te, che potevi fare un piccolo strappo alla regola … - disse maliziosa, sorseggiando sensuale il drink che lui gli aveva preparato …
Il barista ci pensò un attimo e … -Forse … tra un po’ , potrei venire a fare una pausa e, chissà … magari, potremo divertirci un po’ assieme … -
-Perfetto … allora, ci conto bel barista … - concluse languida, facendogli l’occhiolino e poi, andandosene via, ancheggiando …
… speriamo che il nostro uomo abbia visto il siparietto che mi sono inventata e soprattutto che gli venga l’idea di avvicinarsi, perché non ne posso più di questa farsa disgustosa.
Pensò irritata ed agitata mentre si allontanava dal bar e in particolare dallo sguardo cupo e torvo di Joe che l’aveva vista benissimo flirtare con il barista e che, palesemente, non aveva approvato il suo comportamento, malgrado fosse obbligata a fare così …
Perché non riesce ancora ad immedesimarsi nel ruolo e a reggere un maledetto piano, senza prenderlo sul personale?
Eppure, dopo quello che abbiamo passato … avrebbe dovuto impararlo.
Nonostante Seven fosse riuscito a riequilibrare il suo spirito, dopo diversi giorni di meditazione e allenamenti, e l’avesse quindi riportata ad essere capace di ricontrollarsi come prima, la ragazza non era comunque più riuscita a rimuovere i fatti avvenuti quella notte al rifugio, tra i monti di Kyoto …
… è perché, in fondo, non si può cambiare la nostra natura … e come lui ha questa sensibilità eccessiva, io sono e sarò, sempre e comunque, solo una spietata assassina …
Amareggiata da quella constatazione, si fermò e, avvilita, si appoggiò con la schiena contro una delle colonne …
Ho sterminato quei mercenari con la stessa rabbia con cui ho ucciso Garmaa e i suoi discepoli … e questo perché gli avevano sparato …
Chiuse gli occhi e mandò giù ancora qualche sorso di drink …
Joe non aveva torto quando purtroppo mi ha detto che il mio piano mi si era ritorto contro …
A quel pensiero però, sospirò abbattuta e riaprì le palpebre …
Non è questo il momento adatto per fare queste riflessioni …
… mi devo concentrare …
… mi … devo …
… con-centrare  …
… ma tutto ad un tratto, la sua mente iniziò ad annebbiarsi e lei a sentirsi strana e ad avere le vertigini …
Che … che … mi sta … acca-dendo ?
Non solo la testa aveva cominciato a girarle vorticosamente, ma anche la vista aveva cominciato ad appannarsi e la pelle a surriscaldarsi …
Perché sen-to  … tut-to que-sto caldo?
Aveva voglia di strapparsi i vestiti di dosso, da quanto si sentiva bruciare la carne …
-Hey, bellezza … tutto bene?-
Françoise alzò lo sguardo verso la persona che le aveva fatto quella domanda, ma tra le luci stroboscopiche e la vista appannata, non era riuscita a metterla a fuoco … -No … non .. mol-to be-ne … - farfugliò disorientata, iniziando a tremare …
-Vuoi uscire a prendere una boccata d’aria? –
-Sì … for-se è me-glio … -
-Vieni … ti do una mano … -
-Grazie … -
Si sentì afferrare per la vita e poi, trascinare via, verso una zona buia del locale …
Che sensazio-ne brutta e sgra-devole, mi dà la ma-no di que-sta per-sona addo-sso …
… non è pia-cevole e ra-ssicurante come que-lla di Joe …
… no … non lo è …
Appena sentì l’aria aperta della notte rinfrescarle la pelle bollente, si sentì riavere e si staccò subito da quel contatto così tanto fastidioso …
-A-ria … - disse, respirando a pieni polmoni …
-Va meglio adesso?-
-Sì, gra-zie … - mormorò con il fiato corto …
-Vuoi che ti porti a casa, bellezza?- le disse l’uomo, avvicinandosi …
-No … no … gra-zie … io … ora … sto meglio … -
-Dici? A me non pare, anzi … mi sembri addirittura fatta … -
-No … io … no … -
Stava facendo fatica anche a parlare e non riusciva a dire che poche sillabe …
-E’ meglio se ti riporto a casa … su, vieni con me … -
-No … no … -
Si sentì afferrare per un braccio con forza e trascinare nuovamente via …
-No … no … -iniziò a lamentarsi senza essere in grado di opporsi …
-Su, non ti agitare … non ti voglio fare nulla … -
-No … no … - balbettò, sentendosi improvvisamente spingere dentro l’abitacolo di un auto, sul sedile posteriore …
-Su bellezza … rilassati … è tutto a posto … sdraiati qui e lascia fare a me … -
Scosse impaurita la testa, mugolando mentre sentiva le mani di quell’uomo risalire lungo le sue gambe e tirarle su la gonna … -No … ti pre-go … - cercava disperatamente di guardarlo in volto e di respingerlo, ma con scarsi risultati e non ne capiva il motivo …
-Rilassati … -
-No … io non … vo-glio … la-sciami … -
- … dite tutte così, ma poi non è vero … vi piace solo, fare un po’ le preziose … - iniziò a tirarle giù le calze …
-No … no … -
-Su bellezza … comincia a lasciarti andare, adesso … -
-No … no … - impaurita e confusa,  provò invano di fermarlo, ma le sue mani, come il resto del suo corpo, sembravano non avere più energia … -Joe … Joe … - inconsciamente, cominciò a chiamarlo … -Joe … Joe … -
-Hey bellezza, non è carino chiamare il nome del fidanzato quando si è in intimità con un altro! - la rimproverò, facendola voltare a pancia all’in giù … -Però, se proprio non puoi farne a meno, chiuderò un occhio per te … - si sganciò quindi la cintura e poi si tirò giù la cerniera dei pantaloni, fissando avido il suo corpo semi nudo … -Sai bellezza? ... sei la più bella che mi sia mai capitata tra le mani … - e dicendo così, l’afferrò crudelmente per la vita, attirandola senza riguardo verso il proprio inguine gonfio … - … e ora basta parlare … e divertiamoci un po’ assieme.-

 

Quando si risvegliò, era ancora notte fuori, ma per sua fortuna, non provava più quel senso di impotenza né di paura …
Mugolò stancamente, cercando di alzarsi …
-Non ti sforzare … l’effetto della droga non è ancora svanito … -
Con una certa fatica e spossatezza, voltò la testa verso il ragazzo … -Joe … -
Lui le sorrise dolcemente, accarezzandole una guancia … -Sì … io … -
-Dove … dove sono? –
-A casa … -
-Ma … -
-Tranquilla … è tutto a posto … lo abbiamo preso e consegnato alla polizia .-
-Abbiamo … preso lo stupratore seriale?-
-Sì … -
-E … come? … io non ricordo … - si portò una mano alla testa, sentendola molto pesante …
-Ti si è avvicinato verso fine serata e … quando ti ha portato alla sua auto, siamo intervenuti e l’abbiamo preso. –
-Io … non ricordo nulla … a parte, una voce … che insisteva, in modo fastidioso, a chiamarmi  bellezza … -
-Sì … già … -
-Chi era?-
Joe inspirò nervosamente e si alzò in piedi … -E’ meglio se ora riposi … -
-Dimmi … chi era … -insistette … -So che era qualcuno con cui ho parlato, ma … non riesco ad associare la voce al volto … -
-Che importanza ha? L’abbiamo preso. Lascia stare … -
-No … io … lo voglio sapere … dimmelo, per favore … -
Esitò un attimo, ma infine glielo disse … -Era … il barista … quello che ti ha preparato il drink … -
Scioccata, la ragazza restò in silenzio …
-Ma non ti devi biasimare per non essertene accorta … - continuò, spiegandole … - … usava dei bicchieri speciali, che teneva appositamente separati dagli altri e in cui vi versava in precedenza del Rohypnol … già pronti da usare nel momento in cui sceglieva la vittima … -
-Come … fai a saperlo?-
-L’ha confessato lui … -
-E ha confessato … tutti … gli stupri ?-
-Sì … starà in galera per il resto della sua vita …. -
Annuì …
-Su, ora riposati … domani, quando ti sveglierai, sarà tutto passato … -
-Joe … -
Le si avvicinò … -Dimmi … -
-Ti … dispiacerebbe … rimanere qui con me, stanotte ?-
-Certo che no … se ti senti più tranquilla, mi metterò sul divano e starò qui fino a domani mattina, quando ti sveglierai ... ok? –
-Grazie ... però, io intendevo … qui, nel letto con me … -
Sul momento, la sua richiesta lo spiazzò completamente, ma poi comprese che oltre ad essere ancora sotto l’effetto della droga che alterava il suo comportamento, le doveva essere rimasta anche una brutta sensazione addosso e perciò, probabilmente, aveva bisogno di sentirsi protetta e al sicuro tra le braccia di chi sapeva potersi fidare …
-Sì … va bene … - si tolse quindi la giacca, la cravatta e le scarpe e infine, si distese accanto a lei … -Vuoi … che ti abbracci?-
-Sì … -
-Va bene … - le passò allora un braccio intorno alla vita e poi, l’attirò a sé, facendole posare la testa sulla sua spalla … -Meglio, così? –
-Sì … -
Dopo la sua risposta, lui non disse più una parola, ma rimase in silenzio, a fissare intontito il soffitto mentre ascoltava il suo cuore battere contro il suo torace …
-E’ diversa … - esordì all’improvviso lei, facendolo trasalire …
-Che … vuoi dire?- chiese confuso …
- … la sensazione che mi procurano le tue mani, quando mi tocchi … -
-Ah … -
-Le sue mani … erano sgradevoli e senza dolcezza … -
-Ti riferisci a … -
-Sì … - sospirò … - … appena mi ha toccato, ho percepito subito che era una cattiva persona … -
-Capisco … -
-Mi disgustavano le sue mani addosso … ma non riuscivo a fermarlo … -
-Era l’effetto della droga ... ti rendevano incapace di difenderti e di opporti … -
-E’ stato così brutto … sentirsi di nuovo così impotenti … -
… di nuovo? …
Sentì il sangue gelare nelle vene …
… a cosa si stava riferendo?
-Françoise … -
-Per fortuna … mi hai sentito e sei venuto a salvarmi … - lo interruppe prima che lui le potesse chiedere delucidazioni …
Joe sgranò gli occhi, attonito …
Come faceva a sapere che l’aveva sentita veramente e che, solo grazie a questo, dopo averla sfortunatamente persa di vista per un breve attimo, l’aveva ritrovata subito?
-Grazie … - mormorò, stringendosi a lui e avvicinando la propria bocca alla sua guancia …
Involontariamente però, appena il ragazzo sentì il calore delle sue labbra sulla propria pelle, si voltò di scatto verso di lei e sfiorò la propria bocca con la sua e, senza sapere se fosse stato lui … lei … o fossero stati entrambi a volerlo … si baciarono, perdendosi in un profondo e dolce bacio, che li lasciò poi, placidamente, l’uno tra le braccia dell’altro …

Inspired by
2NE1’s  “Come Back home”

 

Lost Stars

Parte 1

-Quindi, per quanti giorni starai fuori?-
-Tre giorni. – chiuse la valigia e la mise vicino alla borsa con il materiale da lavoro .
-Uhm … -
-Che c’è che non ti torna?-
-Niente … a parte che starai a stretto contatto con una delle modelle più sexy al mondo!-
Joe rise divertito … -Vorresti andare al posto mio?-
-Beh, se fossi in grado di fare le foto che sai fare tu, ci andrei più che volentieri!-
-Guarda che io sono specializzato in foto di paesaggi e monumenti storici e non in quelle di alta moda!-
-Appunto! E questo è il motivo per cui ti invidio! Perché ne hai avuto la sfacciata occasione! -
-Sfacciata? … - scosse la testa … -Io avrei detto piuttosto … sfortunata! E se il mio amico Chei, grande e stimato collega, non mi avesse chiesto, come piacere personale, di sostituirlo in questo reportage fotografico a Bali, non credo proprio che avrei mai accettato!-
-Stai scherzando?!-
-No! Non sto scherzando, Jet! Per me sarà un lavoro tutt’altro che facile! E non solo da un punto di vista lavorativo, ma anche per il motivo per cui mi invidi tanto!-
-Hai paura che ti scopi?-
Shimamura lo incenerì con lo sguardo … -Jet . -
-Scusa … volevo dire … hai paura di desiderare di volertela scopare?-
-Jet. – questa volta gli ringhiò sul muso.
-E dai! Calmati! Non è in casa! E’ insieme al Maestro Seven ad allenarsi!-
-E’ uguale. Smettila. Non mi piacciono questi discorsi. –
-Esagerato! Non si può dire più nulla, in questa casa! Soprattutto, da dopo che le hai giurato amore eterno!-
-Magari pensi di essere pure simpatico, ma non lo sei. – lo ammonì, irritato …
dB Rider alzò un sopracciglio e lo squadrò … -Ascolta : se non fossi certo che è una cosa altamente improbabile, non ci scherzerei sopra! Purtroppo, so benissimo, che le sei fedele nonostante Black Widow non si schiodi dalla sua posizione!-
A quelle parole però, l’espressione di Joe mutò, diventando subito seria e pensierosa  …
-Scusami Joe … - si affrettò a scusarsi l’altro, accortosi della gaffe fatta … - … non volevo farti rimanere male … è solo che Black Widow -
-Mi ha baciato e mi ha detto che non vuole perdermi … - lo interruppe bruscamente, lasciandolo basito …
-Cosa?! –
-Sì … quella volta al rifugio … quando mi avevano ferito … -
Per la notizia scioccante ed inaspettata, Jet sentì subito il bisogno di mettersi a sedere … -Non ci posso credere … Black Widow … - fece una pausa … -Sei sicuro che … voglio dire,  non sia stata solo un’allucinazione dovuta alla febbre alta? -
-Sì, sicurissimo. -
-Sì, scusa … non era per mettere in dubbio le tue parole, ma … -
-Sì, lo so … sembra impossibile anche a me, ma è così … inoltre … -
-Inoltre?-perplesso, lo incitò a terminare …
-La notte della missione al Divine … quando si è ripresa, mi ha chiesto di rimanere con lei … nel suo letto … e ci siamo baciati di nuovo … -
Link spalancò occhi e bocca … -Stai scherzando?-
-No . -
-Ah … - era sconvolto e non perché fosse la prima volta che accadeva qualcosa di simile tra loro quanto perché era stata lei, a quanto pareva, di nuovo e di sua spontanea volontà, a cercarlo e a dire certe cose …
-Sì, però … non mi voglio illudere … - si mise a sedere anche lui, guardandolo in faccia con espressione leggermente confusa, ma tutto sommato tranquilla … -Sono cosciente infatti, che le cose che sono accadute sono passi avanti verso la conquista della sua fiducia, ma so anche che sono solo una goccia d’acqua in mezzo al mare e che quindi ho ancora molta strada per arrivare a lei … -
Annuì …
-Scusami, se non te l’ho detto prima, ma … -
-Tranquillo … posso capire la tua scelta proprio per quello che mi hai appena detto … -
-Sì, infatti … - sospirò e poi, si alzò di nuovo in piedi … -E’ meglio se ricontrollo un’ultima volta di aver preso tutto il materiale per il servizio fotografico … non vorrei rischiare di ritrovarmi in difficoltà proprio in una situazione simile! Non solo perché non sarebbe per niente professionale, ma soprattutto perché non sarebbe corretto nei confronti di Chei, che me lo ha chiesto perché disperato … -
-Già, a proposito … sai qualcosa della ragazza del tuo amico?-
-So solo che l’intervento è andato bene e che è ancora in intensiva … niente altro … -
-Beh … già il fatto che l’operazione abbia avuto un buon esito, è un segno positivo … -
-Sì, hai ragione … -
-Ci sono state ulteriori delucidazioni sull’incidente?-
-Da quello che mi ha raccontato Chei, sembra che i due semafori fossero stati temporeggiati male. Quando scattava il verde dell’uno, l’altro aveva ancora il giallo … -
-Mio Dio ... come si fa a fare un errore talmente stupido, in un incrocio semplice come quello? -
-Già … e infatti, proprio per questo motivo, sono partite anche delle indagini verso la prefettura di appartenenza, per ricercare i o il responsabile di tale errore. –
-Che brutto affare e che sventura, poverini … -
-Ora capisci perché non mi potevo rifiutare? –
-Sì, certo … in una situazione simile, sei praticamente obbligato a dire di sì … -
-Appunto … però, vediamo i lati positivi : la sua ragazza sembra aver reagito bene all’intervento e … io vado a Bali per tre giorni!-
Jet lo guardò di sbieco e poi, si mise a ridere … -Ma se ci vai per lavoro, idiota!-
-Beh … magari, trovo il tempo di fare un giro!E’ una bellissima isola, dopotutto!-
-In compagnia di Hisui?-
-La smetti con questa storia?! Non ci eravamo già chiariti prima?!- gli fece notare stizzito …
-Stai parlando di Hisui! Adorata dai giornali scandalistici e dai paparazzi proprio per i suoi numerosi flirt e per il suo appetito sessuale! –
-Te l’ho già detto : non mi fa né caldo né freddo!-
-A te di sicuro! … ma riparliamone dopo che l’avrai vista da vicino e che lei si sarà infilata nel tuo letto, senza chiederti il permesso!-
Joe scosse la testa … -Jet non succederà niente di tutto ciò!-
-Ribadisco … riparliamone al tuo ritorno! Ok?-
-Jet … -
-Se i giornali dicono solo la metà della verità su di lei … fidati : trova un modo per scoparti!-
-Fidati : non succederà. – sentenziò nervosamente …
-Che cosa non succederà, idiota?- chiese entrando con nonchalance in camera sua …
dB Rider si voltò a guardarla sconvolto … non l’aveva sentita arrivare! … e dalla faccia sbiancata dell’amico, poteva però intuire la stessa cosa … quindi, da quando era arrivata? E soprattutto, cosa aveva sentito?
-Bla-ck … Wi-dow?- balbettò atterrito … -Tu ... qui?-
-Per come avevi iniziato Jet, credevo che stessi per dire … tu quoque, Brute, fili mi!
Il ragazzo aggrottò la fronte, guardandola interdetto … -Credo che l’esaurimento e il Rohypnol ti abbiano fatto un po’ male, Black Widow … -
-Spiritoso. –
-Come sempre! Lo sai!-
-Sì, certo. Comunque – distolse lo sguardo da lui e lo pose sull’altro … - … ero venuta per l’altro idiota … e non per te, Jet. –
-Ah … - il ragazzo guardò Joe, augurandogli silenziosamente in bocca al lupo … -Allora, forse è meglio che me ne vada … -
-No, non importa, idiota. Puoi rimanere. Ero solo venuta a dire all’altro idiota, di passare da me, dopo che aveva finito di sistemare la valigia, perché ho alcune comunicazioni da riferirgli da parte dei Maestri. –
-Sempre gentile tu … - borbottò con dissenso dB Rider …
-Perché? Come dovrei essere con voi due idioti?- chiese, con espressione sufficiente, incrociando le braccia al petto …
-Uhm … taccio … è meglio … - non era aria per continuare su quei toni con lei …
-Mi sembra una buona idea. – concluse, guardando di nuovo in direzione di Joe … -Quindi, mi hai capito, idiota?-
Shimamura sospirò rassegnato … -Sì … ho capito … -
Purtroppo, da quella notte in cui si erano baciati nel suo letto, Françoise era diventata estremamente aggressiva e astiosa e questo probabilmente perché, dal suo punto di vista, si era scoperta fin troppo con lui … perciò, per lo stesso motivo, Joe non badava troppo ai suoi toni aspri, irriverenti e categorici, ma soprassedeva, sperando che le cose migliorassero con il tempo …
-Bene. Allora a dopo. – e senza aggiungere altro, prese e se ne andò …

 

La porta di camera di Black Widow era semi aperta, per questo bussò entrando …
-Black Widow? … posso entrare?- nella stanza non c’era nessuno, a parte un caos generale di abiti sparsi qua e la e quel suo profumo inconfondibile ed inebriante di vaniglia ed anice …
Strano … Françoise, in genere, è molto ordinata …
Effettivamente, la stanza sembrava essere stata travolta da un uragano o qualcosa di simile …
Che sarà successo?
All’improvviso però, la porta del bagno si aprì leggermente ...
-Idiota, sei tu?-
Uhm …
-Sì … -
-Ottimo. Arrivo subito. Finisco di farmi la doccia e ti raggiungo. Se vuoi … accomodati pure sulla poltrona … -
-Sì, grazie … - sospirò stancamente, cercando di non inciampare nelle sue scarpe sparse per terra, un po’ ovunque …
Che diavolo sarà successo?
Si mise a sedere …
Perché tutti questi abiti e accessori sparsi per tutta la stanza?
Si appoggiò contro lo schienale della poltrona, riflettendo su cosa le stesse passando per la testa …
… forse, ha deciso di rinnovare l’armadio …
… ma scartò rapidamente l’idea …
No … troppo frivolo per lei …
Allora forse …
Tutto d’un tratto però, interruppe bruscamente i suoi pensieri ...
... posando infatti,  per puro caso, lo sguardo sullo specchio a terra, si accorse che questo rifletteva l’immagine della ragazza nella doccia … e a quella visione, inevitabilmente, sentì il respiro morirgli in gola e la testa confondersi … 
Non era assolutamente la prima volta che la vedeva nuda però, proprio come quando la baciava, era sempre come se lo fosse … e come tale, rimaneva ogni volta intontito ed estasiato …
Sei così bella che potrei stare delle ore a guardarti in adorazione …
Il cuore gli batteva nel petto come un tamburo impazzito mentre, sfacciato, continuava ad osservarla di nascosto e con attenzione, finire la doccia e poi, uscire ad asciugarsi …
Devo … distogliere lo sguardo …
Non è corretto quello che sto facendo …
Così, abbassò gli occhi, ma era più forte di lui e, come un bambino che non riesce a resistere davanti ad una bella fetta di torta al cioccolato, li rialzò trepidante … continuando, ammaliato, a scrutarla furtivamente …
Non ho mai guardato una donna senza il suo volere e so bene che non dovrei neanche farlo perché non è giusto, ma non riesco a distogliere lo sguardo da lei …
La desidero da impazzire e …
Deglutì nervosamente …
No … devo cercare di stare calmo e …
Improvvisamente però, la porta del bagno si aprì del tutto e, temendo di esser stato scoperto, girò imbarazzato la testa …
-Scusami, ci ho messo più di quanto pensassi … - esordì, entrando in camera con l’accappatoio ...
-No … no … tranquilla … -farfugliò, voltandosi verso di lei e trattenendo di nuovo il respiro …
… quell’accappatoio è decisamente una taglia sotto la tua …
… e io sono sulla buona strada per impazzire, Black Widow !
Appellandosi a tutta la sua forza di volontà, cercò di darsi una parvenza tranquilla e indifferente …
… istinti maschili … assopitevi, per favore!
-Bene … allora, veniamo a noi … ti ho chiamato perché ti volevo informare che, parlando con i Maestri, abbiamo reputato opportuno che tu debba seguire un allenamento specifico, di una settimana, nel Kanto. -
-Come, scusa?- con grande disappunto, aggrottò la fronte, recuperando all’istante tutto il suo autocontrollo … - Credo di non aver capito bene … che vuol dire : parlando con i Maestri abbiamo reputato opportuno che tu debba seguire un allenamento specifico, di una settimana, nel Kanto?! –
-Quello che ho detto. Perché? Non hai capito? Te lo devo ripetere? Te lo devo sillabare?-
-Spiritosa!- sbuffò, contrariato … -Perché non vengo mai interpellato in queste decisioni?-
-Perché tu non sei in grado di prenderle oggettivamente. –
La squadrò cupamente … -Puoi ripetere, per favore?-
-Che c’è? I neuroni sono già a Bali, aspettando Hisui?-concluse sarcastica, incrociando indispettita le braccia al petto …
Joe sospirò …
Ecco, ci risiamo … 
… restò un attimo in silenzio, pensando a cosa dire …
Prima o poi però, mi dovrai dare conto di questa tua gelosia eccessiva nei miei confronti, visto che gridi ai quattro venti che non ti importa nulla di chi mi porto a letto …
-Per curiosità … vale ancora quella tua affermazione?- le chiese, guardandola improvvisamente divertito …
-A cosa ti riferisci, idiota?-
-A quando mi dicevi che non te ne frega nulla di quello che faccio?-
Lo fulminò con lo sguardo … -Certo. –
-Ah!- sorrise compiaciuto …
-Comunque, stavamo parlando di una cosa importante.-
-Avevo dimenticato … dove eravamo rimasti? Ah, sì … che tanto per cambiare, sulle decisioni che mi riguardano, non vengo mai interpellato! Soprattutto quando, guarda caso, ci sei di mezzo tu! Che strana coincidenza … !-
-Che vorresti insinuare?-
-Niente … niente … figurati! Comunque, quando dovrei partire ?-
-Partiremo la prossima settimana. Dopo il tuo rientro da Bali. –
-Partiremo? … cioè?-era passato dall’essere in disappunto all’essere perplesso …
-Verrò anche io con te. Contento? Almeno, mi assicurerò che ti attenga diligentemente all’allenamento. –
Cioè … tradotto per i comuni mortali, hai intenzione di farmela pagare cara, a prescindere, per questi tre giorni a Bali …
-Contentissimo … -
… più di così, si muore …
-Ottimo. Perché sarà un allenamento veramente duro. -
-Non avevo dubbi … visto che ci sei di mezzo tu ! -
Gli sorrise irritata, facendo finta di non aver capito il suo sarcasmo … -Quindi, goditi questi tre giorni di dolce far niente! Perché al ritorno avrai da faticare. –
Dolce far niente? … io non lo chiamerei così, cimentarsi in un servizio fotografico di alta moda quando la propria specializzazione riguarda altri concetti, ben diversi! … senza poi considerare la spumeggiante modella di cui mi dovrò occupare!
… in pratica, in una sola volta, mi gioco la faccia e la carriera!
-Ho capito … ora però, posso andare? Sai, fra meno di tre ore, devo essere all’aeroporto per prendere un volo per … il dolce far niente, come lo definisci tu! –
-Sì. Il resto te lo dirò quando torni. Puoi andare. –
Con un certo fastidio, si alzò dalla poltrona e si avviò verso la porta, dove si fermò per un attimo … -Allora … ci si vede quando torno … -
-Ovvio. –
-Già … ovvio … - guardò pensieroso l’ora sull’orologio a muro della camera della ragazza ed esordì mestamente … -Adesso, devo proprio andare … notte e … non fare colpi di testa in questi giorni che non ci sono … -
Lo guardò impassibile, senza rispondergli …
-Mi hai capito … Françoise?- insistette, guardandola in volto …
Appena però, lo sentì chiamarla per nome, la ragazza distolse subito lo sguardo e lo abbassò …
-Ok … ho capito … - mormorò contrariato per il suo comportamento … -Ci vediamo … - ma appena mise mano sulla maniglia della porta …
-Sì … va bene … starò attenta. -
Il ragazzo si bloccò bruscamente, restando stordito sulla soglia …
… sinceramente, non si aspettava proprio che lei gli rispondesse, ma …
… forse, quei piccoli segni di cui aveva parlato a Jet, pochi minuti prima, non erano proprio una goccia in mezzo al mare … 
-Tu però … non farti confondere dalle luci e dai lustrini … - sussurrò debolmente, continuando a non guardarlo …
Gli ci volle un attimo per realizzare di aver sentito bene, ma poi, sorridendo, la rassicurò a sua volta … -No, tranquilla … non c’è proprio rischio. –
E così, con il cuore diventato inaspettatamente leggero e sereno, come quello di un bambino senza pensieri, partì alla volta di Bali …

 

Inspired by
Han Dong Geun’s cover “Lost Stars”
from “Begin Again” OST

 

Lost Stars

Parte 2

 

Joe era sempre stato un ottimo fotografo, tanto da essersi fatto un nome importante in tutta la regione del Kansai e non solo! Come fotografo freelance, quale era, aveva infatti lavorato con diverse case editrici, anche straniere, per servizi molto importanti! Quali per esempio quello sul Buddha gigante di Leshan in Cina e quello su Shwedagon Pagoda in Yangon, nel Myanmar, entrambe per il National Geographic !
Insomma : non era proprio il suo forte fotografare modelle in carne ed ossa, semi nude … né era tra le sue massime aspirazioni farlo!
Per questo motivo, quando Chei lo aveva contatto per chiedergli di sostituirlo urgentemente e lui aveva dovuto accettare, era diventato di pessimo umore! Al punto che, la notte precedente al viaggio, a causa del forte nervosismo, non aveva neanche chiuso occhio e gli era venuto perfino un forte mal di testa che non gli era passato con nessun cachet! O almeno fino a quando non aveva parlato con lei e gli aveva detto quelle ultime parole … dopo infatti, era diventato quasi contento di partire e affrontare quel servizio fotografico nonostante le difficoltà del tipo di lavoro, Hisui e il famigerato appetito sessuale di quest’ultima!
Beh, non che si considerasse a tal punto irresistibile da dover far infatuare necessariamente una delle Top Model più famose al mondo, ma in genere i guai, in particolare di quel tipo, lo perseguitavano in maniera quasi indecente! … e se in passato non avrebbe avuto grossi problemi ad apparire sui giornali scandalistici,  adesso rischiava decisamente troppo perché capitasse ...
Speriamo che vada tutto liscio ... sia per il servizio di Chei ... che per il resto ...

La prima location del servizio era su una delle spiagge di Bali, Jimbaran, dove si sarebbe svolta la prima parte del reportage sui costumi da bagno del famoso e lussuoso brand ...
Joe stava finendo di scegliere i filtri che gli sarebbero serviti per quel determinato contesto quando, finalmente, arrivò anche Hisui ...
Appena la vide scendere dall’auto e venirgli incontro con passo deciso e provocante, ne rimase subito ammaliato …
Quello che si dice su di lei è indubbiamente vero … bellissima, sensuale ed estremamente sicura di sé e delle proprie doti ...
-Quindi, saresti tu il sostituto di Chei ... - concluse la giovane donna, fermandosi proprio di fronte a lui ...
-Signorina Hisui ... -
Lei rise divertita ... -Si vede che non sei del campo! ... in genere, tra il fotografo e la modella non c'è tutta questa formalità ... – sorrise maliziosa mentre i suoi occhi lo scrutavano spudoratamente da testa a piedi ...


-Hai perfettamente ragione Hisui ... è solo che non sono abituato a parlare con i miei soggetti!- fece finta di non essersi accorto del suo sguardo e poi, continuando con tono molto professionale, la invitò subito ad andarsi a preparare ...

 

La prima parte del photo shoot si era conclusa intorno alle dieci, in perfetto orario e in maniera più che soddisfacente! O almeno, dal suo punto di vista!
Non posso lamentarmi : le foto sono venute molto bene! Ed alcune di esse sono decisamente degne di nota!
Ora capisco cosa intendeva Chei quando mi diceva che, da un punto vista lavorativo, ero stato fortunato ad avere come soggetto Hisui ... praticamente, fa tutto lei! Io devo solo scorgere il suo lato migliore!
Sospirò ...
Hisui ha veramente un dono innato ...
... davanti alla fotocamera, sa perfettamente come muoversi, quale lato di sé dare all'obiettivo nei vari contesti ed è completamente a suo agio, però ...
Guardò affascinato il bellissimo paesaggio che si vedeva scorrere davanti, attraverso il finestrino dell'auto in cui stava viaggiando verso il loro alloggio, non che successiva location del reportage, ovvero il lussuoso e magnifico Bulgari Hotel Resort, posto a ridosso del mare, su una scogliera ...
... non avrà mai la genuinità della natura e dei suoi paesaggi né il fascino misterioso delle antiche civiltà passate!
Era infatti sempre più convinto di aver scelto l’aspetto migliore del suo lavoro di fotografo ...
La moda e la sua originalità non rispecchiano il mio animo né mi emozionano quanto un mare in tempesta ... un tramonto o un'alba in qualche altopiano ... o ancora un antica struttura diroccata che ha attraversato i secoli, portando con sé la storia e i misteri delle vecchie civiltà ...
... no ... questo mondo di luci e lustrini ... non fa per me ...
Inconsciamente, anche se riadattati ad un altro concetto, aveva usato i suoi termini e la cosa lo aveva fatto sorridere ...
Sono partito solo da poche ore, ma sento già la tua mancanza ...
A quella constatazione, sentì un tuffo al cuore ...
Prima mi faceva male la tua assenza … adesso però, mi dà un senso di oppressione al petto ...
Abbassò lo sguardo e comprese che ormai, volente o nolente, era diventata ineluttabilmente parte di lui ...
... quanto vorrei che fossi qui con me ...
-Signor Shimamura, siamo arrivati!- la voce dell'autista lo fece trasalire, riportandolo alla realtà ...
-Ah, bene ... - concluse, voltandosi a guardare stranito l'opulenta e lussuosa entrata del resort ...

 

Il secondo photo shoot, quello all'interno dell'albergo, aveva invece come tema la collezione dell'abbigliamento casual dell'estate e dell'intimo del brand e si teneva in parte, lungo piscina e in alcune ali riservate loro dall'albergo e in parte in una delle suite più eleganti e costose, adattata appositamente per l'occasione ...
Anche in questa seconda parte, Hisui diede il meglio di sé ... in particolare, quando si trattò delle foto in intimo e di quelle glamour ...
Senza esagerare infatti, la ragazza era riuscita a togliere il fiato a tutti! Sia ad alcuni dipendenti del resort, a cui era stato chiesto di rimanere a loro disposizione per ogni evenienza, sia agli stessi membri dello staff che comunque, erano abituati a reportage simili con modelle di tale bellezza ...
Joe stesso poi, in alcune foto di nudo parziale, per via dell'intensità del suo sguardo e della sensualità delle sue movenze, si era sentito addirittura intimidito e a disagio ...
-Allora? Che ne pensi? ... ho soddisfatto le tue aspettative di ... fotografo?- gli chiese, avvicinandosi sinuosa come una gatta, indossando solo un paio di slip in raso e pizzo color avorio ...
Shimamura la guardò un attimo interdetto, ma poi le sorrise ... -Sei una modella eccezionale e questo è innegabile ... -
-Ma ... -
-Ma cosa?-
-Nel tono della tua voce sembrava esserci un ma sottointeso ... -
-Non direi ... -
-Non è quello che hai lasciato ad intendere però ... – sfacciata e, nonostante la parziale nudità, a suo agio, gli guardò apertamente le mani ... -Noto che non porti anelli ... sei single? O sei uno di quei tipi che non lo reputano importante?-
-Ti riferisci all'anello o ad altro?-
La ragazza gli si avvicinò ulteriormente con fare sornione e malizioso ... -Magari ... ad entrambi ... quindi? Single?-
-Più o meno ... -
-Cioè? Sei impegnato in una relazione non impegnata?-
Joe alzò un sopracciglio con dissenso, senza sapere se ridere o meno a quella battuta alquanto infelice ... -Non la definirei proprio in questi termini, una relazione che si definisca tale . -
-E cioè? ... come funziona? Lei ti corre dietro e tu scappi? O viceversa?-
Toccato sfortunatamente sul vivo, si incupì ... -No. Voglio solo dire che se si chiama relazione, non può non essere impegnata. Altrimenti-
- ... si chiamerebbe esclusivamente sesso. - concluse divertita ...
-Beh, ridotto ai minimi termini, sì. -
-Quindi, da tutto ciò, ne deduco che sei single ... -concluse compiaciuta ... - ... altrimenti, in base al tuo discorso, porteresti un anello all'anulare! -
Il ragazzo restò in completo silenzio, guardandola seccato ...
-È così ... bel fotografo?- insistette, posando una mano sul suo torace e poi, facendola scendere  languida fino al suo addome, si fermò audace all'altezza della cintura ...
Infastidito ed irritato dal suo modo di fare, le afferrò il polso e la staccò da lui ... -Hisui, per ora, abbiamo finito e puoi andare a riposare, se vuoi. –prese la sua roba … - Ci rivedremo sulla spiaggia di Kuta, fra due ore, per completare il servizio sui costumi da bagno al tramonto. Ok? A dopo. -e senza aggiungere altro, se ne andò via, lasciandola a bocca aperta e molto contrariata ...

 

Era palese che la ragazza non avesse preso per niente bene il suo no e lo confermò chiaramente quando costrinse lui e tutto il gruppo di lavoro a prolungare i tempi del servizio fino ad un'ora improponibile, a causa dei suoi improvvisi, ripetuti ed enfatizzati capricci di super modella ...
Hisui non sa proprio accettare un no ...
Si tolse stancamente gli abiti, posandoli su una delle poltrone della camera ...
Mi ha distrutto, in quest'ultima parte del servizio ...
Si passò una mano sul collo dolorante ...
... neanche una giornata dei più pesanti allenamenti di Black Widow mi ha mai ridotto in questo stato ...
Sospirò e guardò l'ora ...
Sono le tre passate, ma se non mi faccio un bagno, domani non mi alzo ...
Uhm ... volevo dire : che fra due ore circa non mi alzo ...
Demoralizzato dalla constatazione, si tolse anche la biancheria e si infilò subito nella grande Jacuzzi del lussuoso bagno ...
Inaspettatamente però, appena entrato, nonostante fosse stato immediatamente assalito da una piacevole sensazione di completo relax, gli tornò viva in mente l'immagine di Black Widow, nuda, sotto la doccia ...
Françoise ...
Così, senza indugiare troppo, decise di abbandonarsi a quei pensieri e … chiuse gli occhi, reclinò la testa all'indietro ed iniziò a ripercorrere nei dettagli la scena della sera precedente ... soffermandosi più e più volte sul fermo immagine del suo generoso profilo sotto l'acqua corrente ...
… infine, forse per la stanchezza,  scoppiò a ridere nervosamente ...
Dio ... come mi hai ridotto ...
Scosse la testa e riaprì le palpebre ...
... a sognare ad occhi aperti il tuo corpo nudo ... e a desiderare disperatamente di poterlo toccare e amare senza limiti …
Si passò una mano sul volto ...
Che voglia di fare l'amore con te ... di sentirti mia ... e di vedere il tuo volto dipingersi di puro piacere mentre mi immergo in te e placo questo fuoco che mi brucia e mi tormenta da quando i miei occhi si sono riflessi per la prima volta nei tuoi ...
-Françoise ... - sussurrò il suo nome e, scioccamente, sperò che all'improvviso comparisse di fronte a lui ... si spogliasse ... e poi lo raggiungesse nella vasca e facessero l’amore lì, nel dolce tepore dell’idromassaggio, selvaggiamente e fino a rimanere senza forze ...
... ma ovviamente non accadde e lui ritornò tristemente con i piedi per terra ...
… forse è ora che vada a letto …
… e smetta di fare questi sogni ad occhi aperti …

 

Il giorno successivo fu decisamente ancora peggio del precedente …
Hisui infatti, aveva continuato e portato all'esasperazione i suoi atteggiamenti di prima donna e modella super viziata, rendendo così il lavoro impossibile a tutti!
E poi, proprio come il giorno prima, aveva intenzionalmente trovato mille difetti alle foto che Joe le aveva scattato, pretendendo che fossero riscattate nuovamente, perché non le rovinassero l'immagine di bellezza statuaria! Ritardando così, per dispetto, il loro rientro in albergo ...
Erano circa le due, quando finalmente rimise piede nella propria stanza ...
Sono sfinito ...
... distrutto …
Inspirò stancamente, mettendosi a  sedere sul bordo del letto …
… per fortuna, domani in giornata, rientriamo a Kyoto …
Si lasciò andare con la schiena sul letto e chiuse gli occhi …
… quella folle di Hisui mi ha reso la vita un inferno … e solo perché non le ho dato spago …
Restò così per alcuni minuti e poi, svogliatamente, riaprì le palpebre e si alzò …
Andrò a farmi un bel bagno e … a ripensare al mio sogno ad occhi preferito …
Sorrise felice come uno stupido …
Ancora poche ore e finalmente la rivedrò …
… e per folle che sia, non vedo l’ora di sentirla sbraitare di nuovo contro di me …
Si tolse quindi gli abiti di dosso e si infilò subito in vasca, lasciandosi allietare  dal piacevole idromassaggio …
… è proprio quello che mi ci voleva …
Sospirò soddisfatto, chiudendo le palpebre ed iniziando infine, a perdersi nelle sue fantasie peccaminosamente erotiche, quando però, dopo pochi minuti di apparente tranquillità ...
-Dall’aria beata che hai, si direbbe che quell’acqua sia strepitosa … -
Joe riaprì di scatto gli occhi, guardandola basito … -Hisui … che diavolo ci fai tu, qui?-
-Beh … ho pensato che forse, avresti voluto compagnia … dopo la giornata stancante di oggi … -
-Dovuta solo a te, però.- le fece notare stizzito, afferrando rapidamente l’asciugamano e alzandosi dalla vasca con un certo nervosismo …
-Hai già finito? Ed io  che ero venuta a farmi un bel bagno con te … -
Il ragazzo fece volontariamente finta di non aver sentito la sua affermazione sfacciata e se ne tornò irritato in camera …
... lei lo seguì senza scomporsi …
-Hisui, vattene. – l’ammonì furioso …
- Dici davvero? Vuoi che me ne vada veramente?- gli chiese divertita, piazzandosi davanti a lui mentre, disinibita, si toglieva la veste da camera e rimaneva nuda … -Quindi? … vuoi ancora che me ne vada?-
-Sì.- non fece una piega e lei alzò un sopracciglio contrariata …
-Mi vorresti dire che preferisci restare solo, in questa lussuosissima stanza, dalla vista strepitosa, a fantasticare inutilmente su una donna che non ti vuole invece di divertirti con me?-
-Vattene. – ribadì accigliato ...
-Si chiama … Françoise … vero? –
-Come fai a sapere come si chiama?- ringhiò risentito, sentendola pronunciare il suo nome con tono canzonatorio …
-Ieri sera, come uno sciocco bohemien,  sospiravi il suo nome nella vasca … -
-Mi hai spiato?- chiese allibito mentre sentiva la rabbia crescergli dentro ...
-Non proprio … piuttosto, ero curiosa di vedere come ti avevo ridotto! - rise compiaciuta …
-Sei senza vergogna. –
-Probabile! E non me ne faccio un problema! Perché mi godo la vita, al contrario di molti altri che invece ... si perdono in inutili sogni erotici!-
-Hisui mi sono stancato di te. Vattene subito. –
-Uhm … e se invece, ti rilassassi?- gli si avvicinò e gli passò smaniosa una mano sul torace nudo … - … e ci divertissimo un po’? – suggerì lussuriosa, piegandosi sulle ginocchia e guardandolo dal basso con occhi lascivi ... - ... conosco un modo … molto piacevoleper farti dimenticare i tuoi problemi ... bel fotografo … - portò quindi le mani al nodo del suo asciugamano per scioglierlo quando, come il giorno prima, lui le afferrò prontamente il polso e la fece subito rialzare … questa volta però, in malo modo …
-Vattene. Non me lo fare ripetere un’altra volta. –
La ragazza lo squadrò infastidita … -Perché ti ostini a voler fare il bravo ragazzo, dai sani principi? Tanto lo sappiamo entrambi che è dal primo momento in cui mi hai visto che vuoi scoparmi.-
-Non direi proprio. E sai una cosa Hisui? Sei proprio egocentrica a pensare che tu sia l’unica donna al mondo che tutti gli uomini vorrebbero tra le loro braccia . Anzi, no. Mi correggo : nel loro letto. – concluse volutamente sgarbato nei suoi confronti …
-No, ti sbagli. Io non sono egocentrica, sono solo perfettamente cosciente di me . Inoltre, so bene che mi vuoi e che la vuoi tradire con me. -
-Hisui, la tua fantasia sta galoppando oltre la follia, neanche oltre la fantasia! Io non ti voglio! E soprattutto, io non la tradirei mai. Per nessuna ragione al mondo! E meno che mai con una donna come te, che non conosce né la parola rispetto né umiltà . –
Lo guardò indignata … -Ah, sì? Allora, sentiamo … tu che parli così bene, chi ti dice che lei, magari proprio in questo momento, non si stia scopando un altro mentre tu sei qui, a fare l’uomo innamorato e fedele?-
A quella sua bassa insinuazione, si incupì oltremodo ... –Tu non sai niente di lei. –
-Fammi indovinare … lei non lo farebbe mai … vero? Perché lei, in realtà, sotto sotto, ti ama! Anche se ovviamente non sta con te!-
-Sì. È così.–
-Povero illuso ... -rise ironica ... –Una donna sa sempre quello che vuole e se lo prende senza esitare. Non è come voi uomini, che indugiate sui ma e sui se . -
Il suo tono e i suoi stupidi discorsi allusivi, lo fecero infuriare incredibilmente ... -Hisui, vattene. Prima che ti sbatta, io stesso, fuori di qui in malo modo. – 
-Sinceramente ... - continuò imperterrita, fregandosene del suo monito ... - ... tu credi davvero che, se non vuole te, non dovrebbe volere nessun altro?- lo guardò dritto negli occhi … -Allora, non sei forse tu, ora, l’egocentrico?-
-Hisui, vattene. La mia pazienza sta per terminare. – purtroppo, era vero : Joe non aveva mai avuto troppa pazienza in discussioni simili ... inoltre, la ragazza era riuscita anche a toccare una nota molto dolente per lui ...
-Sai, bello mio … se non vuole te, non significa che non si diverta a scopare un altro! -
Portato ormai al limite, furente, la prese per un polso e la trascinò verso la porta, gettandole addosso la sua veste da camera … -E ora vattene e non farti mai più vedere davanti ai miei occhi. – aspettò che si rimettesse la veste e le aprì la porta … -E adesso, prego … signorina, Hisui. Questa è l'uscita.–
Irata come non mai, lo guardò in volto con infinito disprezzo ... -Te lo prometto : rimpiangerai amaramente di avermi scacciato dal tuo letto, mio caro fotografo da quattro soldi. –
-Non penso proprio. – asserì fermo e convinto, sbattendole poi la porta in faccia, senza alcun tipo di riguardo e rimorso …

 

Era in aeroporto, pronto a salire sul suo aereo quando all’improvviso, mentre si dirigeva verso il proprio cancello di imbarco, la sua attenzione fu prepotentemente attirata dalla copertina di una rivista scandalistica che alcune ragazze, poco lontane da lui, stavano leggendo tutte interessate …
Si avvicinò lentamente a loro, con una certa nonchalance, e sgranò atterrito gli occhi …
Il giornale inneggiava …
Il fascino della bellissima Hisui incanta il suo fotografo : sorpresi in intimità, nella stanza di lui, in uno degli alberghi più chic e lussuosi di tutta Bali!
Joe sentì il sangue gelare nelle vene e impallidì seduta stante appena si accorse che la cover era corredata anche da alcune foto che ritraevano lui con addosso solo l’asciugamano e lei in veste da camera nel suo bagno …
No … no … non ci posso credere … 
Avvisarono per l’ultima volta il suo volo e, bianco in volto, trasalì …
Maledizione ... devo tornare subito a Kyoto e andare da lei prima che questo articolo mi rovini definitivamente ...

 

-Come è andato il viaggio?-
-Male. – concluse secco, andando spedito verso l'uscita dell'aeroporto ... 
Jet sospirò rassegnato, affiancandosi a lui e facendogli strada verso la macchina … -L’hai scopata?-
-No. –
-E questo a lei non è andata giù. – aprì l'auto con il pulsante della chiave ...
-Direi proprio di no. Visto quel maledetto articolo. – rispose furioso, infilando malamente la valigia e l’attrezzatura nel porta bagagli della propria Maserati Ghibli.
-Beh ... è risaputo che le donne come Hisui, abituate ad essere servite e riverite e a non sentirsi dire mai di no, non sanno prendere bene un rifiuto ... -
Snervato, tirò un pugno contro il tettuccio dell’auto … -Maledizione! Proprio adesso che avevo iniziato a conquistarmi la sua fiducia!-
-Calmati … -
-Calmarmi? Stai scherzando, vero? Tu sai che … - si interruppe bruscamente e abbassò triste lo sguardo … -Ti prego guida tu e ... portami subito da lei … -
L’amico restò un attimo in silenzio … -A parte il fatto che forse, prima dovresti lasciare mitigare la cosa, io però … non saprei davvero dove portarti. –
-Che vuoi dire? –
-Che non so dove sia … la mattina della tua partenza, quando sono rientrato a casa, l'ho trovata in giardino che se ne stava andando ... e quando le ho chiesto dove e per quanto sarebbe stata fuori, mi ha liquidato subito con il suo solito non sono cose che ti riguardano! -
Si passò nervosamente una mano sulla fronte, riflettendo … -Portami all’Hot Baby. Sarà sicuramente lì con Cath. E’ il suo rifugio da tutto. –
-Ok, allora andiamo ... ma vedi di calmarti durante il tragitto … o le cose peggioreranno esponenzialmente quando ti troverai di fronte a lei.–

 

-Devo trovare Cath o Amber … loro sapranno sicuramente dirmi dove si trova .- disse agitato, guardandosi attorno …
-Beh, se ti basta anche solo una di loro … Amber è al bar con un tizio … -
Joe guardò subito nella direzione indicatagli dall’amico e appena la individuò, senza aspettare oltre, andò sicuro verso di lei …
-Amber. –
La ragazza trasalì, sgranando gli occhi … - Joe? … che ci fai tu qui?-
-Ho bisogno di parlarti. Subito. –
Il tipo che era con lei però, non vide ovviamente di buon occhio né l’intrusione dello sconosciuto né la sua richiesta e per questo si irritò … –Hey tu, non vedi che la signorina è con me? Vai a cercartene un’altra! –
Shimamura si voltò turpe verso di lui … -Non ho intenzione di rubartela. Voglio solo parlarle un attimo. –
-Non me ne frega nulla! Togliti di torno bamboccio! –
Purtroppo però, il ragazzo non era molto in vena di chiacchiere e, spazientitosi per il tempo che gli stava facendo perdere, lo afferrò con forza per il bavero della camicia e lo tirò su di peso …             -Ascolta : non sono assolutamente di buon umore amico … quindi, vedi di stare zitto e buono qui, finché non ho finito di parlare con lei, ok? –
L’uomo lo guardò atterrito, annuendo in silenzio, sotto lo sguardo sconcertato di Amber che era incredula di vederlo reagire così …
Joe quindi, lo mollò di colpo, facendolo quasi finire per terra e poi, senza preoccuparsi oltre di lui, si rivolse di nuovo ad Amber … -Andiamo in un posto più tranquillo. –
-Va bene … -
Si diressero verso le stanze private del locale e si fermarono nel corridoio …
-Dimmi dove è. –esordì bruscamente …
-Chi ti dice che lo sappia?-
-Amber, non sono in vena di giochetti stasera. Dimmi dove è. O giuro che spacco ogni porta per trovarla. –
Alzò un sopracciglio … -Non credi che dovresti calmarti, eletto?-
-Non mi chiamare in quel modo. –le ordinò fuori da ogni grazia … -E dimmi subito dove è. -
-E se non te lo volessi dire?-
-Amber, non sto scherzando. Spacco tutte le porte del locale, se non mi dici subito dove è. Quindi parla. –le intimò, guardandola turpe negli occhi …
-Te la sei scopata veramente?-
-No. –
Restò un attimo in silenzio, studiando il suo volto … -Io ti credo, ma … non so se lei lo farà. –
-Deve farlo. Lei mi conosce meglio di chiunque altro e sa come sono fatto.–
-Sì, hai ragione : lei ti conosce, ma tu sopravvaluti il cuore ferito di una donna … -
Sospirò stancamente, non ne poteva più di quella storia … -Ascolta Amber, io non ho fatto nulla. E’ tutto solo una montatura dei paparazzi e io non voglio perderla. Soprattutto, per una tale idiozia. -
-Va bene … ti dirò dove è, ma ad una condizione : prima devi calmarti. -
-D’accordo ... lo farò … ma portami immediatamente da lei … ho bisogno di vederla. -
Annuì … - Seguimi … - e attimi dopo si ritrovò di fronte alla porta della stanza dove, presumibilmente, si trovava Françoise … -E’ questa la stanza. –
-Ok … grazie. –mise una mano sulla maniglia e la ragazza lo fermò subito …
-Aspetta. Se ti presenti in camera sua, senza neanche bussare, lei si arrabbierà ulteriormente … rifletti. –
-Sì, hai ragione … - fece un profondo respiro e bussò ..
-In bocca al lupo .. – gli sussurrò, passandogli accanto e andandosene via …
… e pochi istanti dopo, la porta si aprì … -Sì, chi è? –
Joe spostò subito lo sguardo sul suo volto e inconsciamente mormorò il suo nome … -Françoise …-
Dal canto suo, Black Widow rimase impassibile … -Ah, sei tu. Sei già tornato?-
Il ragazzo aggrottò la fronte, perplesso … -Ma … -
-Come è andata?- continuò senza fare una piega …
Spiazzato dal suo strano atteggiamento, ammutolì …
-Allora? Non si risponde più alle domande che ti pongono? O per caso … sei ancora con la testa tra le nuvole? … ops, volevo dire … con la testa nella vasca dell’idromassaggio con quella sgualdrina?-
Si irrigidì vistosamente mentre lei gli rivolgeva uno sguardo chiaramente accusatorio …
-Non è come pensi … - iniziò a dire, con voce malferma … -Quella storia non è vera. I giornalisti si sono inventati tutto .-
-Ah, sì? Hanno fatto pure un ottimo fotomontaggio, allora!-
-No … quelle foto sono vere, ma non è come pensi.-
-Non è come penso … - mormorò, alzando un sopracciglio e guardandolo in malo modo … -Togliti dalla mia vista. – spinse la porta per chiuderla, ma lui glielo impedì ed entrò nella stanza, fronteggiandola …
-Mi devi ascoltare! Ho il diritto di raccontarti cosa è successo veramente, ieri sera, prima di credere a quello schifo che si sono inventati!- senza accorgersene alzò il tono della voce e lei si incupì ancora di più …
-Io non ho alcuna intenzione di perdere ulteriore tempo ad ascoltarti. –
-Perché? –
-Perché non mi interessa. E lo sai. Non me ne frega nulla di chi ti scopi. Quindi, ora vattene. –
-Allora perché reagisci così, se non te ne frega nulla?- controbatté duramente ..
-Ho un forte mal di testa e tu sei venuto a disturbare il mio riposo. Che ne dici? Non ti pare un motivo più che sufficiente per essere irritata? –
-Bugiarda! Non è così! Come non è vero che non te ne frega nulla se vado a letto con un’altra! –
Gli si avvicinò imperturbabile … -No. Non me ne può fregare niente. E se non ti va giù, sono problemi tuoi. –
Scosse la testa … -Stai mentendo! E so perfettamente che non è così! –
-Tu non sai proprio niente. E ora vattene. –
-No! Non me ne vado! – si passò nervosamente una mano tra i capelli, cercando di calmarsi .. -Tu mi conosci! Sai bene come sono fatto ! E sai che il tradimento non fa parte né di me né del mio modo di essere! -
-Tradimento? – incrociò le braccia al petto, furente in volto … -Ti vorrei ricordare un dettaglio che forse, in questo momento, ti sfugge : io e te, non stiamo insieme. Quindi, per me, puoi andare a letto con tutte le sgualdrine che vuoi. –
-Non sono andato a letto con Hisui! Perché diavolo non mi credi?- gridò arrabbiato nei suoi confronti …
-Perché ti scaldi tanto? Non mi hai sentito? Io e te non stiamo assieme. E tu, puoi scoparti chi ti pare. Quindi, togliti da qui. Subito. – gli ordinò categorica.
Strinse le mani a pugno, cercando di controllarsi … e con voce palesemente incrinata dal nervoso, iniziò a raccontarle quello che era successo, non ascoltando assolutamente il suo ordine … -Io stavo facendo il bagno, stanco morto dopo due giorni d’inferno, e lei si è presentata in camera mia. Mi ha fatto delle avances e io l’ho respinta! E non solo! Quelle foto sono state scattate quando, arrabbiato perché non se ne voleva andare, mi sono alzato dalla vasca per buttarla fuori dalla mia stanza!- fece una pausa e riprese fiato … -Quando siamo entrati in camera, lei si è spogliata e mi ha fatto di nuovo delle avances, ma io l’ho respinta ancora! E poi, l’ho cacciata via! – riprese fiato … - Mi devi credere! Non c’è stato nulla tra noi! Niente! Neanche un bacio! –
Françoise non fece una piega e restò in silenzio, guardandolo con completa indifferenza …
Disperato, la pregò di credergli … -Per favore, credimi … lo sai che non mento … e sai che non sarei mai in grado di tradire il mio cuore … io ti-
-Taci.- lo interruppe bruscamente senza farlo finire … -Non voglio più sentire una parola da te. Non  mi interessa. Mi hai capito?–
Di fronte alla sua insofferenza però, Joe si arrabbiò moltissimo … -Perché? Perché fa male sentirtelo dire?-
-Ti ho detto di stare zitto. – ribadì ferma.
-No! Non sto zitto!- l’afferrò con forza per le braccia, scuotendola … -Sai come sono stato questi maledetti tre giorni di dolce far niente, come li hai ironicamente definiti tu? Lo sai?-la guardò dritta negli occhi … -Contando i minuti che mi separavano ancora da te! Perché la tua assenza mi toglieva il fiato! Mentre mi sembrava di impazzire senza vederti, senza sentire il tuo profumo e la tua voce!E la notte, per quelle poche ore che riuscivo a toccare il materasso, mi rigiravo come un dannato nel letto, sognando di averti lì e di fare l’amore con te! E’ così, che stavo! Mi hai capito?!- la scosse di nuovo mentre alcune lacrime scendevano dai suoi occhi … -E’ così, che mi hai ridotto! E’ così che vivo ogni maledetto giorno della mia esistenza! Pensando a te! E solo a te! – non ce la faceva più a trattenersi e così, alla fine, cedette alle proprie emozioni … -Cosa devo fare per farmi credere da te? Cosa devo fare, per farti capire che io ti amo! Che amo solo te! Maledizione!-
A quelle sue ultime parole però, Black Widow si liberò subito dalla sua stretta e lo schiaffeggiò con durezza, guardandolo con espressione irata … -Ti ho detto di tacere. E non provare mai più … a dire una cosa simile.-
Alterato come era, non sentì neanche lo schiaffo, ma le sue parole invece, lo colpirono al cuore come una pugnalata, infuriandolo … -Puoi anche risparmiartele queste frasi autoritarie con me. Tu non mi puoi ordinare di tacere né di rinnegare i miei sentimenti solo perché ti fa male sentirtelo dire. E’ solo fiato sprecato. –
-Taci. E vattene. Subito!–
Amareggiato e deluso, la scrutò un’ultima volta in volto e poi, senza dire più nulla, si voltò e se ne andò via, sbattendo la porta …

 

Inspired by
Han Dong Geun’s cover “Lost Stars”
from “Begin Again” OST

 

Shine

Parte 1

 

-Sei sicuro di voler partire con queste premesse?- gli chiese mentre lo stava accompagnando alla stazione …
-Non ho altra scelta, Jet. –
-E da quando Joe Tempesta non avrebbe altra scelta?-
-Da quando i nostri tre Maestri mi hanno ordinato categoricamente di fare questo allenamento. –
-Magari, se avessi spiegato loro la situazione attuale, avrebbero rimandato la prtenza. –
-No. –
-No, cosa?-
-No. Non ho assolutamente intenzione di parlare con loro dei miei problemi con Françoise. –
-Come vuoi, ma secondo me era meglio se lo facevi e rimandavi questo allenamento a tempi migliori. –
-Te l’ho già detto : no. Va bene così. –
Alzò un sopracciglio, guardandolo con la coda dell’occhio … -Va bene … però cerca di stare calmo … mi raccomando … -
-Perché? Dubiti che lo faccia?- rispose piccato …
-Beh, da quando sei tornato, sei estremamente irascibile … tanto che non ti si può dire nulla senza che tu risponda ringhiando … -
-Se fossi al posto mio, ti sentiresti contento? Ti andrebbe bene essere messo alla gogna per qualcosa che non hai fatto e che non avevi neanche in mente di fare?-
-No … quello no, ma ormai lo dovresti sapere che non è in grado di controllare la sua gelosia verso di te e che reagisce sempre esageratamente e in modo non obiettivo … -
-Non è quello il problema. –
-E allora quale è?-
-Continua a negare l’evidenza dei fatti e a fare di tutto per mascherare i propri sentimenti. –
-Ho capito, ma considera che l’esaurimento nervoso che ha avuto quattro mesi fa, sicuramente, non l’ha aiutata molto!-
-No, ma anche quello è stato solo una conseguenza della sua ostinazione a negare la verità. –
Jet sospirò … -Lo so, ma tu dalle un po’ di tregua … -
-Tregua?- la voce gli si incrinò per il nervoso … -Tu dici a me, di darle tregua? -
-Calmati … -
-No! Sono anni che sto impazzendo a causa sua! Sono anni che le sto dando tregua e che fa quello che le pare! E ora mi sono stufato di questa storia! –
Giunsero finalmente alla stazione e dB Rider parcheggiò l’auto …
-Ascolta Joe … - lo guardò leggermente preoccupato … - … non starò certo a dirti di non fare nulla di avventato o paternali varie, perché ovviamente lo sai da solo, ma … - gli posò una mano sulla spalla …  - … per una volta, cerca di controllare la tua rabbia … perché non vorrei vederti soffrire per uno stupido errore, dettato solo dal momento … -
Il ragazzo sospirò stancamente e poi, annuì … -Va bene … cercherò di seguire il tuo consiglio … -

 

Dopo circa quattro ore di silenzio e indifferenza reciproca, in cui avevano preso lo shinkansen per Tokyo e poi l’Oedo Line per giungere alla loro meta, Nerima, arrivarono finalmente al dojo del Maestro Kozumi, ovvero colui che si sarebbe occupato dell’allenamento speciale di Joe in quella settimana …
-Maestro Kozumi … - si inchinarono entrambi in segno di saluto verso di lui …
-Ben arrivati, ragazzi! - sorrise loro … -Su! Entrate! Non state lì sulla soglia!- l’uomo fece loro strada e li portò subito verso gli alloggi … -Prima sistemate i bagagli nelle vostre camere e poi, parliamo dell’allenamento, ok?-
-Sì, Maestro ... –
-Black Widow, può sembrare assurdo, ma provo una strana sensazione sentirti chiamarmi di nuovo Maestro!- rise divertito, aprendo il portone del vecchio edificio mentre la ragazza annuiva appena, senza aggiungere altro …
Joe rimase stupito da quell’affermazione …
… quindi, anche il Maestro Kozumi è stato suo maestro …
Purtroppo, dalla sera della discussione, quattro giorni prima, non avevano più parlato e quindi, non aveva avuto neanche le delucidazioni che Black Widow gli aveva promesso al ritorno dal suo viaggio da Bali, in merito al suo allenamento! E perciò, era allo scuro di tutto! Perfino del tipo di allenamento che stava per affrontare!
-Prego … queste sono le vostre stanze ... – indicò loro, due porte … -Non sono molto grandi, ma hanno una bella vista sulle colline! E poi, sono molto fresche!-
-Grazie Maestro … - disse debolmente, aprendo una delle porte …
-Tu Black Widow sei abituata, ma non so se il tuo amico apprezzerà molto la loro semplicità … -
Sentendosi chiamare in causa, il ragazzo intervenne … -No, non si preoccupi Maestro Kozumi … anzi, mi scusi se non ho dimostrato a sufficienza la mia gratitudine per la sua disponibilità ad allenarmi e per la sua ospitalità, ma-
-Non ti preoccupare, ragazzo! Black Widow mi aveva già avvisato che sei una persona umile e silenziosa … soprattutto con chi non conosci! E’ solo che ho paura che tu non possa trovarti bene … ecco tutto … -
-Non si preoccupi per quello. Starò sicuramente bene. La ringrazio infinitamente … -
-Tranquillo … è un vero piacere, per un vecchio Maestro come me, poter allenare un guerriero della tua bravura! La tua fama è arrivata fino a qui! E non solo grazie alle parole di Black Widow!-
-La ringrazio, ma … non credo di meritare tutti questi complimenti … -
L’uomo gli sorrise bonariamente … e poi, si voltò verso di lei … -Avevi ragione Black Widow … è una persona molto umile!-
La ragazza annuì in silenzio mentre inconsciamente Shimamura le rivolgeva uno sguardo stupito …
-Bene ragazzi … sistemate qui la vostra roba e poi, venite giù in palestra per parlare dell’allenamento!- si avviò verso le scale che portavano al piano terra … -Ah, dimenticavo … Black Widow … l’hai riconosciuta, vero? … quella è la tua vecchia stanza … -
-Sì, Maestro … -
-Bene … Allora vi aspetto in palestra! A fra poco! -

 

Una decina di minuti dopo, il tempo di sistemare alla meglio la roba e di cambiarsi, erano già pronti per andare da Kozumi …
-Sei pronto?-
-Sì … -
Gli fece uno strano effetto sentirla rivolgersi di nuovo a lui dopo tutti quei giorni in cui non si erano parlati …
-Allora, andiamo. –
Stavano attraversando il cortile quando lui all’improvviso, facendosi coraggio, le fece una domanda … -Quindi … anche il Maestro Kozumi è stato tuo insegnante? –
La ragazza annuì, restando in silenzio …
-E quando è stato ciò?- insistette con una certa curiosità …
-Al tempo in cui mi fermai nel Kanto per alcuni mesi. –
E fino a qui, potevo anche immaginarmelo da solo …
-Ah … ok … e come mai, hai pensato che sarebbe stato utile allenarmi anche io con lui?-
-Lo vedrai. Sarà lui a spiegartelo .-

 

-Maestro … -
-Accomodatevi pure … -
I due ragazzi si misero a sedere di fronte a lui …
-Maestro, la ringraziamo per averci ricevuto e aver accettato la nostra richiesta di allenamento … -
Kozumi sorrise … -Black Widow, da quando sei così formale con me? Sai che mi ha fatto molto piacere risentirti e che per me è stato un vero piacere accettare la tua richiesta! – si rivolse a Joe che aveva un’espressione sempre più confusa … -Alcuni mesi fa, Black Widow mi ha contatto chiedendomi un piacere personale … ovvero, sottoporti ad un allenamento speciale di una settimana, sotto la mia guida! Purtroppo però, si è convinta e non so perché, che lo abbia fatto solo per affetto nei suoi confronti quando invece, appena mi ha detto chi sarebbe stato il mio allievo, ho accettato subito per mia soddisfazione!  Poter allenare un guerriero del tuo calibro, è il sogno di molti Maestri!-
-La ringrazio Maestro Kozumi, ma … per davvero … non merito tutti questi complimenti … io non sono così bravo … - abbassò mesto la testa …
-Su, ragazzo! Non essere così modesto! Sei perfettamente cosciente della tua forza e della tua tecnica! Inoltre, non puoi certo essere te, a dire che non meriti i miei elogi e quelli di Black Widow!-
Joe rialzò di scatto il collo, sgranando gli occhi come un deficiente ..
Come?! Black Widow?!
-E’ raro, per non dire quasi impossibile, sentir Black Widow lodare qualcuno … per questo, anche se  non avessi già udito della tua fama, mi sarebbe stato più che sufficiente per accettare la sua richiesta!-
Ammutolì, incapace di dire una parola …
-Ora però, basta con i convenevoli! E parliamo del tuo allenamento!-
Stordito, annuì …
-La mia idea, che ho illustrato brevemente a Black Widow, è quella di dividere l’allenamento in due parti principali … la prima, quella di imparare a parare qualsiasi colpo proveniente da arma da fuoco e la seconda, quella di imparare alcune tecniche di difesa e di attacco, sfruttando gli stessi proiettili degli avversari. –
Il ragazzo sgranò nuovamente gli occhi …
Cosa? … un allenamento per imparare a difendermi dalle armi da fuoco?
Senza poterselo proprio impedire, si voltò subito verso di lei, guardandola attonito …
Quindi … se siamo qui, è solo per quello che è accaduto quella notte quando mi hanno sparato …
La ragazza però, nonostante si fosse chiaramente accorta del suo sguardo scioccato, restò impassibile e in silenzio …
-Ovviamente però … - continuò l’uomo, riscuotendolo … - … durante questi due momenti del tuo allenamento, ti sottoporrò anche ad un rafforzamento della mente e del fisico … con alcune antiche tecniche che, ai suoi tempi, ho insegnato anche a Black Widow!- l’uomo si alzò in piedi, sorridendo … -Se non sbaglio, Black Widow mi ha detto che conosci già la Boho e la sua variante, vero?-
-Sì … -mormorò ancora turbato …
-Bene! E’ una buona base! – si diresse verso l’uscita della palestra … -E adesso, seguitemi!Cominceremo subito con gli allenamenti!-
Così, i due guerrieri samurai si alzarono immediatamente e lo seguirono in giardino …
-A proposito, dimenticavo di dirti una cosa Joe … -
-Mi dica Maestro … -
-Durante questi giorni, Black Widow ti farà da supervisore … dato che lei, è già molto avanti a te.-
-Va  bene … -
-Per questo, dovrai ascoltare con molta attenzione i suoi consigli. –
-Va bene … -
Ormai, sono abituato … è una costante della mia vita … 
-Mentre avrai come compagno di allenamento, per allenarti e testare i tuoi progressi, un altro mio allievo … di più recente acquisizione!-
-Va bene … non c’è problema Maestro … -
-Sicuro? Eppure, Black Widow non era molto convinta della mia scelta … quando le ho detto di chi si trattava … - mormorò dubbioso, arrivando finalmente nel lato del dojo riservato all’allenamento speciale, dove li stava già aspettando, tutto sorridente e compiaciuto, il futuro compagno di allenamento di Joe … -Scusa se ti abbiamo fatto aspettare Apollo, ma il tuo vecchio Maestro sta diventato sempre più lento! Comunque, adesso ci siamo!- esordì Kozumi, lasciando Shimamura nuovamente sconvolto …
Non ci posso credere … Apollo …
Divertito per l’espressione stupefatta del suo vecchio rivale, Apollo si avvicinò a loro … -Bene, Maestro! Perché non vedo l’ora di iniziare!- guardò allora dritto verso il ragazzo, senza neanche badare a lei, ed esclamò con tono e sguardo apertamente beffardi … -Che piacere rivederti … Joe Tempesta ! –

 

Come era da immaginarsi, Black Widow li tenne, per tutto il tempo, perennemente sotto controllo … senza mai perderli di vista! Riprendendoli e sgridandoli quando sbagliavano o esageravano …
-Anche se non avrei mai detto, vi siete comportati bene. –
-Che sfiduciata!- rise con strafottenza …
-No. Solo obiettiva, Apollo.- rispose impassibile … -Mi è bastato ed avanzato quello che è successo l’ultima volta.-
-Black Widow dovresti lasciar scorrere di più, su certe cose! In fondo, siamo uomini! Ed è normale che ci prendiamo a pugni! E’ nella nostra natura di maschi, risolvere i problemi così!-
Lo guardò cupa e contrariata … -Apollo, dicendo così, non fai altro che confermarmi quello che ho sempre pensato.–
Il ragazzo fece spallucce mentre Joe restava in silenzio, cercando di riprendersi dall’allenamento e di capire cosa quei due si stessero dicendo …
-Che noi uomini siamo più vicini alle bestie, seguendo per lo più l’istinto che il raziocinio, rispetto invece a voi donne? – chiese con tono canzonatorio … -Può essere! Non ho mai detto di no! Io però, mio caro supervisore, ora me ne vado alle terme ad allentare i muscoli! E faccio passo, su questo amletico discorso!-
Lo squadrò pesantemente per il tono e le parole derisorie che le aveva rivolto, ma non si scompose oltre … -Andate pure. Per oggi, abbiamo comunque finito qui. -

 

-Che meraviglia! Questa sì, che è vita!- disse rilassandosi completamente nell’acqua calda delle terme … -Meglio di questo … c’è solo una Jacuzzi in compagnia di una Top Model!-
Joe si voltò verso di lui e lo fulminò con lo sguardo …
Apollo ovviamente non si fece scrupoli e continuò imperterrito … -Allora? Racconta, su! Come è stato scoparsi Hisui nell’idromassaggio?-
Memore del consiglio di Jet, contò fino a dieci per non rispondergli ringhiando, ma fu tutto vano … -Io non l’ho scopata. Né nell’idromassaggio né in altro luogo. –
-Ma dai! Non ci crede nessuno! –
-Ma è così. –ribadì irritato …
-Guarda che a me puoi dirlo! Tanto non è che vada a spifferare niente a giro … visto che è già sulla bocca di tutto il mondo!-
-Io non l’ho scopata! E basta! Non c’è altro da dire! –inconsciamente alzò un po’ troppo il tono della voce e finì per attirare l’attenzione anche degli altri allievi del dojo che lo guardarono interdetti …
-Mi vorresti dire che avevi Hisui per le mani e  … non ci hai fatto nulla?!-
-Sì.-
Il ragazzo scoppiò in una risata … -Tu, hai dei grossi problemi! Dammi retta! Quale uomo, sano di mente, non se la sarebbe fatta?!-
Sospirò demoralizzato … -Un uomo che è innamorato … -
A quella risposta, Apollo tornò subito serio, restando un attimo in silenzio a riflettere, ma poi, come se non lo avesse sentito, continuò con i suoi soliti toni … - Comunque, sei stato un’idiota! Avresti dovuto fartela! Una così, non ti capita spesso nella vita!E poi, perlomeno, ci sarebbe stato un motivo valido per la sua ira funesta! –
-Quindi … è evidente anche a te che è arrabbiata con me … - mormorò avvilito, reclinando la testa all’indietro … -Perché non mi crede? … eppure, mi conosce … -
-Beh, se tu la conoscessi bene come la conosco io, capiresti che questo genere di pensieri sono completamente inutili con lei.-
Shimamura sentì una fitta al cuore …
… se la conoscessi bene come la conosco io …
… non perdi proprio mai l’occasione di ricordarmi che eri il suo amante … eh, Apollo?
-Ti do un consiglio Joe … - si alzò in piedi, uscendo dalle terme … - … lascia scorrere … poi, le passa … in fondo, Black Widow conosce la verità … si tratta solo di darle tempo. Tutto qui. Fidati.- e così dicendo, se ne andò … lasciandolo solo a sé stesso …  

 

Assorta nei propri pensieri, trasalì quando sentì bussare alla sua porta …
-Avanti … -
-Posso entrare?- si affacciò dalla porta con il suo solito sorriso sfrontato …
-Sì,vieni pure . – disse, abbassando mesta lo sguardo …
-Che c’è? Perché quell’aria demoralizzata? Speravi che fosse qualcun altro? –
-No.- rialzò subito lo sguardo e riassunse la sue espressione impassibile … -Dimmi. Che vuoi?-
-Come mai non sei venuta a cena con tutti?-
-Avevo già mangiato con il Maestro. Ecco tutto. –
Le si avvicinò, scrutandola … -Sei strana … e sembri diversa dall’ultima volta che ti ho visto … -
-Ti sbagli. Sono sempre la stessa. –
-Black Widow,  tu dimentichi che io ti conosco bene … -
Si irrigidì, sospirando nervosamente … -Apollo non sono in vena di chiacchiere. Quindi, se non hai niente di importante da dirmi, ti pregherei di lasciarmi sola.-
-Beh, veramente … più che dirti .. ero venuto a portarti una cosa … - le porse una vecchia e un po’ ammaccata chitarra in legno … -Te la ricordi? –
Annuì, sorpresa …
-Tieni … prendila … -
Esitò leggermente, ma alla fine la prese … -E’ sempre quella, vero?-
-Sì … è un vecchio ricordo e sinceramente … non ho voglia di liberarmene, nonostante non riesca più a suonarla … -
-Capisco … -
Si mise a sedere sul bordo del letto, accanto a lei … -Ricordi … quando mi chiedesti di insegnarti a suonarla? Mi dicesti che volevi imparare perché il suo suono ti aiutava a liberare la mente … -
-Sì … me lo ricordo … -
Sorrise contento, senza guardarla … ma subito dopo, si rialzò … -Bene … allora, te la presto per i prossimi giorni … ok? Ora però, è meglio che me ne vada … prima che qualcuno arrivi e fraintenda tutto! Notte!-

 

Il secondo giorno di allenamenti fu ovviamente molto più pesante del precedente … e Joe ne uscì veramente distrutto … tanto che, dopo esser stato alle terme con Apollo e con gli altri allievi del Maestro Kozumi, si era ritirato subito in camera propria, senza neanche cenare, nella vana speranza di riuscire a riposare …
Maledizione … non riesco a trovare una posizione per dormire … e sono distrutto …
Si alzò a sedere sul letto, trattenendo il respiro per il dolore …
Non ce la faccio più …
… nonostante i bagni termali curativi non riesco a riprendermi …
All’improvviso però, qualcosa attirò tanto la sua attenzione che, seppur per un attimo, lo distrasse dalla propria tribolazione …
… il suono di una chitarra?
Scese allora dal letto …
… e proviene dalla sua stanza …
Così, piano piano, uscì dalla sua camera e si accostò alla porta di Black Widow …
Non mi sbagliavo … è da qui che proviene il suono …
Esitò un attimo, ma poi bussò e il suono si interruppe bruscamente …
-Sì?-
-Sono … Joe … posso entrare?-
Ci fu un attimo di silenzio e poi … -Avanti … -
Aprì la porta ed entrò … -Ti … disturbo?-
-No. Dimmi. –
Notò subito la chitarra accanto a lei … -Stavi suonando la chitarra? –
-Sì. Ti ho svegliato?-
Scosse la testa … -No … stavo rigirandomi nel letto per i dolori … -
-Non sei stato alle terme?-
-Sì, ci sono stato, ma non mi hanno fatto effetto … -
-Ci sei stato poco, allora. Apollo non ti ha detto che devi rimanere finché non senti più dolore?-
-A dire il vero … no … mi ha detto solo che è uso andare alle terme curative dopo gli allenamenti, ma pensavo per avere solo un po’ di sollievo e non come parte integrante del programma … -
Scosse la testa rassegnata … -Apollo non si degna mai di dare una spiegazione completa. –
Joe abbassò triste lo sguardo …
… non c’è dubbio … vi conoscete fin troppo bene vicendevolmente …
La ragazza allora, si alzò dal letto e andò fino alla cassettiera … aprì un cassetto e tirò fuori un barattolo in plastica …
-Dove senti male?- gli chiese, avvicinandosi …
-Al collo e alle spalle … e diffusamente alla schiena … - balbettò confuso …
-Ok. Spogliati e sdraiati sul letto a pancia in giù. –
Involontariamente, sgranò turbato gli occhi … e lei lo squadrò, infastidita …
-Idiota, non fare quella faccia. Non voglio abusare di te. Voglio solo farti un massaggio con la mia pomata.-
-Sì … certo … scusa … -
-Forza. Muoviti. Non ho tempo da perdere. Sdraiati. –
Così, ubbidendo subito ai suoi ordini, si tolse la maglia e si sdraiò …
-Cerca di rilassarti e dimmi dove senti più male. Ok?-
Prese un po’ di pomata e sfregandola tra i palmi, la riscaldò debolmente per renderla più fluida … infine, pose le mani sulla sue spalle ed iniziò a massaggiarlo con vigore …
Ha delle bellissime spalle … e il collo e la schiena non sono da meno …
Si morse nervosamente un labbro mentre si sentiva pervadere da uno strano e languido calore al basso ventre …
Che diavolo mi sta prendendo?
Perché ho sempre questa sensazione strana quando sono con lui e tocco la sua pelle?
Scosse la testa, cercando di scacciare da lei quei pensieri inappropriati …
-Non sapevo che sapessi suonare la chitarra … - esordì all’improvviso, facendola trasalire … -Che canzone era quella che suonavi prima?-
-Una canzone che ho sentito alla radio … niente di particolare … - rispose, tentando disperatamente di riacquistare il controllo sui suoi sensi …
-Mi piaceva molto … come si chiama?-
Sospirò esasperata … -Shine. –
-E di chi è?-
-Puoi stare zitto?! Non riesco a massaggiarti se ti agiti tanto!- lo ammonì irritata …
-Sì … scusa … -
Respirò profondamente, cercando di calmarsi e di finire il massaggio e, appena fu certa che la pomata fosse stata del tutto assorbita dalla sua pelle, staccò bruscamente le mani da lui … -Così, dovrebbe bastare. Puoi rivestirti. –
-Ok .. ti ringrazio … -
Percependo improvvisamente la gola secca, Françoise deglutì con una certa fatica …
Ho bisogno di bere …
Con mani agitate, prese quindi la bottiglietta d’acqua sul suo comodino e ne prese un bel sorso …
-Tutto bene?- le chiese preoccupato mentre si rimetteva la maglia …
-Sì. Perché? –
-Hai le guance molto rosse … -
-E’ il caldo. –
-Ah … - aggrottò la fronte … chiedendosi se fosse vero o se si sentisse male e non glielo volesse dire … -Sicura che … -
-Sì. Fa decisamente troppo caldo per me. –
-Ok … allora, grazie per il massaggio … ora, va decisamente meglio … -
-Ne sono contenta. Ora dovresti riuscire a riposare senza grossi problemi. –
-Sì … lo penso anche io … - fece una pausa … -Posso chiederti un’ultima cosa?-
-Dimmi. –
-Risuoneresti … quella canzone di prima, per favore? –
La sua richiesta la spiazzò, tanto che per un attimo trattenne il respiro … -Perché … ? –
-Beh … se non è un problema … - aveva evitato accuratamente di rispondere alla sua domanda, ma lei non insistette e sorvolò …
-No, non lo è … va bene … - così, si mise a sedere sul bordo del letto e prese la chitarra in braccio … ripensò un attimo agli accordi ed infine, iniziò a pizzicare le corde …

Alcuni minuti dopo, quando finì di suonarla, Joe le chiese se conoscesse anche le parole …
-Sì .–
-Mi piacerebbe conoscerle … -
-Quando avrò tempo te le scriverò . –
Annuì … -Sì, grazie … -
-Prego.- si alzò e appoggiò la chitarra contro la parete … -Ora dovresti andare. Domani mattina ti devi svegliare all’alba per il riscaldamento. –
-Sì .. hai ragione … notte e … grazie ancora di tutto … -
-Di niente. Notte. –
Così, rilassato dal massaggio e avvolto piacevolmente dal suo profumo, Joe tornò in camera sua e, appena mise testa sul cuscino, si addormentò placidamente …

 

-Voi due, impegnatevi di più! State battendo la fiacca!- li rimproverò aspramente …
-Black Widow … dacci un attimo di tregua … - disse tentando di recuperare il respiro … -E’ da stamani alle cinque, che non facciamo altro che allenarci … soprattutto lui! –concluse, indicando con sguardo compassionevole Joe che, sfinito come era, si era perfino sdraiato a terra con le mani sul volto, nel vano tentativo di riprendersi …
-E allora?-
Apollo sbuffò … -Abbi pietà di noi! Non siamo mica macchine! E poi, è quasi ora di pranzo!-
La ragazza lo squadrò malamente … -E quindi, cosa dovrei fare? Mandarvi a mangiare prima perché siete già stanchi?-
-Non vorrei essere pignolo, ma tu parli bene! Stai lì a darci ordini e a non fare nulla!- le fece notare, irritato …
-Apollo, da quando sei diventato uno sfaticato senza midollo?-
Mugolò infastidito … -Ascolta, Black Widow : vai al diavolo! Mi hai rotto le palle con il tuo tono saccente! Io faccio festa! E sai cosa? Porto via anche lui, prima che muoia di stenti!– concluse, voltandosi e andando dall’altro ragazzo … -Forza, tirati su. –
Shimamura annuì e con molta fatica si alzò … ma appena fu in piedi, si sentì assalire da una forte sensazione di nausea e, senza riuscire a trattenersi, diede di stomaco succhi gastrici …
Cadde quindi, sulle ginocchia, ansimando e portandosi le mani allo stomaco a causa dei forti dolori addominali …
-Hey … - Apollo gli mise la mano sulla spalla … - … tutto bene, amico? –
-Sì … - cercò di rialzarsi, ma senza successo … e così, restò a terra, aspettando che le contrazioni muscolari si calmassero …
Con espressione impassibile come sempre, Françoise si avvicinò e lo guardò in volto … -Apollo, vai. Ci penso io a lui . –
Apollo la guardò scettico … -Che fai? Gli spari come ad un cavallo azzoppato?-
-Taci. E vattene. – lo rimproverò, fulminandolo con lo sguardo …
-Ok! … va bene, me ne vado! … basta però, che non lo uccidi! –
Lo squadrò interdetta .. -E da quando ti preoccupi tanto per la sua vita?-
-Da mai! Parlo solo per il Maestro! Che non apprezzerebbe molto la cosa!-
-Allora, stai tranquillo. E vattene. –
-D’accordo … - si voltò verso Shimamura … - … vedi di sopravvivere, amico! Nessuno ci è mai morto per questo allenamento! Ok? A dopo … -
… o almeno fino a quel momento …

 

-Come va, adesso?-
-Meglio … - mandò giù, lentamente,  un po’ di tè allo zenzero, proprio come gli aveva detto lei …
-Da quanto non mangi?-
-Da ieri a pranzo … -
Alzò un sopracciglio con dissenso … -E perché?-
-Non avevo fame … ero troppo stanco … -
-Stai dicendo sul serio?- gli chiese con tono sarcastico …
Joe rimase in silenzio, con lo sguardo basso …
Chiaramente arrabbiata, gli si avvicinò con espressione torva … -Adesso, devo farti anche da badante, idiota? Devo stare attenta anche a quando mangi, a cosa mangi e se vai in bagno?-
-No … -
-E allora, cosa diavolo ti è passato per la testa? Sentiamo. Sono curiosa. –incrociò le braccia al petto, fissandolo furente in volto …
-Non lo farò più … ho sbagliato … -
-Lo so che hai sbagliato. Non hai bisogno di dirmelo. E lo sai bene anche tu. Quindi, perché diavolo lo hai fatto?- insistette …
-Te l’ho detto … ero stanco … tutto qui … -
-Sì, ma non sei uno stupido! Queste cose le sai!-
-Sì, è vero : le so … e per questo, non ricapiterà più … - concluse avvilito, continuando a tenere la testa bassa mentre lei, turbata, ammutoliva per quel suo insolito atteggiamento accondiscendente …

 

Inspired by
After School’s “Shine”

 

Shine

Parte 2

 

 

Kozumi aveva deciso finalmente di iniziare con alcune tecniche di difesa e di respinta così, il terzo giorno di allenamenti vide lui come supervisore e Black Widow come sua spalla per le dimostrazioni …
-Questa tecnica è molto utile se dovete fronteggiare colpi che vengono sparati da vicino . – si voltò verso la ragazza … -Sei pronta Black Widow?-
-Sì, Maestro. –
-Pronto Joe? Guarda bene i movimenti di Black Widow e non ti distrarre. - Kozumi attivò e indirizzò verso di lei, che si trovava a circa un metro di distanza, uno strumento che sparava circa 600 colpi al minuto, ovviamente a salve, che Françoise, con una semplice mossa, ripetuta a cadenza precisa, dall’alto verso il basso, respinse, senza farne passare neanche uno …
Shimamura rimase a bocca aperta …
-Joe sei stato attento?-
Confuso, annuì …
-Ne sei sicuro? Sapresti rifarlo?-
-Sì … -
 -Guarda che, anche se sono a salve, fanno male … - gli fece notare il Maestro … 
-Lo so, ma ce la posso fare … -
-Va bene. Allora prendi la spada e mettiti al posto di Black Widow .-
-Sì. –
Così, prese il posto di lei e si mise in posizione …
-Dimmi quando sei pronto. –
-Sono pronto. –
-Va bene.- l’uomo attivò nuovamente l’apparecchio, ma le cose non andarono come previsto … il ragazzo parò infatti, solo i primi 100-200 colpi poi, inaspettatamente, perse il ritmo e si smarrì … per fortuna però, Black Widow, che era rimasta dietro di lui per sicurezza, se ne accorse e intervenne immediatamente, deviandoli ed evitando che lo colpissero …
Cupo in volto, Kozumi aggrottò la fronte … -Non avevi detto che eri pronto, ragazzo?-
-Sì .. lo ero, ma … -
-Non c’è nessun ma. Se Black Widow non fosse intervenuta, a quest’ora saresti ferito a terra. Te ne rendi conto? –
Avvilito, annuì in silenzio …
-Devi essere concentrato. Mi hai capito, Joe?-
-Sì … -
-Allora, riproviamo. –
-Va bene. –
Shimamura si rimise di nuovo in posizione, ma anche questa volta non andò bene … e così, anche le due altre volte successive …
Constatato quindi che, per una serie di motivi, non fosse il caso di proseguire, il Maestro Kozumi decise di interrompere la pratica diretta … - Per oggi, ci fermiamo qui. Continuate solo con i soliti esercizi. – concluse freddamente e intransigente, avviandosi verso la palestra …  -Black Widow, tu invece vieni con me. –

 

-Black Widow che stai facendo?- l’ammonì apertamente …
-Che intende Maestro?-
-La prima volta si è impaurito e ha parato solo i primi colpi, ma le volte successive non gli hai dato né il tempo né l’occasione per provarci. –
-No … non è così … -
-Black Widow. – la riprese con durezza ed espressione cupa … -Non mi costringere a rimuoverti da supervisore. –
Françoise inspirò profondamente e annuì … -Mi scusi, Maestro … non interverrò più … glielo prometto. –
-Lo voglio sperare. Altrimenti è tutto inutile e possiamo finirla qui. –
-Sì, Maestro … lo so … -
-Bene. Ora che ci siamo chiariti, puoi anche andare. Anzi, no. – inaspettatamente, ci ripensò … -Per oggi, vai a fare meditazione nella zona est del dojo … e lascia Joe e Apollo ad allenarsi da soli.–
Il suo ordine la ammutolì per un breve istante, palesando il suo chiaro disappunto, ma … -Va bene, Maestro … farò come mi ha consigliato.-
-Perfetto. Allora, adesso, puoi andare. –

 

-Si sta proprio bene stasera, non trovi?-
-Sì … -
-L’acqua è perfetta e-
-Tu cosa pensi le abbia detto il Maestro?- gli chiese all’improvviso, senza farlo neanche finire …
Apollo aggrottò contrariato la fronte … -Perché?-
-Così … tanto per chiacchierare … -
-Sì, certo … come no?! – rassegnato di fronte alla sua totale incapacità a mascherare le sue emozioni, scosse la testa ... – E’ perché non è tornata a farci da supervisore, vero?-
Annuì … - … sì, è per quello … -
-Beh … probabilmente, l’avrà ripresa per il suo comportamento scorretto. –
-Scorretto? … perché dici così? A cosa ti stai riferendo?-
-Perché? Non te ne sei accorto?-
-Di cosa?-
Rise divertito … -Sei proprio suo succube!-
-No, io non … - si interruppe da solo e sospirò … -E’ perché … ha fermato i colpi ancora prima che ci provassi io, vero?-
-Ah, ecco! Allora, te ne sei accorto! Non sei così idiota, per fortuna!-
-Sì … -
-Allora, perché ti stupisci che il Maestro si sia arrabbiato con lei? Se non ti lascia imparare, è tutto inutile questo allenamento. Una vera perdita di tempo. –
-Sì, lo so … ma lei … - si fermò …
-E’ uguale. Per qualunque motivo l’abbia fatto, ha sbagliato. Se la sua intenzione è quella di fornirti le capacità per difenderti dalle armi da fuoco, non è questo il modo di fare. –
-Lo so … -
-Allora, smettila di trovarle scuse. E tu, comincia a fare sul serio. -

 

Durante il quarto giorno di allenamenti, Black Widow fu più silenziosa del solito e intervenne il meno possibile …
Perfino quando il Maestro Kozumi tornò ad unirsi a loro per continuare con le esercitazioni del giorno prima, lei restò in silenzio e intervenne a parare i colpi che Joe mancava, solo al momento opportuno …
-Oggi va meglio. Su una media di dieci colpi al secondo, ne pari circa otto. E’ chiaro che non è sufficiente, perché devi arrivare a colpirli tutti, ma è un buon punto di inizio. –
-Sì, Maestro. –
-Bene. Allora continuiamo con gli allenamenti. –

 

Sono sfinito …
Si sdraiò sul letto, guardando verso il soffitto, e ricominciò a rimuginare sul comportamento di Black Widow del giorno precedente …
Credevo che avesse superato l’incidente di allora … invece mi sbagliavo …
… a quanto pare, è ancora vivo nella sua mente …
… ed è per questo che, appena mi ha reputato pronto per affrontarlo, ha voluto inderogabilmente questo allenamento per me …  
Sospirò pensieroso …
… quante cose tieni nascoste in te, lasciando che ti tormentino e non ti diano pace, Françoise?
All’improvviso però, come accadde alcuni giorni prima, il suono di alcuni accordi, lo distrassero dai suoi pensieri …
Shine …
Si alzò a sedere sul materasso e restò ad ascoltare in silenzio …
Stranamente però, quella sera, Black Widow si interrompeva e ripeteva più volte alcuni passaggi …
Come mai ti fermi e li ripeti?
Così, tentando di capire cosa non andasse, si alzò e andò a mettersi a sedere per terra, con la schiena appoggiata al muro, che separava le loro due stanze, per sentire meglio e, inaspettatamente, mentre si accompagnava alla musica, la udì sussurrare alcune parole …
Comprese subito e trattenne il respiro …
… è il testo di Shine …
-I know certainly … There’s no such easy path to live in this world … but life without challenge is boring. Life is limited …  but that’s what makes it fun . We will have power to get over anything when we believe … Actually, compared to anyone else I was the most helpless … but I’ll not look back anymore … I won’t run away … Gonna SHINE like a flower … Clad in shining memories … be the light … No one can stop me anymore … I’ll live this life as ‘me’ … Gonna SHINE Gonna SHINE Gonna SHINE … like a flower … It’s a bit different than a future I’ve imagined before
but there’s no time to regret things … It’s certain that life is complicated … I will strive with my own style … Even this darkness, I’ll turn it into strength … Even though I might be losing sight
I won’t cry … Gonna SHINE like a flower … Clad in shining memories … be the light … No one can stop me anymore … I’ll live this life as ‘me’ … Gonna SHINE Gonna SHINE Gonna SHINE like a flower … Gonna SHINE Gonna SHINE Gonna SHINE like a flower … Gonna SHINE Gonna SHINE Gonna SHINE like a flower … I close my eyes … Engulfed by dancing flower petals … This time I want to bloom as myself … Gonna SHINE like a flower … Clad in shining memories … be the light … No one can stop me anymore … I’ll live this life as ‘me’ …
Gonna SHINE Gonna SHINE Gonna SHINE like a flower … No one can stop me anymore …
I’ll live this life as ‘me’ … Gonna SHINE Gonna SHINE Gonna SHINE … like a flower … -
… Even this darkness, I’ll turn it into strength … Even though I might be losing sight, I won’t cry …
Chiuse gli occhi, sentendo una fitta al cuore …
 … I’ll live this life as me …
… This time I want to bloom as myself …
… è questo quello che vuoi veramente Black Widow, vero?

 

Durante il quinto giorno di allenamenti, Kozumi si dedicò completamente a lui e Black Widow restò in disparte a seguirli …
-Sta andando bene? Non credi?-
-Sì, abbastanza. –
-Per essere solo il secondo giorno in cui si sta applicando alle tecniche, mi sembra aver ottenuto dei buoni risultati … -
-Ma non sufficienti. –
Apollo la guardò con la coda dell’occhio … -Lo fai per te stessa? … o per lui?-
-A cosa ti stai riferendo?-
-L’hai portato qui per arricchire la sua esperienza di guerriero samurai o … l’hai fatto solo per placare la tua paura di perderlo in battaglia?-
-La prima. –
-Ne sei sicura?-
-Sì. –
Fortemente contrariato dalla sua risposta, scosse la testa … -La vecchia Black Widow , quella che conoscevo io, non mi avrebbe mai considerato degno di risposta, di fronte ad una domanda simile.-
La ragazza restò in silenzio, senza replicare …
-Stai abbassando pericolosamente la guardia, Black Widow … e stai diventando fin troppo apprensiva con lui … -
-No, non è così. Ti sbagli. –
-No, non penso. –
Si voltò a guardarlo con espressione cupa … -Apollo, nessuno ti ha chiesto niente. Quindi, tieni per te le tue stupide opinioni. –
-Come vuoi, ma .. chi ci rimette, sei solo tu. Ricordatelo. – e così dicendo, si allontanò da lei e raggiunse il Maestro e Joe …

 

-Oggi non ci sei proprio con la testa.- lo rimproverò Apollo … -Kozumi non sopporta queste cose e rischi di indisporlo nei tuoi confronti. –
-Sì, lo so … è solo che sono un po’ stanco … -
-Non hai dormito stanotte?-
-Non molto … -
Aveva infatti passato la notte a fissare il soffitto e a rimuginare su alcuni pensieri che lo stavano tormentando già da diversi giorni …
-E perché? Ti sei messo a sognare ad occhi aperti di scopartela?-
Sospirò stancamente, passandosi una mano tra i capelli e alla fine si fece coraggio … -E’ qui … che vi siete conosciuti?-
Apollo lo guardò con grande disapprovazione … -Tu, te ne farai una malattia, se non la smetti di farti mille domande. –
-Lo è di già. –
-Allora, cerca di guarirne. –
-Non posso … - lo guardò con espressione triste … - Ti prego : rispondi … è qui che vi siete conosciuti?-
-Sentiamo … questa volta, cosa vuoi sapere veramente? Su, parla. -
-Dove è cominciata? Dove vi siete conosciuti?-
Sbuffò esasperato … -Ma cosa c’è in te che non va?! Non capisci che ti fai solo del male a farti queste stupide domande? Supera il suo passato e guarda oltre! -
- No … prima ho bisogno di sapere perché è così … -
Apollo lo scrutò un attimo e poi, si guardò nervosamente attorno, assicurandosi che non ci fosse nessuno … -Lo faccio solo per un motivo … perché sei l’unico, nonostante non abbia più una mano, a trattarmi come il guerriero che ero prima. –
-Perché continui ad essere quello di prima. Un guerriero della tua portata non diventa meno forte per una menomazione. –
Grato per le sue parole sincere, annuì  ed iniziò a raccontargli come conobbe Black Widow … -Una sera, durante una delle mie perlustrazioni solitarie fuori città, arrivai casualmente fino a qui e … - abbassò lo sguardo … - Non so come, ma alcuni tipi erano riusciti a  prenderla alla sprovvista e l’avevano catturata, usandola sadicamente come tiro a segno per i loro coltelli … -
Joe sgranò gli occhi sconvolto … -Sapevano … chi era?-
-Sì … erano alcuni allievi di Garmaa e come tali avevano la sua stessa efferatezza … avevano infatti pensato bene di divertirsi un po’ a torturarla, prima di ucciderla e prendersi definitivamente la fama di coloro che avevano ucciso la sanguinaria e spietata Black Widow … -
- … ma arrivasti tu e riuscisti a salvarla … -
-Sì … e appena in tempo. Perché i bastardi schifosi volevano completare l’opera tagliandole la testa da cosciente, usando un coltello seghettato … -
Mio Dio …
Inorridito e sofferente per il suo racconto, distolse lo sguardo …
... quanto hai sofferto nella tua giovane vita?
… quante ferite e ricordi simili ti tormentano l’anima?
… quanti?
-E questa … è la semplice e triste storia del nostro incontro … - concluse mesto, senza aggiungere altro …

 

Completò anche il penultimo giorno di allenamenti secondo tabella, ma il Maestro Kozumi convenne con Black Widow che non erano sufficienti i sette giorni previsti e che ne necessitava di minimo altri due, per portare a termine il piano iniziale …
-Però! Il grande Joe Tempesta che non riesce a finire l’allenamento intensivo del Maestro Kozumi nel tempo prestabilito! Questo passerà alla storia, bello mio!- rise divertito, schernendolo apertamente …
-Non ho mai sostenuto di essere infallibile ... né di essere così bravo …  –concluse abbattuto, reclinando la testa all’indietro e cercando di rilassarsi al tepore dell’acqua termale …
-Ah, beh … questo era risaputo! -
-Sempre gentile tu … -
-Ti vorrei ricordare, se per caso te lo fossi disgraziatamente dimenticato,  che non siamo mai stati amici! E infatti … - giusto per ribadire il concetto, aggiunse … - … se mi si presentasse l’occasione, non esiterei un istante a portarmela a letto. –
Shimamura si incupì seduta stante, ma preferì non rispondere alla sua provocazione …
-Lo sai, vero? Lo farei senza problemi … e soprattutto senza rimorsi. -
Restò ancora un attimo in silenzio, riflettendo sulle sue parole e poi, rispose semplicemente … -Sì, lo so. –
-Bene. L’importante è che tu ne sia cosciente … giusto per non rimanerci troppo male se accadesse … magari, proprio prima della vostra partenza ... –
A quell’ultima affermazione però, toccato e ferito nell’animo, Joe non resistette più e si alzò di scatto, andandosene scioccamente via, prima ancora che l’acqua curativa delle terme avesse fatto effetto sui suoi muscoli doloranti …

 

Stava soffrendo terribilmente : i muscoli e le ossa gli facevano talmente male, che doveva trattenere il respiro per non mettersi ad urlare! E così, dopo ore di tormento, tentando invano di sopportare, disperato e in preda ad un male lancinante ad ogni giuntura del proprio corpo, decise di andare a chiederle aiuto …
-Che ci fai a quest’ora ancora in piedi?- lo ammonì con tono aspro, prima ancora di sapere la ragione …
-Sto … ma-le ... –balbettò con grande fatica, appoggiandosi esausto allo stipite della porta …
Lo guardò turbata … -Che hai?-
-I do-lori … non mi da-nno tregua … e fa-ccio fatica … anche a re-spirare … -
-Non sei stato a sufficienza alle terme?-
-Non … mi so-no ba-state … - mentì, incapace e timoroso di ammettere la verità …
-Ok ... Entra e sdraiati … -

 

-Come va, adesso?-
-Meglio … -mormorò stancamente, ancora sdraiato sul suo letto …
- … forse è meglio se prendi qualcosa … -
-Una … delle tue capsule?-
-Sì … ovviamente però, solo se la vuoi. –
-Va bene … pur di riuscire a riposare un po’ … -sussurrò con un filo di voce …
La ragazza allora si alzò e andò a prendere una pasticca dal suo porta pillole … -Tieni … - gli porse anche una bottiglietta d’acqua … -Manda giù con un bel sorso … -
-Grazie … -
Mentre, dolorante, Joe si rimetteva giù, Françoise lo guardò con aria molto preoccupata, iniziando a chiedersi se non avesse fatto un errore ad obbligarlo a fare quell’allenamento intensivo …
-Dammi ancora cinque minuti … e poi, torno in camera mia … - farfugliò sfinito dalla sofferenza fisica …
-Tranquillo … prenditi pure tutto il tempo che vuoi … -disse tornando a sedersi sul bordo del letto, accanto a lui …
-Grazie … - … improvvisamente però, cominciò a sentire le palpebre molto pesanti e così, chiuse gli occhi …
-Dormi … e cerca di riposarti … - mormorò a bassa voce, vedendolo cedere già alle medicine …
-No … devo … tornare in camera … - provò ad alzarsi, ma ricadde pesantemente sul letto, gemendo …
-No … resta qui, stanotte … - gli accarezzò dolcemente una guancia …
… stordito, provò a protestare debolmente, ma ormai anche la sua testa era diventata pesante e faceva fatica ad opporsi …
-Starò qui … accanto a te … ok?-spense la piccola abatjour e poi, gli si sdraiò accanto …
-Mi sei … mancata … - sbiascicò con bocca impastata dalla stanchezza e dai farmaci …
-Su … dormi … -
Annuì esausto, al limite delle forze, ma prima di abbandonarsi del tutto alle braccia di Orfeo, con caparbietà, aprì faticosamente gli occhi e le disse … -Credimi … non mi sono … fatto confondere … dalle luci … e dai lustrini … -
Turbata dalla sua ostinazione, anche sopraffatto dai dolori e dalle medicine, lo guardò per un lungo attimo e poi, incapace di continuare oltre con quel insensato rancore, lo sollevò finalmente da quella insussistente colpa … -Sì, lo so … però ora dormi … -

 

Da programma iniziale, quello sarebbe stato il settimo e ultimo giorno … se non che Black Widow e Kozumi non avessero deciso, appunto, di prolungare quella tortura per altri due … visto le sue difficoltà e l’incompletezza dell’allenamento …
Sfortunatamente per lui però, era arrivato al limite della sua forza … ed era esausto e demoralizzato sia per i suoi ripetuti insuccessi sia per i grossi sforzi che faceva e aveva fatto nell’apprendere e che avevano minato il suo orgoglio di uomo e guerriero-samurai …
Inoltre, come se quello non fosse stato già sufficiente per indisporlo ed abbatterlo, lei continuava pure, imperterrita, a non dare cenni di rappacificamento, nonostante avesse ammesso di credergli! … dimostrandosi addirittura più fredda e distaccata con lui e, secondo la sua già alterata percezione, molto più incline nei confronti di Apollo … ferendolo così, nel profondo dell’animo …
Stremato quindi, da quella lunga giornata di esercizi e simulazioni varie, dispiaceri e pensieri, giunto a sera, poté finalmente ritirarsi in camera e abbandonarsi vinto sul proprio letto …  
… ancora due giorni …
… e questo incubo, nel bene o nel male, finirà …

 

Inspired by
After School’s “Shine”

 

Knock

 

Quello era ufficialmente l’ottavo giorno e Kozumi aveva deciso di sottoporlo ad un allenamento molto stressante e difficile, ma rivelatore … perché da esso avrebbe compreso il reale grado di apprendimento del ragazzo, in quei precedenti e lunghi giorni di insegnamento … 
E fortunatamente, a fine giornata, con molta soddisfazione e sollievo, il Maestro ebbe la conferma positiva che cercava …
Joe però, dal canto suo, era uscito da quell’ultima e dura esperienza stremato e vulnerabile, in particolare sul piano emotivo … e forse, proprio per questa causa, quella sera toccò il fondo e crollò definitivamente …
Esausto e sofferente nel cuore e nel fisico, si trattenne alle terme fino a tardi, con la speranza di alleviare, seppur in modo superficiale,  i propri mali e riuscire così, a riposare un po’, prima di affrontare anche l’ultimo giorno di quell’allenamento massacrante … tuttavia, purtroppo per lui, tutti i suoi sforzi e la sua buona volontà per riuscirci, si annullarono nel momento preciso in cui rientrò al dormitorio …
Era passata da poco la mezzanotte quando infatti, tentando di non far rumore per non disturbare nessuno degli altri ospiti del dojo, salì in camera sua e, per sfortuna, si imbatté in lei proprio mentre usciva dalla stanza di Apollo, tre camere più in là rispetto alle loro …
Inconsciamente, la guardò con occhi spalancati e scioccati mentre si affacciava in lui un orrendo pensiero …
… se mi si presentasse l’occasione, non esiterei un istante a portarmela a letto …
… magari, proprio prima della vostra partenza ...
… in tutti quei giorni, quel bieco tarlo, aveva infatti lavorato nel suo inconscio, alimentando le parole che a suo tempo, spregevole, gli aveva detto Hisui …
… chi ti dice che lei, magari proprio in questo momento, non si stia scopando un altro mentre tu sei qui, a fare l’uomo innamorato e fedele?
… una donna sa sempre quello che vuole e se lo prende senza esitare …
… sinceramente ... tu credi davvero che, se non vuole te, non dovrebbe volere nessun altro?
… e, reale o falso che fosse ciò che aveva visto, lo soprafece completamente … togliendo in lui anche il più piccolo e ragionevole dubbio e finendogli per spezzare il cuore  quando, impassibile, lei lo liquidò con un sufficiente ed impersonale … –E’ tardi. Vai a dormire. –

 

Tuttavia, al contrario di ciò che aveva espresso con quel suo atteggiamento indifferente, Black Widow era perfettamente cosciente di quello che il ragazzo aveva pensato e di cosa avesse scatenato in lui vederla uscire dalla camera dell’altro, ma non se ne era preoccupata … anzi, non aveva voluto volontariamente preoccuparsene, sbagliando, per l’ennesima volta, a calcolare le conseguenze dei suoi gesti! … eppure, ormai, lo avrebbe dovuto sapere bene che Shimamura stravolgeva e distruggeva tutti i suoi piani … anche i più meticolosi e contorti …

Accaldata per l’alta umidità di quella notte, appena richiuse la porta alle sue spalle, si mise stancamente a sedere sul bordo del letto e si tolse subito la maglia a mezze maniche che indossava, rimanendo con addosso solo la canotta color salmone e gli shorts in jeans …
-Perché sei andata da lui?-
Françoise alzò di scatto il volto e sgranò gli occhi atterrita …
Quando diavolo era entrato?!
… non lo aveva sentito fare il minimo rumore!
Stravolta, non riuscì a dire neanche una parola e rimase in silenzio …
-Perché.sei.andata.da.lui?- ripeté, scandendo ogni parola con rabbia e decisione …
Il suo tono perentorio, come era ovvio, la urtò nel profondo, tanto da farla riscuotere e riacquisire la sua solita parvenza altera …
-Non sono cose che ti riguardano. –sentenziò senza troppi riguardi nei suoi confronti …
Purtroppo però, se c’era una frase che lui odiava sentirle dire, più di qualsiasi altra, era proprio quella! E infatti, fu la scintilla decisiva che innescò, in modo irreversibile, quella bomba vagante e ad orologeria, di nome Joe Tempesta …
-Dimmi subito perché sei andata da lui.- le richiese con voce, solo apparentemente tranquilla mentre la osservava con attenzione, in cerca anche del più piccolo dettaglio che rivelasse il suo tradimento … perché per lui, non era altro che quello! … solo ignobile ed abietto tradimento.
-No. E ora vattene. – tesa e con la gola secca per la situazione sgradevole, allungò nervosamente una mano verso la bottiglietta d’acqua, posta sul comodino accanto al letto, prendendola e poi, aprendola con mani malferme … ma nel farlo, agitata come era, se la rovesciò parte addosso … bagnandosi la canotta di cotone leggero, che rivelò l’assenza del reggiseno, e una delle cosce …
Maledicendo quindi, in silenzio, sé stessa e la sua goffaggine improvvisa, richiuse subito la bottiglia, senza neanche bere, e la ripose via, evitando accuratamente di guardarlo …
Ormai, era chiaro : i nervi le stavano miseramente cedendo e, purtroppo per lei, lui lo aveva capito chiaramente …
Perciò, con espressione sicura e determinata, Joe le si avvicinò, si piegò sulle ginocchia di fronte a lei e la guardò intensamente in volto …
La ragazza, dal canto suo, irrequieta, si morse un labbro mentre, senza accorgersene, iniziava a tremare e a stringere fra le mani, come fosse stata un’ancora di salvezza, il lenzuolo del proprio letto, nel disperato tentativo di rimanere salda sulle sue posizioni … anche se ormai, era evidente che tutto fosse vano ed inutile e che era, letteralmente, con le spalle al muro …
… infatti, non provò neanche a far finta di opporsi quando le labbra calde e sensuali del ragazzo si posarono irriverenti e senza incertezza alcuna sulla pelle bagnata della sua coscia, bevendo le gocce d’acqua cadute dalla bottiglia …
-Sono anni, che la mia bocca chiede smaniosa di placare questa sete … delirante … irrefrenabile … e dolorosa … e non ho più nessuna intenzione di impedirglielo … questa notte … berrò alla fonte … fino a quando, io e solo io, non avrò deciso che mi sarò saziato … - senza staccare gli occhi dai suoi, le passò un braccio intorno alla vita e la tirò giù per terra, con la schiena contro il letto,  trascinando dietro anche parte delle coperte a cui lei continuava invano a rimanere aggrappata e di cui lui non si preoccupava minimante …
Con mani ferme e disinvolte, afferrò l’orlo della sua canotta e gliela tirò su, fino a sopra ai seni, ma senza toglierla e poi, insolente, iniziò a sorseggiare l’acqua che era caduta dalla bottiglia e le aveva bagnato il petto … mettendoci estrema dovizia e voluttà …
Attonita, Françoise spalancò occhi e bocca, trattenendo il respiro e, tendendosi indifesa come una corda di violino, mentre Shimamura percepiva la sua reazione, reclinò la testa di lato, chiudendo gli occhi e arrendendosi alle sue avide labbra che la morsero senza ritegno, facendola gemere sonoramente …
… appena all’inizio dei quei preliminari lussuriosi, Joe rallentò e si staccò dal suo seno, risalendo con la bocca lungo il collo dove, con grande soddisfazione, percepì la vena principale pulsare violentemente … fino poi, ad arrivare all’orecchio dove, con tono autoritario, le sussurrò … -Taci. O ti sentiranno. –
Inaspettatamente, le sue parole perentorie provocarono in lei un vortice di sensazioni contrastanti … paura … desiderio … imbarazzo … eccitazione … ansia … bisogno … turbamento … e ancora desiderio … che la scossero e la percossero interiormente ed esteriormente, rendendola ancora più remissiva …
Il ragazzo si fermò quindi a guardare il suo volto per un istante, cercando su di esso il suo consenso a procedere … e quando lo carpì, arrogante ed impudente, le sbottonò gli shorts … e glieli tolse insieme agli slip, facendoli scivolare lungo le sue sinuose gambe …
Black Widow riaprì sconvolta gli occhi, stringendo le cosce e guardandolo spaventata … ma il suo sguardo esprimeva ormai la sua totale e irreversibile risolutezza a compiere, senza alcun indugio, i suoi propositi e perciò, impotente e soggiogata dalle sue stesse emozioni, lo lasciò entrare fra le sue gambe ed avvicinarsi …
Intimidita però, dal suo inaspettato atteggiamento, richiuse subito gli occhi e abbassò il volto mentre le sue mani calde scendevano lungo la pelle delle cosce e le sue dita audaci risalivano fino al suo ventre, dove la sfiorò, togliendole l’aria dai polmoni … 
Françoise si sentiva completamente persa … disorientata ed imbarazzata … perché non voleva che lui sapesse quanto il corpo si fosse ribellato al proprio volere e lo desiderasse disperatamente, ma purtroppo per lei, Joe lo scoprì e, compiaciuto oltre modo, le disse trionfante, con una nota quasi spregevole … -E’ inaudito quanto mi desideri … - terminò appena di pronunciare quelle parole che le sue dita, indecenti e licenziose, scivolarono dentro di lei, strappandole un forte gemito … -Shh … ti ho detto di stare zitta o ti sentiranno. – l’ammonì nuovamente con durezza, iniziando quindi a muoversi dentro di lei con sapienza ed esperienza …
E così, obbedendo docile al suo ordine categorico, per stare zitta e trattenere i gemiti, si morse di nuovo il labbro … questa volta però, con tanta veemenza da ferirselo e assaggiare addirittura il proprio sangue …
Non poteva negarlo, perché era evidente e chiaro come la luce del sole : Shimamura provava un piacere estremo a dominarla e a sottometterla al suo potere … come provava un eccitazione incontrollabile a guardare i suoi seni tesi, alzarsi e abbassarsi freneticamente, e il suo volto, contratto in un’espressione di assoluto appagamento … 
Ma la vista di lei, abbandonata estasiata alle sue carezze, lo portò definitivamente al limite e per questo, rallentò la sua danza peccaminosa e le diede un piccolo spiraglio di tregua … -Se vedessi la tua espressione in questo momento … capiresti perché non posso resistere oltre … -
Le sue parole la riscossero e, ansimante e tremante come una foglia, aprì per un attimo gli occhi, guardandolo stordita, prima di richiuderli e consegnargli così, definitivamente, la propria  resa …
Inconsapevolmente però, quel suo breve sguardo, lo confuse e lo lasciò in bilico e senza fiato per un lungo momento …
… è questa la mia fine?
… venire sopraffatto e trascinato via, inesorabilmente, senza riuscire ad oppormi, a questo mare oscuro e potente che in realtà sei, Françoise ?
Con quel briciolo di lucidità che gli era rimasto, se così si poteva chiamare, si rispose …
Sì … è proprio questa la fine che voglio e che ho sempre voluto …
Perciò, senza più ulteriore indugio, iniziò a sbottonarsi la camicia bianca di lino …
… si slacciò la cintura dei pantaloni e strappò il foil del profilattico che, togliendoseli, aveva trovato casualmente nei suoi jeans …
Le passò poi, nuovamente, un braccio intorno alla vita … -Dissetami, ti prego … e placa finalmente questo fuoco doloroso che mi arde crudelmente dentro da tutto questo tempo … - l’attirò quindi verso di sé e i loro corpi si sfiorarono sfacciatamente … provocando in entrambi una forte scossa elettrica che li percosse fino al midollo … -Perdonami … ma non riesco più a resistere … ho bisogno di te, Françoise … - e così dicendo, forte e deciso, entrò profondamente in lei …
La ragazza riaprì di scatto gli occhi e poi, le labbra per gridare, ma anticipando la sua reazione, seppure per la ragione sbagliata, lui prontamente le tappò la bocca con una mano, soffocando il suo urlo …
Alcune lacrime cominciarono così, timide ed impaurite, a scendere dagli occhi di lei, inumidendogli la mano, mentre lui, scioccato e sconvolto, realizzava ciò che era accaduto e sentiva, in modo ineluttabile, la sua innocenza bagnarlo …
… il suo sangue …
Inevitabilmente, la sua mente lo riportò subito e con prepotenza a quella lontana sera d’autunno di anni prima … quando, come in quello stesso momento, non era riuscito a capire cosa fosse accaduto fino al momento in cui non aveva sentito la sua linfa vitale, calda e rossa, bagnargli la pelle …
Il ragazzo trattenne allora il respiro e chiuse mestamente gli occhi, nascondendo smarrito e colpevole il proprio volto nell’incavo del suo collo, fra i suoi capelli, mentre la sentiva piangere in silenzio e il suo corpo si contraeva per il dolore …
Il suo profumo di anice e vaniglia però, come da sempre accadeva, ebbe il potere di mitigare la sua anima tormentata, facendolo rimanere fermo ed immobile, in attesa che lei si abituasse lentamente alla sua violazione …
E, alcuni secondi dopo, probabilmente obnubilata da quelle emozioni travolgenti, Françoise staccò le mani dalle lenzuola, che aveva quasi strappato nell’impeto della sua intrusione, e le portò verso le sue spalle, abbracciandolo e abbandonandosi finalmente a lui …
… fu allora che, tenendola ben stretta a sé, Joe iniziò a muoversi e ad amarla e i loro respiri ad aumentare rapidamente …
Le loro bocche iniziarono quindi a cercarsi e a inseguirsi con bramosia, finché si trovarono e si persero in un lungo e agognato bacio liberatorio che completò la loro perfetta unione, portandoli sempre più velocemente verso il preludio dell’estasi totale … 
Con le gambe avvinghiate alla sua vita e lui che la teneva per i fianchi, facendola ondeggiare contro di sé, la fece infatti arrivare presto al limite … un limite però, talmente intenso per lei che, senza coscienza di quello che faceva o diceva, tentò di staccarsi e allontanarlo da sé, mugolando con voce ansimante … -Ti prego … basta … non ce la faccio … è troppo intenso … - cercò invano di spingerlo via da sé, ma ovviamente lui neanche la sentì … e lei insistette … -Ti prego … fermati … sto per rompermi! Ti prego!- inconsciamente, alzò decisamente troppo la voce perciò, di tutta risposta, lui dovette ammutolirla con un bacio, aumentando vertiginosamente le sue spinte che divennero sempre più profonde e forti e la travolsero … ubriacarono … e vinsero … portandola ad un’altezza inverosimile da cui poi, la lasciò precipitare senza alcuna esitazione …
L’orgasmo che provò, fu devastante e non lasciò niente … si trascinò via tutta lei, investendola prima con ondate violente ed irrefrenabili e poi, lasciandola sospesa in un frammento di infinito, languido e caldo torpore che finì di avvolgere le sue stanche e sfinite membra …
Le scosse che la colpirono però, non diedero possibilità neanche a lui che, quasi contemporaneamente, dovette cedere al proprio piacere, generato dal suo, e pulsare infine in un’unica anima insieme alla ragazza  …
Sfiniti e senza fiato, restarono allungo, l’uno nelle braccia dell’altro, cercando di riprendersi gradualmente dallo stordimento provato e, solo tempo dopo, quando Joe fu in grado di raccogliere un briciolo di lucidità e forza, si staccarono … ma affinché lui potesse alzarsi, prenderla in braccio ed adagiarla dolcemente sul letto disfatto …
Ancora frastornato dagli eventi, Shimamura si soffermò infatti, per un lungo istante, a guardare rapito il suo bel corpo esausto e tremante, disteso inerme di fronte a lui …
Sto sognando? … o è accaduto veramente?
Dopo tutti quegli anni, in cui più volte gli era capitato di sognare di fare l’amore con lei e poi, di svegliarsi bruscamente, accorgendosi che era solo la sua fantasia, faceva fatica a credere che, finalmente, fossero stati assieme e che lei fosse stata sua e solo sua, ma questa volta era tutto vero … e ne ebbe la conferma quando, casualmente, guardando sul pavimento dove si erano amati, vide alcune gocce di sangue miste a fluidi corporei …
… il cuore gli mancò un colpo …
… è tutto vero … questa volta, non è stato solo un sogno …
… abbiamo fatto l’amore …
… e lei è stata mia …
… solo mia …
Ormai pienamente cosciente, anche se ancora stravolto, si rimise i jeans, pulì per terra e la raggiunse sul letto … prendendola con cura tra le braccia e stringendola a sé  …
Il suo gesto però, seppur delicato e dolce, la svegliò dal suo torpore e la fece mugolare …
-Stai tranquilla … ci sono qua io … riposa … - le disse, accarezzandole il volto e dandole un piccolo bacio sulla fronte mentre lei si abbandonava placidamente sul suo torace e ascoltava il battito rassicurante del suo cuore …
… tuttavia, un attimo prima di lasciarsi sopraffare del tutto da quel sonno piacevole ed inevitabile che l’aveva colta, Françoise sentì il bisogno di dargli quella spiegazione che lui le aveva chiesto … - Ero … solo andata … a restituirgli la chitarra … ecco tutto … ma ora … non è più importante … - e così dicendo, si arrese definitivamente a quella deliziosa spossatezza che lui gli aveva donato …

 

Percepì qualcosa di morbido e caldo sfiorarle più e più volte il viso e così, anche se riluttante, aprì gli occhi …
-Uhm … - lo guardò ancora intontita … - … che ore sono ? –
-E’ quasi l’alba … -continuò, con dolcezza, ad accarezzarle il volto con le labbra … - … mi spiace averti svegliato, ma non volevo andarmene senza dirtelo … -
Lei annuì … e Joe invece sospirò demoralizzato …
… il ragazzo non aveva assolutamente voglia di lasciarla, ma non aveva molta alternativa e così, facendosi violenza, si staccò da lei e le tirò addosso le lenzuola, con cui aveva più volte tentato di coprirla in quelle ore e di cui lei, accuratamente, ogni volta, si era liberata …
-Stai coperta o ti ammalerai … a quest’ora l’aria è molta fresca … - le disse, cercando un motivo per trattenersi ancora un attimo con lei …
Di tutta risposta, togliendosi le coperte di dosso, Françoise mormorò contrariata … -Fa caldo … -
Divertito dalla sua reazione, Shimamura sorrise e lei allora, approfittandosi della sua distrazione, si avvicinò e lo baciò dolcemente, lasciandolo sorpreso e senza fiato … -Ecco … ora puoi andare … - concluse soddisfatta, prima di abbandonarsi di nuovo a quella languida spossatezza che ancora la avvolgeva …

 

-Hai completato il tuo allenamento alla perfezione Joe! Ne sono molto soddisfatto!-
-La ringrazio Maestro … -
-Ora, se vuoi … sei libero e puoi andare a riposarti!-
Annuì pensieroso …
-A che ora avete il treno, domani? –
-Verso le dieci, circa … -
-Bene! Allora, avrai un po’ di tempo per riposare!-
-Sì … credo proprio di averne bisogno … -
L’uomo gli sorrise e poi, salutando Apollo, se ne andò …
-Non sei felice?- gli chiese quest’ultimo, avvicinandosi …
-Di cosa?-
-Di aver finito finalmente questa tortura e … di andartene da qui!-
-Sinceramente, avrei preferito averlo concluso nei tempi previsti … - stanco, si mise a sedere su una delle grandi panche in pietra che davano sul laghetto interno …
Sono al capolinea e non so nemmeno a che punto del percorso mi trovo …
-Che c’è? Come mai sei così stanco?-
-Nulla di particolare … sto solo accusando tutti questi giorni e il poco sonno … -
Sono 48 ore che non dormo e gli ultimi due giorni di allenamento sono stati sfiancanti … inoltre, stanotte …
Inconsciamente, trattenne il respiro …
… non avevo mai provato niente di così travolgente e assoluto, come fare l’amore con lei …
- … dici sul serio? … a me invece, sembri più stanco per un altro motivo … -
Joe si irrigidì e lo guardò perplesso … -Che … intendi?-
Apollo rise divertito … -Mi hai capito benissimo … e non è un problema. – lo guardò dritto negli occhi … - … a me basta sapere che la tratterai bene … solo questo. –
-Apollo … -
-Joe, so accettare le sconfitte quindi … va bene così. – abbassò lo sguardo e poi, lo salutò … -Io vado … buon rientro ad entrambi … -
-Aspetta … - si alzò in piedi … - … non la vuoi salutare?-
-No. Meglio di no. Salutala tu … per me. Ciao … - e così dicendo, se ne andò …
Con una certa tristezza, Shimamura guardò la figura di Apollo allontanarsi da lì …
Adesso, ho finalmente tutte le risposte che cercavo …
... dal motivo reale per cui sei venuto fino a Kyoto quella volta e per cui lei mi ha impedito di ucciderti ...
… al motivo per cui hai sciolto Black Widow dalla sua promessa di restare con te ...
… tutti i tuoi gesti ... tutte le tue parole taglienti e sprezzanti nei miei confronti ... tutto quello che hai fatto ... l'hai fatto solo per lei ... perché volevi difenderla ed assicurarti che io fossi degno di lei e  non fonte di  altro dolore ...
… ecco tutto …
Trattenne il respiro per un attimo e poi, cosciente di tutto, abbassò lo sguardo ...
... l'hai sempre amata ... e hai sempre e solo voluto che fosse felice ...
Tanto da fare la cosa più difficile che può fare un uomo innamorato : mettersi da parte  per il suo bene ... 
Rialzò gli occhi ...
... Apollo non sei solo un grandissimo guerriero ... sei anche un grandissimo uomo ed io ti prometto che non ti deluderò ... perché anche io l'amo ... e più della mia stessa vita ...

 

Mi sento così strana …
Si strinse nelle spalle e chiuse gli occhi, ripensando a quella notte …
… non ho mai provato niente di così dolce e travolgente allo stesso tempo …
… le sue mani … il suo corpo stretto al mio …
Lui che …
Trattenne il fiato, incapace di finire solo il pensiero …
… le emozioni che ho provato … sono state così intense e sublimi …
Arrossì, ripensando ad alcune immagini che le erano rimaste particolarmente vive nella mente …
… i suoi occhi e il tono della sua voce … erano così sicuri … decisi … ed adoranti allo stesso tempo quando mi ha attirato a sé …
Riaprì con lentezza gli occhi e guardò il cielo al tramonto …
Ho sempre pensato che non mi sarei mai fatta toccare da nessun uomo e che se fosse accaduto, sarebbe stato solo contro il mio volere …
… invece, non è stato così …
Inspirò profondamente …
… dopo tutte le cose che ho visto fare alle donne vittime di Garmaa e dei suoi uomini … tutti gli abusi … le violenze … e le sevizie a cui ho dovuto assistere impotente … senza poter fare nulla … senza poter intervenire … non potevo non avere disgusto dell’atto in sé …
Improvvisamente, alcuni orribili ricordi si fecero vivi nella sua mente e la riportarono a quei tempi…
… mi mettevo le mani sulle orecchie, per non sentire … e mi nascondevo in un angolo al buio, per non essere costretta a vedere …
… ma era tutto inutile …
… le grida acute e strazianti di quelle povere donne si alzavano sofferenti nel cielo, risuonando ovunque tentassi di nascondermi …
… e anche se non volevo vedere … ero sempre costretta ad ascoltare …
Alcune lacrime scesero lungo le sue guance mentre sentiva il cuore dolerle …
... e così, sono cresciuta provando sfiducia e odio verso la maggior parte  degli uomini … perché li vedevo e li credevo come Garmaa e i suoi allievi …
… poi, però ho conosciuto lui e tutto è cambiato …
… le sfuggì una debole e nervosa risata …
… fin dal nostro primo incontro, ho capito che era diverso dagli altri uomini con cui mi ero fronteggiata fino a  quel momento … e che forse, avevo addirittura trovato quella figura che tanto avevo cercato  … quella che poteva distruggere Black Widow e rendere il mondo migliore, ma … 
… tremò, ripensando a come era miseramente fallito tutto il suo piano e a come Joe, con la sua utopistica visione della vita, il suo stupido cuore buono e giusto, alla fine, le aveva fatto vedere il mondo da tutta un’altra ottica … mutando tutti i suoi piani e conquistando piano piano, ogni giorno di più, la sua fiducia e il suo cuore … fino a farle abbattere addirittura ogni sua difesa e a lasciarla completamente disarmata di fronte a lui …
Reclinò la testa all’indietro, appoggiandola ad una delle pietre che si trovavano lungo il perimetro delle terme …
… usando semplicemente il suo cuore generoso e leale, è riuscito a fare quello che soltanto la morte credevo potesse fare ... ovvero salvarmi dalla mia oscurità …

 

-Che ci fai qui?- chiese con grande disappunto, appena se lo trovò di fronte …
-Ero in pensiero per te … non ti sei fatta vedere per tutto il giorno e … -
La ragazza sospirò, abbassando lo sguardo e richiudendo nervosamente la porta dietro di sé …
-Come stai?- aggiunse, guardandola ansioso …
Françoise piegò le labbra in una smorfia contrariata  … avrebbe preferito non sentirsi fare quella domanda, ma … -Bene. – concluse secca, senza però convincerlo …
-Dimmi la verità … - le si avvicinò, scrutandola in volto … - … come stai?-
Infastidita per la sua insistenza, il tono della voce le si incrinò … -Perché non ti basta mai la prima risposta?-
- … perché non è quella sincera … -
La naturalezza della sua risposta, la agitò profondamente … tanto che la spinse ad andare verso la finestra, aprirla e fare un bel respiro profondo, tentando di calmarsi …
-Perché sei così agitata?-
-Non dovrei esserlo?-
-No … - fece una piccola pausa … -Ascolta : non sono qui né per farti pressione né per chiederti la luna … voglio solo sapere come stai … ecco tutto … -
-Ed io ti ho risposto. – ribadì sempre più nervosa …
Joe restò un attimo in silenzio e poi, con fare deciso, si diresse verso di lei, le passò un braccio intorno alla vita e l’attirò a sé … posando poi, dolcemente, una mano sul suo ventre … -Senti ancora male? … hai ancora perdite?-
Per la sua inaspettata schiettezza, Black Widow sgranò sconvolta gli occhi e arrossì con violenza …
-Rispondimi … ti prego … - chiese palesemente preoccupato …
Turbata ed in colpa per la sua sincera apprensione, non riuscì più ad esimersi dal rispondergli e parlò apertamente … -Ho … solo un po’ di dolori … -
-Ok … - continuò a tenerla stretta a sé, inspirando il suo buon profumo … - … è una cosa normale … stai tranquilla … passeranno presto anche quelli … -
Annuì debolmente quando, all’improvviso, percepì il cuore del ragazzo palpitare forte …
… perché il tuo cuore sta battendo così?
-Ora, però … è meglio se ti lascio riposare … - mormorò a malincuore, allentando l’abbraccio …
-No … aspetta … - repentina, gli pose una mano sul braccio, per fermarlo … - … non te ne andare … resta con me … stanotte … - stranamente impaurita che, nonostante la sua richiesta potesse lasciarla comunque sola, non gli diede neanche il tempo di aprire bocca e insistette … - … per favore … resta … -
Sorpreso dal suo atteggiamento, ammutolì e si limitò ad annuire in silenzio …
Accortasi subito però, di aver abbassato un po’ troppo la guardia con lui, si affrettò a specificare … - … questo però … non significa che le cose cambieranno tra noi … - 
Joe restò ancora un attimo in silenzio, questa volta riflettendo sulle sue parole e sul reale motivo che l’aveva spinta a dirle e, infine, le disse … -Sì, lo so … e per il momento, va bene così. –  ribadendole in questo modo che, per nessuna ragione al mondo, si sarebbe mai accontentato né sarebbe mai sceso a compromessi con lei!
… o il suo cuore o niente.

 

Inspired by
Nasty Nasty’s  “Knock”

 

Ma Boy 3

 

-Black Widow? Hey? Black Widow! Mi stai ascoltando?!?- Amber la brontolò irritata, guardandola in malo modo …
-Ehm … sì … -
L’amica incrociò le braccia al petto, alzando un sopracciglio con dissenso … -Bugiarda! Tu non hai sentito neanche una parola di quello che ti ho detto!-
-No! Non è vero! Ho sentito tutto … più o meno … -
-Se è così, ripetimelo! Forza!-
Si guardò attorno smarrita, tentando di ricordarsi almeno il concetto, ma niente! E così, dopo alcuni attimi di imbarazzante silenzio … -Vedi che non mi hai ascoltato?! Ma insomma! Dove hai la testa?!?-
-Ecco … io … -
-Forza! Sentiamo : sono curiosa!-la riprese sarcastica …
Esasperata, sbuffò … -Amber, lasciami in pace! Sono venuta qui perché volevo stare tranquilla e non per venire stressata! Altrimenti, me ne sarei tornata a casa con lui!-
-Con … lui?- aggrottò la fronte, guardandola interrogativa …
-Sì! Con lui!- alzò involontariamente la voce …
-Ti riferisci all’eletto?- chiese con tono strano …
-Sì! Sapevi che ero con lui da Kozumi! Cosa ti stupisci?!-
La scrutò con attenzione e poi, le si avvicinò, guardandola dritta negli occhi … -In genere, ti appelli a lui per lo più come l’idiota e qualche rara volta come l’eletto … come mai, questo improvviso cambiamento di termini?-
Si irrigidì, trattenendo il respiro e ammutolendo …
-Black Widow … hai per caso da dirmi qualcosa?-
-No! – scosse la testa con veemenza, come un bambino preso con le mani nella marmellata che nega davanti all’evidenza …
Amber la fissò ancora alcuni istanti … e poi, chiamò a voce alta Cath, che era in bagno ad asciugarsi i capelli … -Cath! Vieni un attimo qua! Corri!-
-Un attimo … - rispose l’altra dalla stanza adiacente … - … finisco di asciu -
-No! Vieni subito! E’ un ordine!-
E così, un istante dopo, Catherine si presentò in camera con il phon in una mano, la spazzola nell’altra e l’espressione estremamente irritata … -Che c’è?! Cosa è successo di tanto importante da non poter aspettare che finissi la messa in piega?!-
-Vieni qua! –
-Uhm … - si avvicinò alle due amiche … -Quindi?-
-Guarda, Black Widow. Non noti niente di diverso in lei?-
Cath guardò perplessa Françoise e poi Amber … -No … perché? Che è accaduto?-
-Guarda bene!-
Sospirò esasperata e la riguardò … -No. Non vedo niente di strano! E’ la solita Black Widow di sempre!–
-Cath, dove è finita la tua capacità di leggere il volto delle persone?!? Non noti che Black Widow ci sta nascondendo qualcosa?-
-Amber, non per essere pignola, ma quello lo fa sempre! Non è una novità!-
-Dici?- si portò le mani ai fianchi ... – Ma che ha fatto sesso con l’eletto, non credi che ce lo avrebbe dovuto dire subito?!-
-Cosa?!?!- … spalancò occhi e bocca e si voltò scioccata verso l’accusata … -Hai fatto sesso con lui e non ce lo hai detto?!?-
Dal canto suo, Françoise annichilì ed iniziò a boccheggiare colpevole …
-Visto? Che ti avevo detto, Cath?!Ho ragione!-
-Black Widow! Come hai potuto non dircelo?!-
-Già! Soprattutto, dopo tutti i consigli che ti abbiamo dato per liberarti dalle sue stupide spasimanti!- le fece notare Amber, mettendosi a sedere di fronte a lei e continuando a rimproverarla … -Dovevi dircelo subito! Non hai scusanti!-
A quel punto però, Black Widow si riscosse e le rispose sarcastica … -Magari mentre ero a letto con lui?! Non so?!-
-Allora, lo ammetti?!-
Sull’orlo di una crisi di nervi, sospirò … -Sì … -
-Wow … - mormorò Cath, mettendosi a sedere anche lei e guardandola incredula … -Giuro che … non lo avrei mai detto … -
La samurai alzò esasperata gli occhi al cielo … -Perché?! Sono talmente da buttare via?!-
-Ma no, stupida! – l’ammonì bonariamente l’altra … -Non era quello che intendeva Cath! Piuttosto, si riferiva alla tua misandria! O hai già dimenticato il tuo storico e cocciuto odio verso gli uomini, cara Black Widow?!-
… ovviamente, non potendo smentire l’evidenza dei fatti, restò in silenzio … sicuramente ci avrebbe fatto più bella figura!
-Già … dovevo immaginarmelo. – continuò Amber … - … lo hai dimenticato appena ci hai fatto l’amore … -
L’amica abbassò lo sguardo e si strinse tra le braccia …
- … e detto tra noi … era anche l’ora! … vero Cath?-
L’altra sorrise ed annuì … -Sì … era ora che la nostra piccola Black Widow non facesse di tutta l’erba un fascio! - si alzò in piedi, con occhi felici … -Che ne dite di festeggiare?-
-Sì, mi sembra un’ottima idea! Stappiamo la migliore bottiglia che abbiamo e beviamo alla salute di Black Widow e … di Joe!-
Françoise alzò gli occhi verso di loro, guardandole in malo modo … -Non credete di esagerare, voi due? In fondo … abbiamo fatto solo sesso … non c’è niente da festeggiare. –
Le due ragazze si scambiarono una fugace occhiata d’intesa e poi, risero divertite … -Sesso, eh?-
-Sì. Perché? Come lo chiamereste voi? Sentiamo!-
-Vediamola così … ti vogliamo bene e per questo, onde evitare un altro esaurimento nervoso, eviteremo di dirtelo per il momento! Contenta?-

 

-Eletto! – gridò sorridente, andandogli incontro … -Che piacere vederti da queste parti!-
-Amber, smettila di chiamarmi in questo modo! Sai che non mi piace!-  
-Ok … va bene … questa volta te lo concedo!- disse sorniona … dandogli una rapida occhiata da testa a piedi … -Come sei sexy, stasera … come mai?-
Joe la squadrò, stizzito … -Amber, che hai?-
-Io niente! E tu?-
Sospirò esasperato … -Ascolta volevo solo-
-sapere dove è Black Widow?- lo interruppe senza farlo finire …
-Beh … ecco … sì … -balbettò sempre più confuso dal suo strano atteggiamento …
-Non avevo dubbi!- concluse con un sorriso a trentadue denti stampato sulle labbra …
-Spiritosa! –
Rise divertita, continuando a guardarlo in modo strano … -Vuoi che ti porti da lei?-
-Basta che tu mi dica dove posso trovarla, poi faccio da solo! Grazie! –
-Ok … come vuoi … -
-Quindi?- la incalzò …
-In fondo a destra, penultima porta blu, prima delle scale che vanno al laboratorio!-
Fece mente locale … -Dove era l’ultima volta?-
-Sì!-
-Ah! E perché non potevi semplicemente dirmi che era nella stessa stanza dell’altra volta?!-
-Perché detta così, è più divertente!-
Aggrottò la fronte e l’ammonì … -Tu frequenti troppo Black Widow! Hai cominciato a parlare proprio come lei!-
-Sì, lo so … ma non sono fortunata come lei … - gli disse, avvicinandosi con sguardo provocante..
-Amber.- la riprese con tono fermo mentre la ragazza scoppiava in una risata argentina …  
-Tranquillo, eletto! Non ho cattive intenzioni! –
Scosse la testa, rassegnato … -Amber!-
-Su … ora vai! E mi raccomando … fai il tuo dovere di uomo!- gli fece l’occhiolino e lui impallidì bruscamente …
-Amber … -
-Perché sbianchi, eletto? Eppure, lo sai ... io so sempre tutto!-e dicendo così, se ne andò via, ancheggiando divertita …

 

Bussò … e restò in attesa di una sua risposta  …
-Av-anti … -
Interdetto per il suo insolito tono di voce impastato, entrò … e la prima cosa che notò, furono i tre flut e la grande bottiglia di Moet et Chandon quasi vuota sul tavolo …
-C’è stata una festa?- chiese, guardandola perplesso …
-Più … o me-no … - balbettò confusa, tentando con fatica di alzarsi a sedere sul letto ...
-Hai bevuto?- 
-Sì … e non so come facevate, tu e quella stupida gallina, a mandare giù tutto quello champagne! … a me è venuta la nausea dopo il secondo bicchiere … -
Alzò un sopracciglio con dissenso … -A chi ti riferisci? –
-Lo sai benissimo … - mugolò sconfortata per lo stordimento dovuto all’alcol … - … a quella dei giochetti erotici. -
Sospirò, alzando gli occhi al cielo e infilandosi le mani nelle tasche dei pantaloni … -Se non me lo ricordi, è meglio!-
-Perché?! Ti divertivi tanto con lei!-
- Black Widow … in vino veritas, eh!-
-Idiota!- ricadde stancamente sul cuscino …
Lui scosse la testa … -Sei incorreggibile … -
-Ah, ah! Spiritoso ... – impacciata nei movimenti, si tirò le lenzuola addosso ... –E ora vattene … e lasciami dormire … Quelle due stupide mi hanno fatto ubriacare e ora … sono completamente intontita … -
-Lo noto … -
-Ah, ah … ti vorrei ricordare … -singhiozzò … - … che ti ho raccolto più e più volte ubriaco! Quindi, se fossi in te, farei meno lo spiritoso!-
-Sì, certo … –
-Uhm … - lo guardò con la coda dell’occhio … -Perché sei vestito così, stasera?-
Abbassò lo sguardo sui propri vestiti e si chiese cosa avessero di tanto strano … -Un paio di jeans scuri e una camicia di lino bianca? Perché? Più o meno, mi vesto sempre così, d’estate!-
-Già … - chiuse le palpebre e ripensò a quella sera in cui erano stati assieme ... anche quella volta era vestito così …
-Perché ce l’avete tutti con i miei abiti?-
- … tutti?-
-Sì … tu … Amber … -
-Ah … -
… figurati se le sfuggiva il fatto che trapelassi virilità e sensualità indecenti, vestito così …
-Continuo a non capire, ma suppongo che tu non ti degnerai di spiegarmelo … -
-Esatto. Quindi vattene! –
- … come suppongo che non mi spiegherai il motivo di questi festeggiamenti insoliti … -
- … vai al diavolo … - mormorò portandosi una mano alla fronte … - … mi stai facendo venire il mal di testa … -
-Succede spesso negli ultimi tempi! -  
-Chissà?! Forse perché sei insistente e noioso?!?-
-Davvero? Eppure, l’altra notte non mi sembrava che lo pensassi … -
Ora mi alzo e ti uccido … e giuro che lo faccio, se continui!
-Sai che non sei spiritoso? Anzi, direi tutto l’opposto! E infatti, non mi stupisco che le tue ex fossero tutte così noiose e insipide, visto le premesse! –
-Ribadisco : l’altra notte non la pensavi così … però, posso capire bene la tua antipatia verso le mie ex …!-
Aprì gli occhi di scatto e si alzò a sedere sul letto, guardandolo con espressione turpe … -Cosa vorresti insinuare?!-
-Niente … che tu non sappia già!-
Io ti uccido … quanto è vero che mi chiamo Black Widow!
Si morse nervosamente un labbro … -Di grazia, cosa posso fare o dire per mandarti via di qui, all’istante?-
-Beh, se è quello che vuoi, me ne vado!- fece spallucce e si avviò tranquillamente verso la porta, ma…
-Idiota … –
Joe sospirò … -Dimmi … -
-Perché … sei venuto qui?-
Si voltò a guardarla con sguardo limpido e calmo … -Volevo solo sapere se era tutto a posto e … se avevi bisogno di una mano qui … ecco tutto . –
Annuì e poi, si rinfilò sotto le lenzuola, coprendosi fino a sopra la testa … -Notte … idiota … -
-Notte … Françoise … -

 

Amber guardò contrariata prima l’orologio e poi, lui … -Che stai facendo?!-
-Me ne vado a casa … Perché? –
 Lo squadrò … -Eletto … quando ti ho detto di fare il tuo dovere di uomo, non intendevo certo una sveltina?!-
Joe alzò un sopracciglio con dissenso … -Amber … tu, certe volte, non hai mezze misure e invece le dovresti avere!-
-Che vorresti dire?-
-Che hai pensato male. –
-Cosa delle varie cose?-
-Tutto! Visto che ero solo venuto a vedere come stava e niente altro! -
Lo guardò interdetta … -Perché? Voglio dire … perché non sei rimasto con lei? Non ci sarebbe stato niente di male! -
-Lo so, ma voglio darle tempo per accettare la cosa … perché capisco che per lei non sia semplice e per questo motivo, non voglio opprimerla … -
-Ok … fai te! Io non ci voglio più mettere bocca tra voi due!-
-Meglio … considerando i consigli che le hai dato in passato!-
-I miei consigli erano ottimi! Il problema è che lei li rielaborava nel suo stile!-
-Appunto! Non lo fare più!Grazie!-
La ragazza annuì … e poi, aggiunse … -Però … il trucchetto dello specchio, prima di partire per Bali, lo hai apprezzato … o sbaglio?-gli fece l’occhiolino, soddisfatta …
-Ah, ecco … ora mi spiego tutto! – la guardò divertito … -Dovevo proprio immaginarmelo che non fosse stato solo un caso e che ci fossi di mezzo tu!-
-Certo! Figurati se ti permettevo di andartene a Bali, da quella gatta morta di Hisui, senza darti qualcosa di peccaminoso a cui pensare! Per chi mi hai preso?! Per una sprovveduta?!-
Gli veniva da ridere, ma si trattenne e … -Quindi, devo ringraziare te, per tanta grazia e … per tutto il sonno mancato! –
-Sì! - concluse compiaciuta … - E ammettilo … è stato il miglior sonno mancato della tua vita!-

 

Una settimana dopo …
-Cosa diavolo vuoi?- gli chiese irritata, quando se lo trovò davanti …
-Posso entrare?-
-No. Cosa vuoi?-
Sospirò esasperato, riponendole la domanda … -Posso entrare?-
-No!-
-Perché no?!-
-Perché sono stanca e voglio andare a riposare! –
-Sarò rapido! Promesso! Posso entrare, adesso?-
-No! Perché non capisci mai, quando ti dico no?! N.O. Eppure ha solo due lettere!-
La guardò di sbieco … -Mi fai entrare? Per favore!-
La ragazza sbuffò stizzita … -Fai come ti pare, tanto lo fai sempre!-
-Grazie!- e senza fare tanti complimenti, entrò e richiuse la porta dietro di sé …
-Quindi? Che vuoi?- seccata, incrociò le braccia al petto …
-Voglio sapere perché sei tanto arrabbiata con me. –
Aggrottò la fronte, facendo finta di non aver capito … -A cosa ti riferisci in particolare?-
-Da quando siamo tornati, non fai altro che riprendermi per tutto quello faccio e trovarmi difetti in qualsiasi cosa mi applichi!-
Lo guardò allora, con sufficienza … -Mai pensato che magari sei peggiorato e che quello che ti dico sono semplici constatazioni? –
-Se fosse così, non avrei problemi … ma non è questo. –
Scosse la testa, stancamente … -Ti basterà mai la prima risposta?-
-No … finché non è quella sincera. E lo sai. –
Toccata sul vivo, distolse nervosamente lo sguardo … -Io non ho nient’altro da dirti. E ora, se permetti, ho bisogno di fare una doccia e andare a letto! – così, senza aspettare la sua risposta, si infilò in bagno, chiuse la porta a chiave e si augurò che quando fosse uscita da lì, lui se ne fosse già andato …

 

Nel vano tentativo di riuscire a rimuovere dalla testa il suo sguardo contrariato, fece una lunga doccia, ma purtroppo con scarsi risultati …
Per questo, alla fine, per sentire meno sensi di colpa nei suoi confronti, si era ripetuta la solita giustificazione …
… non posso farci nulla …
… io sono questa.
E basta.
Spossata e intorpidita dal lungo contatto con l’acqua, chiuse il rubinetto ed uscì … si asciugò accuratamente, si massaggiò con la pomata medicata di Cath e poi, indossò un fresco completo in pizzo sangallo bianco, con slip a vita bassa e canotta con spalline abbinata …
Anche stasera fa tanto caldo …
Uff …
Stava tentando disperatamente di non pensare e, soprattutto, di appigliarsi a qualsiasi cosa le passasse per la mente per non ritornare in camera e vedere se lui era ancora lì ad aspettare una sua risposta …
Si avvicinò alla porta e vi si appoggiò avvilita con la fronte, esitando con la mano sulla chiave …
… se è di là o no, sarò comunque in disappunto …  quindi, tanto vale verificarlo al più presto e smettere di trovare scuse per non saperlo.
Così, aprì la porta e, come si era potuta immaginare, lui era lì, seduto comodamente sulla poltrona, con sguardo tranquillo, ma serio, ad aspettarla paziente …
Inconsciamente, si morse un labbro per l’agitazione e poi, inspirò per prendere fiato … -Che ci fai ancora qui? Non ti avevo detto di andartene?-lo ammonì con il cuore che, inspiegabilmente, batteva più del dovuto …
-Me ne andrò solo quando mi avrai dato una risposta. – concluse con semplicità .
Infastidita dalla sua perseveranza, diventata ai suoi occhi insistenza, si accigliò … -Ottimo. Allora aspetta e spera.-
Si diresse allora, con grande indifferenza, verso il letto e vi salì …
… si sdraiò a pancia in giù, dandogli le spalle, e prese un libro, iniziando a leggere …
Passarono diversi minuti, senza che volasse neanche una mosca e poi, nel completo silenzio di quella calda e agitata notte d’estate, esordì concitata … -Per quanto tempo ancora, hai intenzione di fare l’avvoltoio sulla spalliera?-
-Per tutto il tempo che sarà necessario … contenta? E poi … - fece una pausa, cambiando improvvisamente tono di voce … - … da qui, ho proprio una bella visuale … quindi non ho alcun problema ad aspettare ! -
Black Widow arrossì violentemente e ringraziò il cielo che lui non la potesse vedere …
-Fai come ti pare. Per me puoi aspettare lì, anche tutta la notte e i giorni a venire. – rispose piccata, continuando a leggere …
-Certo che … il libro che stai leggendo, deve avere delle pagine lunghissime … - disse inaspettatamente, facendola trasalire … - … visto che, da mezz’ora a questa parte, non hai ancora mai voltato pagina … -
La ragazza restò in silenzio, senza rispondere …
Maledetto … se ne è accorto …
Deglutì nervosamente e tentò di respirare con calma mentre, casualmente, voltava pagina proprio in quel momento …
-Deve essere una lettura molto interessante … di cosa si tratta, Black Widow?-  
-Non ti riguarda.- rispose secca, cosciente del suo bieco gioco …
-Perché? … di che genere di libro si tratta? … un giallo? … uno storico? O forse … un erotico? -
Stava giusto giusto per voltarsi e mandarlo al diavolo per la sua bassa insinuazione quando inaspettatamente suonò il cellulare …
E ora chi diavolo è?!
Proprio adesso che mi ero decisa a rispondergli per le rime!
Argh!
-Pronto?-
-Black Widow, sono Amber . Disturbo?-
-No. Dimmi pure. –
Figurati, Amber … è solo mezzanotte passata! … ed ho un avvoltoio fastidioso sulla spalliera che mi sta molestando!
Perché mi dovresti disturbare?!?
Argh …
-Ti avverto che è una lista lunga! Quindi prendi appunti!- disse scherzosa, senza sapere che l’amica non era per niente di buon umore …
-Uhm … - mugolò contrariata, restando in attesa che l’altra iniziasse …
-Prima cosa : domani, quando vieni al locale, devi passare a prendere le piante medicinali ordinate da Cath dal suo erborista … abbiamo quasi finito le scorte e le ragazze nuove hanno tutte bisogno delle classiche medicazioni . -
Françoise mugolò svogliatamente un sì, pensando però a tutt’altro …  
Perché non se ne fa una ragione che tanto non gli rispondo e non se ne va al diavolo?!?
E poi, è inutile che faccia tanto il simpatico!
Pensa veramente di ottenere qualcosa in questo modo?
E’ solo il soli
Interruppe bruscamente il suo pensiero e sgranò sconcertata gli occhi, appena sentì le mani di lui posarsi sulle sue caviglie e risalire da esse, lungo le gambe, con tocco delicato e sensuale …
- … io e Cath abbiamo fatto il conto  … ci vorranno almeno una trentina di bende medicate alla calendula, altrettante all’arnica e alcune anche allo zinco … - intanto, Amber continuava imperterrita ad elencarle cosa doveva fare … - … poi, ci vorranno almeno 100 capsule di passiflora, escolzia e biancospino … 100 di arnica e calendula … 100 di semplice artiglio del diavolo e 100 di magnesio … e poi … - si fermò, interdetta sul fatto che Black Widow restasse in silenzio … - Black Widow … ma mi stai ascoltando?!-
Sentendosi interpellare, trasalì … -S-ì !-
-Sicura?-
-S-sì … -balbettò, cercando di recuperare la lucidità mentre lo sentiva sfiorarle le cosce con la punta delle dita e disseminare in lei piccole scosse di piacere …
-Ok … allora … dove eravamo rimaste? Ah, sì … alle capsule … -
Inconsciamente, iniziò poi a tremare come una foglia quando lo sentì aprire le mani e premere leggermente con i palmi sulla sua pelle, continuando provocatorio a risalire fino al fondoschiena …
-Am-ber … - disse cercando di riscuotersi in qualche modo …
-Sì? Dimmi … -
-Mi … mi … sono persa  … alle capsule … ri-ricomincia … -
-Certo, ma … è tutto a posto, Black Widow?!-
-S-sì … -chiuse gli occhi, maledicendosi per non riuscire più a frenare le reazioni del proprio corpo che stava risvegliandosi come un fiore ai primi raggi del sole … -Cont-tinua … pure. –
-Ok … se ne sei sicura … -
Sospirò e riaprì gli occhi, stringendo forte il cellulare tra le mani … mentre le dita di Joe  affondavano con possessione nei suoi fianchi e le sue calde labbra sfioravano impertinenti la pelle della schiena vicino al bordo degli slip …
Sussultò debolmente, sentendo un dolce languore pervaderle improvvisamente il ventre e prendere, con violenza, possesso di lei …
-A proposito … Cath mi ha detto dirti anche che, stasera, riceverà un ospite speciale … -
Quelle ultime parole però, la fermarono giusto un attimo prima dal perdere del tutto il controllo, sotto la deliziosa tortura del ragazzo ...
-Os-pite … spe-ciale?-
-Sì … -
-E … ti ha det-to altro?- si morse un labbro, per non mugolare di piacere mentre lo sentiva mordicchiarle bramoso il fondoschiena …
… giuro che questa me la paghi!
-No … a parte che ha scelto per l’occasione champagne e caviale … -
E a quelle ultime parole,  non ebbe più dubbi …
… questo è il nostro linguaggio segreto per indicare un informatore in possesso di notizie molto importanti …
-Ah … ca-pisco … allora … nooo!- cacciò un urlo inaspettato, stringendo con la mano libera il lenzuolo e chiudendo gli occhi prima di cadere nel baratro della perdizione assoluta …
-Nooo … cosa, Black Widow?- chiese perplessa l’amica al di là del telefono …
-Nie-nie-nte … -balbettò confusa, percependo la stoffa degli slip scendere con lentezza esasperante lungo i suoi fianchi … e poi ancora più giù … mentre la sua bocca, avidamente, continuava a darle piccoli morsi …
-Black Widow, tutto bene? … mi sembri strana … -
Restò in silenzio, incapace di concentrarsi su una qualsiasi risposta … anche non plausibile!
-Black Widow … sei per caso in compagnia?- suggerì Amber, ridendo divertita … -Sì, che lo sei, vero?-
-No-no … ti sba-gli … mmmm … – involontariamente ansimò quando le sfilò definitivamente gli slip di dosso … -A-a-amber … ora … d-de-vo … pro-prio … an-da-da-re … -
-Sì, certo ... notte Black Widow e … buon divertimento!-
Riagganciò bruscamente, senza neanche risponderle, e poi, liberò finalmente quel gemito di estasi che stava trattenendo disperatamente al telefono mentre sentiva le sue dita risalire maliziose lungo le sue cosce fino al fondoschiena …
… perché riesci ad abbattere le mie difese così facilmente? … che mi hai fatto?
Soddisfatto del punto a cui l’aveva portata, la voltò verso di lui, a pancia in su, tirandola leggermente in giù, alla sua altezza, per guardarla dritta negli occhi … -E’ per questo che sei arrabbiata con me, vero? Perché non abbiamo più fatto l’amore da quella notte … -
Lei non rispose, ma la sua espressione e il suo sguardo furono più eloquenti di qualsiasi parola e lui finalmente ebbe la risposta che cercava … per questo, senza indugiare oltre, pose le proprie labbra sulle sue e le rubò un bacio intenso e licenzioso, mettendosi  sopra di lei e scivolando sensuale tra le sue gambe che si aprirono a lui senza opporsi …
Ansiosa, una delle mani di Joe scese lungo il suo profilo, soffermandosi prima a tormentare uno dei seni già turgidi sotto la morbida stoffa e poi, dirigendosi ancora più giù e insinuandosi con dita esperte fra le sue cosce …
Appena la sfiorò, lei staccò bruscamente la bocca dalla sua ed emise un gemito sonoro, inarcando la schiena e premendosi inconsciamente contro il corpo del ragazzo che sospirò estasiato nel sentirla già pronta per lui … -Mi fa impazzire la tua sensibilità alle mie carezze … - … le disse guardandola in volto e rimanendo sorpreso da quanto fosse dolce la sua espressione contratta dal piacere … con le palpebre chiuse … le guance soffuse di rosso e le labbra umide e pulsanti …
… quanto sei bella, amore mio …
-Ti prego … basta, tormentarmi così … - mugolò confusa, stringendo possessivamente tra le dita la stoffa della sua camicia, a cui disperata si era aggrappata … - … facciamo l’amore … -
Le sue parole e il tono palesemente lascivo della sua voce, gli fecero perdere definitivamente il controllo e così, incapace di resistere oltre, si allontanò da lei e si spogliò …
Involontariamente però, senza che lui se ne potesse accorgere, il suono seppur familiare del foil che veniva strappato, la fece sussultare di timore e desiderio allo stesso tempo, rendendola leggermente tesa e provocandole così, al momento della sua intrusione, una piccola fitta di dolore … che lui percepì e per cui, in un’ultima frazione di lucidità, pensandosi colpevole, si maledisse aspramente … ma per fortuna, fu solo un breve attimo perché inaspettatamente, anche se in modo impacciato e timido, la ragazza iniziò a muovere i fianchi e lui perse ogni briciolo di controllo su se stesso …
Françoise … sei mia … solo mia …  
E così, folle di lei e senza più freni, portò la loro peccaminosa danza a raggiungere ritmi frenetici che però, per assurdo che fosse, invece di placare il fuoco che lo divorava, lo aumentavano  … perciò, facendo forza sulle braccia, si alzò sopra la ragazza, staccandosi quel poco che gli bastava per farle passare un braccio dietro alla schiena e tirarla su con lui, e poi, si mise a sedere nel mezzo del letto, con Françoise in grembo e le sue gambe allacciate ai propri fianchi …
L’afferrò infine per la vita ed iniziò a farla muovere sopra di lui mentre lei reclinava la testa all’indietro, lasciando il collo indifeso ai suoi ardenti baci …
Era sua … totalmente sua … ad ogni spinta … ad ogni gemito … ad ogni bacio … ad ogni carezza … e in modo talmente ineluttabile che Joe impazzì di felicità e perse il controllo di sé, affondando in lei con sempre più intensità e rapidità …
Così, presto e distintamente, sentì i primi deliziosi spasmi di piacere investirla … e poi i successivi, che si susseguirono veloci ed irrefrenabili fino al punto in cui il corpo della ragazza pulsò in un unico battito ed esplose di estasi, riducendosi in finissima polvere di diamanti mentre, ormai toccato l’apice, lo baciava bramosa, nell’infinito desiderio di spengersi lentamente sulle sue labbra …
... un istante dopo, travolto dall’intensità del suo orgasmo, anche lui finalmente raggiunse l’appagamento totale in un grido soffocato e roco, abbracciandola e tenendola forte a sé …

 

-Uhm … - mugolò, nascondendo il volto nel suo petto … - … lasciami dormire … -
-E’ tardi … - gli sfuggì un sorriso divertito, guardandola addormentata e con i capelli scarmigliati che, nonostante il caldo afoso, pur di sentire il contatto del proprio corpo contro il suo, si raggomitolava nel suo abbraccio …
-Che ore sono?- borbottò stancamente, per niente intenzionata a svegliarsi e soprattutto a staccarsi da lui ...
-Beh … credo che Cath sia già ad aspettarti da un bel po’ … -
Appena sentì pronunciare il nome dell’amica, aprì subito gli occhi … -Cath … -
-Già … dovevi andare da lei, no?-
-Sì … - si passò una mano sugli occhi, stropicciandoseli … - … ora mi alzo … -
Joe la scrutò con attenzione, le si leggeva chiaramente in volto che era l’ultima cosa che volesse fare …
-Se vuoi, posso chiamare Cath e dirle che la raggiungerai più tardi … -
-No .. no … ci vado … solo un attimo ancora … - sbadigliò, stirandosi sensualmente tra le sue braccia e provocando in lui un forte turbamento fisico ed emotivo …
Il ragazzo trattenne il fiato, imponendosi invano di controllarsi …
… da quando non riesco più a controllare le reazioni del mio corpo?! Maledizione …
Sbuffò contrariato e lei, accortasi subito della sua reazione, rise divertita …
-Che c’è da ridere?- l’ammonì nervosamente, ostentando una calma che in realtà non aveva …
-Uhm … niente … -ma dispettosamente, gli si sdraiò addosso, guardandolo sorniona …
-E quindi? Non ti devi alzare?!-le disse con tono di finto rimprovero, cercando di combattere con la voglia di far di nuovo l’amore con lei … 
-Non so … sto ancora decidendo se rimanere ancora un po’ qui … -
-Ah … spiritosa … -
-Dici? … -
Rise … -Sai che potrei impedirti di scendere da questo letto per le prossime ventiquattro ore, senza avere grosse difficoltà?-
-E questa, dovrebbe essere una minaccia seria?- lo prese in giro, alzandosi a sedere sul letto mentre lasciava che le lenzuola scivolassero giù, scoprendo le sue morbide forme … - … solo ventiquattro ore?-
Sospirò rassegnato …
Tu hai proprio intenzione di farmi impazzire …
-Va bene … allora, facciamo così … mettiamo la mia proposta in atto e poi ne riparliamo ... - si alzò quindi a sedere sul letto e le diede un profondo bacio alla francese, giusto per indurre anche in lei quello stesso tormento che aveva già assalito lui e, appena fu certo di averla sufficientemente inebriata, si staccò dalle sue labbra e le sussurrò malizioso … – … che ne dici, allora?-
A quel suo invito peccaminoso, la percepì trattenere il respiro e ciò indusse in lui una forte eccitazione … al punto da valutare seriamente la possibilità di cedere di nuovo ai propri istinti e di impedirle di andarsene, ma … Françoise sembrò leggergli nella mente … o forse negli occhi … perché repentina, scattò giù dal letto con la stessa agilità di una gatta e scappò subito in bagno, ridendo divertita … -E’ tardi! Devo andare!-
Joe, dal canto suo, la guardò con dissenso chiudersi la porta alle spalle e poi, scosse la testa, sorridendo confidente …
… tanto, è tutto inutile … ormai, non mi scappi più!

 

Inspired by
Electroboyz’s  “ Ma Boy 3”

 

Angel

 

-Ciao, Amber. Hai visto Cath? Non riesco a trovarla … -mormorò, continuando a guardarsi intorno in cerca dell’amica …
-Ecco … penso che sia ancora in camera … -
Françoise si voltò subito a guardarla perplessa … -Ancora in camera? … strano … non è da Cath…-
La ragazza non replicò, ma continuò impassibile a sistemare le bottiglie sullo scaffale …
-Amber … tutto bene?- chiese preoccupata, notando il suo strano atteggiamento …
-Sì … ma vai da lei … sicuramente, ti starà già aspettando … - concluse, con un insolito tono distaccato …
-Ok … allora, a dopo … -
Black Widow si diresse allora, verso la camera di Catherine, chiedendosi cosa fosse preso ad Amber …
Non è da lei comportarsi in questo modo così silenzioso e freddo …
… ieri sera poi, sembrava tranquilla e in vena di battute come sempre …
Si morse nervosamente un labbro … 
… spero che non sia successo qualcosa di grave …
Assalita da questo pensiero, inconsciamente accelerò il passo, raggiungendo rapidamente la stanza dell’amica …
Bussò …
-Avanti … -
-Cath … sono io … posso entrare?-
-Sì, vieni pure … -
Aprì la porta, rimanendo però subito stupita di trovare la camera nel buio più completo …
Cos’è questo brutto presentimento che sento? Cath …
-Cath … ? Perché non hai ancora aperto le persiane?- le chiese agitata, avvicinandosi alla finestra e aprendola leggermente, per fare entrare un po’ di luce …
-Niente … volevo solo dormire ancora un po’ … -
-Cath, tutto bene?- si voltò quindi a guardarla in volto e … -Cath … Dio mio … cosa … ti è successo?- sgranò atterrita gli occhi …
-Niente .. non ti preoccupare … cose … che capitano … - balbettò appoggiandosi con difficoltà alla testiera del letto …
-Cose che capitano?!- involontariamente, le si incrinò il tono della voce … -Ma ti sei vista allo specchio? Hai un taglio sulla fronte … un occhio livido e un grosso ematoma sul mento … - inconsciamente, spostò poi, lo sguardo anche sul collo, sul decolté e sulle braccia … anch’essi ricoperti di abrasioni ed ematomi … -Chi ti ha fatto questo? Dimmelo subito! –le ordinò con tono rabbioso …
L’amica restò in silenzio, con sguardo triste e confuso …
-Cath! Dimmi subito chi è stato il bastardo che ti ha fatto questo!- le gridò, afferrandola per le braccia e scuotendola … -Cath! Rispondi! Chi è stato?-
Cath gemette per il dolore … e lei, sconvolta, la mollò subito …
-Scusami … non volevo … - intimorita, si allontanò da lei, tremando come una foglia …
-Françoise … ti prego … calmati … lo sai : non voglio che tu reagisca così … -
Scosse la testa, mordendosi le labbra e trattenendo le lacrime …
-Françoise … ti prego .. in questo momento, non è la cosa che conta di più … -
-Come puoi dire che non conta?!-era sconvolta … -Niente conta più della vita umana!Niente!-
Sentirla fare quell’affermazione apertamente, la sollevò un po’ dalle sue pene e le diede perfino la forza di sorridere timidamente … -Ti ha proprio cambiata … -
-Che … vuoi dire? Io … l’ho sempre pensata così … -
-Sì, lo so … ma una volta non l’avresti mai affermato a voce alta … perché troppo in opposto alla figura di Black Widow … -
Di fronte alla sua asserzione, Françoise abbassò a disagio lo sguardo … - Cath … dimmi che è successo … senza divagare oltre, per favore. -
L’amica allora, sospirò avvilita ed annuì …

 

-Ho ricevuto il tuo messaggio … che è successo? Perché volevi vedermi subito?- chiese preoccupato, richiudendo la porta di camera sua …
Black Widow era vicino alla finestra, con lo sguardo rivolto verso il cielo scuro della sera …
-Domani pomeriggio, alle 16, devi riunire tutti nella palestra principale. Ho da riferivi alcune importanti notizie. –
La guardò interrogativo … -Notizie? E di che genere?-
-Lo saprai domani, come tutti gli altri. –concluse con freddezza e distacco, continuando a non guardarlo in volto …
Quel suo improvviso cambio di atteggiamento però, suscitò in lui un certo turbamento ... -Françoise … è successo qualcosa di grave?- le si avvicinò e, inaspettatamente, lei si irrigidì …
-Domani vi informerò di tutto. Non ho niente altro da dire. –
-Ma … -
-Nessun, ma. Ora puoi andare. -
Joe aggrottò la fronte …
Che cosa sta succedendo?
… era incredulo di parlare con la stessa donna con cui aveva fatto l’amore solo poche ore prima …
Senza malizia, allungò una mano verso di lei, ma la ragazza, accortasi del suo gesto, si voltò furente verso di lui, gridando aspramente … -Non mi toccare!-
Il ragazzo la guardò scioccato … -Cosa diavolo ti prende? Perché fai così, adesso?-
-Non ti riguarda! E adesso vattene e lasciami in pace.-gli ordinò categorica mentre lui impallidiva e sentiva il cuore spezzarsi in mille piccoli frammenti …
… non ti riguarda …
Perché? … perché fai così?
Cosa è successo?
-Françoise, ma … -
-Vattene. E fai quello che ti ho detto. – concluse con durezza, senza dargli possibilità di replica e costringendolo così, a ritirarsi remissivamente …

 

-Amber, dove è Catherine?-
La ragazza si voltò turbata a guardarlo … -Catherine? … perché stai cercando lei? E perché quel tono di voce?-
-Non ti riguarda. Tu dimmi solo dove è Catherine. –
Amber lo scrutò con attenzione … -Sei fuori di te … che è successo, Joe?-
-Ti ho già detto che non ti riguarda. Dimmi subito dove è Catherine. Devo parlare con lei. Adesso. –
Scosse la testa … -No! Non te lo dico, se prima non mi dici cosa ti prende!-
Joe le si avvicinò con espressione cupa e furente … -Voglio parlare subito con Catherine. Non ho altro da dirti.–
-Perché? Cosa vuoi da lei?-
-Non me lo fare ripetere un’altra volta. Voglio parlare con lei. E basta. –
-No! –
-Ok … come vuoi. Se non me lo dici, spacco tutto. –
Sgranò sconvolta gli occhi …
-Me lo dici allora?- insistette, afferrando nervosamente una sedia …
-Va bene! Te lo dico! E’ ricoverata in infermeria!Però, fermati!-
-Ricoverata? … in infermeria?- balbettò confuso … -Che vuoi dire?-
-Quello che ho detto … -
-Che le è successo?- chiese preoccupato, calmandosi all’istante …
Amber distolse lo sguardo, abbassandolo mestamente … -Come immaginavo, Black Widow non te lo ha detto … -
-Cosa doveva dirmi? Amber, parla! Maledizione!-
La giovane si portò una mano alla tempia, massaggiandosela … -Cath … è stata picchiata e obbligata poi, ad avere rapporti con un cliente … -
Il ragazzo annichilì …
-Cath, attraverso alcuni altri nostri clienti, era venuta a conoscenza di notizie molto preoccupanti, di cui però voleva verificarne la veridicità, prima di riferirle a Black Widow … Per questo, abbiamo fatto in modo di attirare qui la fonte diretta … - si fermò, abbassando lo sguardo … - … io avevo sentito parlare di lui … e sapevo già che era un uomo violento … uno di quei tipi che trattano le donne come oggetti e che si eccita e prova piacere nel prenderle con la forza e con la violenza … - alcune lacrime scesero lungo le sue guance … -Se … non fosse stato per avere quelle informazioni, non lo avremmo mai fatto entrare … lo avremmo cacciato subito, senza alcuna esitazione … invece … - prese fiato … - … abbiamo dovuto farlo, Joe … -
- Perché?- scosse scioccato la testa … - Nessuna informazione può essere tanto importante per accettare una cosa simile!-
-Purtroppo Joe, questa lo era … te lo assicuro … ed io stessa, nonostante fossi cosciente delle conseguenze, mi ero offerta di andare al posto di Cath … -
-Cosa? Ma … -
-Ascoltami … capisco che per te questo sia inconcepibile, ma noi sappiamo a cosa andiamo incontro ogni volta che andiamo con un cliente simile, in situazioni del genere e -
-Amber … - la fermò bruscamente … -  … non esiste niente, di così tanto importante, per accettare di essere picchiata ed - si interruppe, sentendo un forte urto di vomito … - … esser stuprata … per avere delle informazioni. E Black Widow-
-Black Widow non l’avrebbe mai accettato, lo so. Ma credimi : non c’era altro modo. -
-No … non è così … avreste dovuto chiamare noi e non sarebbe mai accaduto niente di male a nessuna di voi!-
-Joe … - sospirò triste … - … le informazioni di cui dovevamo venire a conoscenza, riguardano un grosso traffico di organi a scapito di ragazze come noi e di clochard … persone di cui la società normalmente non solo, non se ne preoccupa, ma non ne vuole sapere niente e anzi … se spariamo nel nulla, senza dare problemi, è solo un bene … -
Sconcertato, sgranò gli occhi … -Ne sei proprio sicura, Amber? … Traffico di organi?-
-Sì … purtroppo sì … -
-Oh, mio Dio … -
… ora è tutto chiaro …
… il suo sguardo …
… il suo tono di voce …
Inspirò profondamente, cercando la forza di riscuotersi … -Come sta Cath, adesso?-
-Non bene … è stato … molto cattivo e spregevole con lei … -
Stava facendo un’immensa fatica a raccogliere i propri pensieri … -Quindi … è per questo che Black Widow … -
Amber gli si avvicinò … -Non so cosa sia successo di preciso, ma purtroppo posso immaginare che lei abbia cambiato nuovamente atteggiamento nei tuoi confronti e che questo abbia causato in te la reazione aggressiva di prima … -
Annuì mestamente e a disagio …
-Mi spiace molto Joe … ma devi capire che Black Widow ha ancora dei grossi problemi da risolvere con il proprio passato e spesso, involontariamente, perde il controllo … -
-Che intendi con grossi problemi con il proprio passato? Françoise era … voglio dire … io sono stato il primo … -
-Questo lo so … - gli sorrise con dolcezza e comprensione … -Come figlia adottiva di Garmaa, era intoccabile … nessuno, per sua fortuna, poteva torcerle un capello senza rischiare poi di morire seduta stante, ma …  -
- … ma, cosa? … a cosa ti stai riferendo? -
-Mi riferisco a quello che i suoi occhi innocenti di bambina hanno dovuto ulteriormente vedere dopo la morte dei suoi genitori e di suo fratello … Garmaa e i suoi uomini non erano solo spietati assassini, erano purtroppo anche uomini crudeli, che non si facevano scrupoli a stuprare e a seviziare le loro povere e sfortunate vittime … anche davanti a lei … -
Gli morì il fiato in gola …
-Françoise ha visto purtroppo cose che nessuno avrebbe mai dovuto vedere … Il suo cuore … la sua mente … il suo corpo … hanno ferite invisibili e profonde … dovute a quei terribili e mostruosi ricordi che l’hanno tormentata per tanto tempo e che l’hanno portata a disprezzare, profondamente, il genere maschile …  -
-Quindi, è per questo che, nonostante i suoi sentimenti nei miei confronti, mi ha tenuto a debita distanza per tutto questo tempo … a causa di tutto l’odio e la sfiducia che gli uomini hanno procurato in lei fin da bambina … -
-Sì … anche … ma non solo per questo … e tu lo sai molto bene, eletto … -
-Amber … vuoi dire … che tu sai tutto?- chiese allibito …
-Sì … e anche Cath … - ammise mesta … -Noi non volevamo che Black Widow morisse … non era giusto. La piccola Françoise non aveva bisogno di sparire per sempre, per cancellare ciò che aveva vissuto e che era stata costretta a fare, ma solo di qualcuno che le desse un po’ di speranza in questo mondo così crudele … - gli sorrise ... –Tu l’hai cambiata Joe … l’hai fatta sentire meno sporca … meno colpevole … e le hai dato quella possibilità e quella speranza che ingiustamente le erano state negate da bambina … -
Affranto, si portò le mani al volto …
- Joe … lo so che è difficile amarla in certi momenti, ma-
- No. Ti sbagli. – la interruppe subito … -Non è assolutamente difficile amarla … non lo è mai stato,  neanche quando pensavo che fosse solo una spietata assassina … e non lo è tantomeno adesso … è solo che … - fece una pausa … - … è solo che odio la mia impotenza di fronte alla sua infinita e silenziosa sofferenza … -
-Lo so … ma tu l’hai salvata dall’autodistruzione … e le hai fatto conoscere l’amore … quello incondizionato e sincero … l’unica medicina che può, seppur lentamente, curare le sue ferite.-
-Amber … -
- Joe, per favore, cerca di reagire e di non demoralizzarti … supererete anche questa … ne sono sicura … -
-Io però, mi sento così inutile … io … -ripensò al suo volto … - … non avrei mai dovuto lasciarla sola quando ieri sera mi ha cacciato via dalla sua stanza … sarei dovuto rimanere lì con lei e abbracciarla forte … invece di scappare via, avvilito come uno stupido uomo respinto dalla donna che ama … -
-Non ti devi sentire in colpa : tu non lo potevi sapere! E poi, sicuramente, lei non te lo avrebbe neanche permesso, nello stato emotivo in cui si trova … -
-Questo non mi solleva dai miei errori … -chiuse e strinse forte le palpebre …
-Non essere così duro con te stesso! Tu le sei sempre stato vicino! E l’hai sempre protetta ed amata! E  non è certo per quello che è successo ieri sera, che le cose cambieranno tra voi! –
Incoraggiato dalle sue parole, annuì e riaprì gli occhi …
-Su, fatti forza! … e pensa piuttosto a come tutelarla da sé stessa e dalla vendetta che vuole nei confronti di quell’uomo, prima che perda il controllo e impazzisca … -e con questa sua ultima affermazione, lo riportò definitivamente con i piedi per terra …
-Hai ragione, Amber : è l’unica cosa di cui mi devo preoccupare. Ma stai tranquilla. D’ora in avanti, non le permetterò mai più di farsi del male. -

 

-Cosa? Non può essere!- gridò sconvolto Pyunma appena Black Widow comunicò loro le informazioni ricevute da Cath …
-Purtroppo è così Pyunma … - mormorò con voce bassa e assente … - … e noi dobbiamo assolutamente fermare quei bastardi il prima possibile. –
-Sì, certo … ma come faremo, Black Widow? Conosciamo solo il nome del loro capo, Skull … Non abbiamo altri dati utili.  -
-E’ vero, Albert. Ma ci sarà più che sufficiente per trovarli.-
Era un po’ scettico che fosse proprio così, ma lo aveva comunque affermato Black Widow e non il primo sprovveduto della situazione, perciò … - … quindi, quale è il piano?-
-Inizieremo con perlustrazioni notturne nei luoghi maggiormente a rischio, stando attenti a qualsiasi movimento o tipo sospetto. Dato il loro grosso traffico e le somme cospicue che trattano, non staranno per troppo tempo con le mani in mano. Per questo, appena faranno una mossa, noi saremo lì e agiremo di conseguenza.-
-Quindi, cominciamo già da stasera?-
-Sì, Albert. E dato che abbiamo a che fare con spietati criminali, ci muoveremo sempre in coppia. E mi raccomando : che a nessuno salti in mente di fare qualche colpo di testa. - … li guardò intransigente uno ad uno … -Mi avete capito? Questa è gente che non scherza. Sono delinquenti senza scrupoli, che usano armi da fuoco per difendersi. E la maggior parte di voi, non ha la preparazione adeguata per affrontarle quindi, una volta scoperto il loro rifugio, lo attaccheremo tutti insieme, seguendo alla lettera le mie direttive.-
Annuirono in silenzio …
-Bene. E adesso, vi comunicherò come suddividervi e dove andare. – li riguardò un attimo e poi, continuò … -Pyunma e Geronimo, voi vi occuperete della zona nord. dB Rider e Joe Tempesta, voi della zona a sud mentre io e te, Albert, copriremo il resto della città.-
Ovviamente, la sua insolita suddivisione non passò certo inosservata, lasciando tutti un po’ interdetti … in particolare Joe che la guardò scioccato …
-E adesso, andate a prepararvi. Partiremo appena sarete pronti.-concluse con espressione e tono impassibile, lasciando subito dopo la stanza …

 

-Black Widow, ho bisogno di parlarti .-
-Non adesso. Mi sto preparando per la perlustrazione. –gli rispose con indifferenza mentre sceglieva alcune altre armi da portarsi dietro …
- No. Adesso. – asserì con fermezza, parandosi di fronte a lei … -Voglio sapere perché hai scelto Albert come tuo partner. –
La ragazza lo guardò funesta … -Ti sembra questo il momento adatto per atteggiarsi a bamboccio geloso?-
-Non mi sto atteggiando a bamboccio geloso, come dici tu. Voglio solo sapere perché hai preferito Albert a me.–
Contrariata ed irritata, scosse la testa … -Eppure, mi era sembrato di essere stata sufficientemente chiara con te. Il fatto che siamo andati a letto assieme, non cambia nulla. Tu non hai l’esclusiva su tutto e in ogni caso. Se reputo infatti che la persona più giusta a spalleggiarmi in uno scontro sia, per esempio, Albert, scelgo lui. E questo, indipendentemente dal fatto che tu sappia scopare bene. Così è più chiaro, Joe Tempesta?-
La guardò sconcertato : non poteva credere che si fosse abbassata a tanto, per non spiegargli il reale motivo della sua scelta …
No … non noi e il nostro rapporto …
… non questo Françoise …
… non è giusto …
Così, ferito ed amareggiato, senza poterselo impedire, fu molto più duro di quanto avesse veramente voluto … -Va bene. Allora, se è così che la metti, Black Widow, tieni bene a mente anche tu una cosa : io non sono il tuo giocattolo personale, di cui ti ricordi solo quando ti fa comodo o ti vuoi divertire, ma sono una persona con dei sentimenti ... e alla fine, la corda si spezza. Capito? – e senza aggiungere altro, se ne andò via, lasciandola ammutolita … 

 

Era già un paio di notti che, senza grandi risultati, perlustravano la città in cerca di qualche indizio quando, finalmente, la terza notte riuscirono a venire a conoscenza di un dettaglio molto importante ed utile …
-Ne siete sicuri? –
-Sì. Chiedendo un po’ a giro, ci siamo imbattuti casualmente in alcuni residenti che ci hanno raccontato di aver visto un furgone blu aggirarsi per diverse sere, con fare sospetto, intorno alla zona delle ragazze e poi, sparire misteriosamente.-
-E i vostri testimoni ricordavano per caso qualche dettaglio? Tipo alcune lettere della targa o il modello?-
-No, molto meglio! – tirò fuori un biglietto e glielo porse … -Avevano paura che si trattasse di qualche ladro di appartamento e così, si sono segnati tutto! In caso fosse successo qualcosa e avessero dovuto dare informazioni alla polizia. –
-Ottimo. -  Black Widow prese il biglietto e memorizzò subito quello che vi era annotato e poi, lo porse anche agli altri … -Imprimetevi bene in mente questa targa e il modello del furgone. Con buone probabilità, si tratta di loro. Quindi, diamoci da fare ad individuare il mezzo al più presto. - si voltò verso Pyunma e Geronimo … -Avete fatto un ottimo lavoro ragazzi. Continuiamo così e presto troveremo quei bastardi. –

 

-Black Widow?-
-Dimmi. –
-Come pensi di muoverti quando avremo trovato il loro nascondiglio?-
Restò un attimo in silenzio, riflettendo … -Ne parleremo quando li avremo trovati. –
-Ma come ci hai opportunamente fatto presente tu, noi non siamo allenati ad affrontare armi da fuoco e loro-
-Sì, lo so. Ma stai tranquillo. Non metterò assolutamente a rischio la vostra vita. –lo guardò con espressione decisa … -Fidati di me, Albert . A nessuno di voi, accadrà nulla. Te lo prometto. –

 

-Black Widow non pensi che sia l’ora di fare una pausa?- le si avvicinò con sguardo preoccupato … -Da quante ore non chiudi occhio? Tutta questa mancanza di sonno, non ti fa bene … -
-Sono abituata a questo e ad altro, Amber. –
-Lo so, ma secondo me dovresti tornare a casa … riposarti un po’ e magari, stare insieme a Joe … -
Appena sentì pronunciare il suo nome, Françoise si irrigidì vistosamente, tanto che quasi le sfuggì la spada di mano e Amber se ne accorse subito … -Tutto bene Black Widow?-
-S-sì … tutto bene . -mentì spudoratamente …
-Sicura? … mi sembri strana … -
-No. Tutto bene. Piuttosto … come sta Cath?-
-Meglio … perché non vai a trovarla?-
Restò un attimo in silenzio e poi, mormorò debolmente … -Sì, lo farò … ma non ora … -
-Perché non ora? E soprattutto … perché non torni a casa da Joe?-
… si voltò a guardarla con espressione turbata … -Non capisco cosa tu voglia dire.-
Sospirò, facendosi coraggio … -Black Widow … noi due ci conosciamo da tempo ormai e … -le si avvicinò … - … sai che ti conosco bene … quindi, non mentirmi e dimmi la verità … sia su Joe che su Cath. -
Distogliendo lo sguardo da quello dell’amica, lo abbassò mesta … - Non ho niente da dirti, Amber. E adesso, lasciami stare … non è proprio il momento di una delle tue sedute di psicoanalisi. –
-Ma non ti fa bene tenerti tutto dentro … -
-Amber, per favore. –
-Françoise, se imparassi ad esternare i tuoi sentimenti, ti semplificheresti la vita da molti punti di vista! -la guardò con dissenso … -Perché non vuoi ammetterlo? Non è che non puoi andare da Cath, è che non ci riesci! – asserì con decisione, osservando il suo volto sofferente …
Scosse la testa … - … tu non capisci Amber … -
-Sì, che capisco Françoise! E so che non te ne puoi fare una colpa! Né tantomeno colpevolizzare ingiustamente Joe se quella notte, eravate assieme e stavate facendo l’amore mentre lei veniva aggredita! Tu non potevi saperlo!– l’afferrò per un braccio, scuotendola … -Perché non lo capisci che non avresti potuto impedire quella brutalità? -
-Sei tu che non capisci! Se non fossi stata con lui, io-
-Non è detto che saresti stata qui!- la fermò prima che continuasse … - Non puoi essere onnipresente e proteggere sempre tutti! Né hai una sfera magica per sapere in anticipo quello che accadrà! –
-Ma io-trattenne il respiro, cercando di cacciare indietro le lacrime …
-Françoise, ascoltami : non potevi farci nulla ... come quando eri piccola … Una bambina, sola ed indifesa, cosa avrebbe potuto fare per fermare dei mostri dal commettere quelle nefandezze?- le lasciò il braccio e le accarezzò con dolcezza il volto affranto .. - … niente … ed è questa la verità. Per questo motivo, non è giusto che tu abbia fatto ricadere tutto il tuo malessere su di lui … Joe non è né colpevole di quello che è successo a Cath e a quelle povere donne che hai visto soffrire sotto i tuoi occhi né è uguale a Garmaa e ai suoi uomini! Lui ti ama! … e più della sua stessa vita! –
Quelle sue ultime parole, la fecero ammutolire per diversi istanti, ma poi … -Amber, dì a Cath che, ad ogni costo, fosse l’ultima cosa che faccio, le porterò la testa di Skull. E questo, è tutto quello che ho da dirti.- così, con questa terribile affermazione sulle labbra e lo sguardo basso ed afflitto, prese la propria spada e se ne andò via …

 

-Finalmente, li abbiamo trovati. -  disse, ricontrollando con attenzione la targa del furgone … 
-Sì, sembra proprio così, Black Widow … quindi che facciamo adesso?-
-Vai a chiamare gli altri. Io intanto, controllo i loro movimenti. –
-Va bene. Ma stai attenta a non farti scoprire.-
-Non ti preoccupare, Albert. So badare a me stessa. –
-Ok. Vado. Tornerò il prima possibile.-
Annuì, ma prima che se ne andasse, aggiunse subito … -Albert … ricordati le mie indicazioni. Mi raccomando.–
-Sì. Tranquilla. A dopo. –

 

-Forza! Sbrigatevi! Mettetevi questa roba addosso e andiamo! -
- Giubbetti antiproiettile?! – Jet lo guardò indignato … -Non penserai che mi metta qualcosa di simile?! Sono un guerriero samurai e non una testa di cuoio!-
Albert lo guardò duramente … -Se non te lo metti, non vieni. Black Widow è stata chiara su questo : chi non lo indossa, rimane a casa. –
-Ma dai!? Non dirai sul serio?! –
-Ascolta : se sei d’accordo o meno, non mi interessa. Questi però, sono gli ordini di Black Widow ed io non ho alcuna intenzione di non farli rispettare. Mi hai capito?-
dB Rider sbuffò irritato, ma alla fine obbedì docilmente …
Solo Joe, sovrappensiero, stava ancora tardando a metterselo …
… possibile che abbia scelto Albert come spalla, invece di me, solo per paura che mi potesse accadere qualcosa?
… lei sicuramente darà a noi i compiti marginali e meno pericolosi mentre prenderà per sé quello più rischioso, ma …
-Joe, sbrigati.- lo esortò Albert … - Black Widow è da sola con quei bastardi ed io non mi fido.-
Alle sue parole, il ragazzo si riscosse subito dai suoi pensieri ed annuì … -Sì … -
… preferisci veramente rischiare la vita di Albert, che non ha neanche avuto la preparazione che ho ricevuto io da Kozumi, piuttosto che mettere me alla prova?

 

-Black Widow, ci siamo. –
La ragazza si voltò a guardarli, controllando scrupolosamente che ognuno di loro avesse il giubbetto antiproiettile e che fosse agganciato per bene … -Ottimo. Allora, siamo pronti per agire. – si girò a guardare di nuovo l’edificio … -Mentre vi aspettavo, mi sono fatta un’idea di come possa essere strutturato il loro rifugio e quali vie d’uscita possa avere. Per questo, ci divideremo così : all’entrata principale, dB Rider e Joe Tempesta, a quella piccola e secondaria, nel lato nord-est, Pyunma e Geronimo mentre Albert ed io ci occuperemo del garage sotterraneo. -
-No. Aspetta Black Widow.- la sua voce e soprattutto il suo tono fece trasalire tutti … -Verrò io con te. Ed Albert andrà con dB Rider. –
Françoise si girò verso di lui, guardandolo duramente in volto … -No. Ti atterrai ai miei ordini e basta. E qui si chiude la discussione. -
-No. Io vengo con te. E salvo che tu non voglia mandare Jet da solo, accetterai la mia richiesta. –
Alzò un sopracciglio contrariata … -Vuoi mettere a rischio la vita di tutti con le tue stupide bizze?-
-No. Io sono perfettamente in grado di coprirti le spalle. Per questo, verrò io con te. – concluse irremovibile …
Lo fissò alcuni istanti con espressione torva, ma poi, di fronte al suo sguardo deciso e fermo, dovette necessariamente cedere … -Va bene. Albert, tu e Jet occupatevi della porta principale. Mentre io e Joe andremo al garage. -
-Bene, Black Widow. –
-Ok. E adesso andiamo.–

 

-Perché non hai il giubbetto antiproiettile anche tu?-
-Taci. –
-No. Dimmi perché noi sì e tu no. –
Lo squadrò, cupa in volto … -Vuoi farci scoprire o cosa?-
-Dimmi perché tu non indossi il giubbetto.- insistette incurante del resto …
-E poi, mi chiedi perché non voglio che tu mi faccia da spalla?–
-Dimmi perché tu non porti il giubbetto. –
Lo guardò scioccata … -Cosa diavolo c’è che non va in te? Possibile che non capisci nulla, stupido idiota? Stiamo rischiando la vita e tu ti metti a fare le bizze come un moccioso, rischiando di farci scoprire e di mandare tutto all’aria! –
Incurante però, sia del pericolo che del suo ammonimento, l’afferrò malamente per un braccio e poi, l’attirò a sé, guardandola dritta negli occhi ... –Se pensi che ti lasci fare qualche stupidaggine, ti sbagli. Non te lo permetterò mai. Capito, Black Widow?-
Stizzita ed irritata per il suo gesto, si liberò con rabbia dalla sua stretta … - Vai al diavolo! Mi sono stancata di te e della tua totale incapacità di rispettare gli ordini impartiti!- si girò infuriata verso l’entrata del garage e vi si diresse con passo deciso … -E ora vattene! Non ti voglio come spalla! Me la caverò da sola! Come ho sempre fatto!-


Ma ovviamente, lui non l’ascoltò, ma la seguì fermo ed impassibile. E quando lo scontro ebbe finalmente inizio, Joe fu accanto a lei, in tutto e per tutto, a coprirle le spalle e a fronteggiare i nemici con le sue stesse capacità ed abilità …

 
Il conflitto fu aspro e violento, ma alla fine, seppur con qualche lieve ferita, ebbero la meglio …
-Joe!-
-Jet! Come state?-
-Bene. Voi?-
-Tutto a posto … piuttosto, avete liberato le vittime rapite?-
-Sì. Tutte liberate e portate in salvo. Tranquillo. Inoltre, la polizia sta già arrivando e sarà qui a breve. Quindi dobbiamo andarcene velocemente.-
-L’avete già chiamata?-
-Sì. Come aveva detto Black Widow : subito dopo aver liberato i prigionieri.  –
Annuì, ma all’improvviso sgranò gli occhi … -Black Widow!- si guardò attorno … -Dove è finita?- nella confusione generale l’aveva infatti persa di vista e adesso non sapeva più dove fosse …
-Black Widow?- chiese perplesso l’amico … - … ma non era qui con te? -
-Sì, lo era … - preoccupato, continuò a guardarsi attorno quando, tutto ad un tratto, fu assalito da un terribile presentimento … -Skull … dove è?-
-Skull? Ma … -
-Lo avete trovato?-
-No … nessuno di noi … -trattenne il fiato, comprendendo subito il pensiero di Joe … -Dobbiamo dirlo agli altri e trovarla subito! –
-Sì! Dividiamoci!-
Così, si separarono ed iniziarono a cercarla, ma purtroppo senza risultati …
-L’avete trovata?-
-No, Joe … non c’è traccia … -
-Non può essere sparita … - sentiva il cuore battere forte per l’agitazione … -E di Skull?-
-Lo stesso : neanche l’ombra … -
-Maledizione!- gridò furioso …
Françoise dove sei?
… che hai in mente?
-Dobbiamo andarcene, Joe! La polizia sta arrivando!-
-No! Finché non l’avrò trovata, non mi muoverò di qui!-
-Ma Joe, dobbiamo andarcene! Se ci trovano qui-
-Andate voi! Io non me ne vado!-replicò categorico, senza dar loro modo di continuare …
Albert sospirò rassegnato … -Ok … - poi, si scambiò un rapido sguardo d’intesa con tutti gli altri e  … - … Geronimo, quanto tempo ci rimane prima che la polizia sia qui?-
-Tre … quattro minuti al massimo … -
-Va bene … allora, non perdiamo altro tempo e andiamo subito a cercarla! Sarà sicuramente qui nei dintorni! Sbrighiamoci!-
Annuirono tutti e Joe li guardò con espressione grata …
Grazie amici …
Questa volta diressero le loro ricerche nei campi attorno alla vecchia e abbandonata fabbrica che i trafficanti avevano usato per le loro malefatte e finalmente, dopo non molto, Joe riuscì a trovarla …
-Black Widow!-
La ragazza alzò di scatto la testa verso di lui, guardandolo con espressione fredda ed impersonale …
-Black Widow … -mormorò sconvolto, vedendola a cavalcioni sopra un uomo, che purtroppo supponeva essere Skull, mentre gli teneva la lama della spada contro il collo … - … dobbiamo andarcene subito … la polizia sarà qui a breve … -
Lei non rispose, continuando impassibile a tenere sotto tiro il tizio …
-Black Widow … ti prego … andiamocene … - le si avvicinò, ma lei si incupì …
-Non ti avvicinare. – gli ordinò gelida …
Il ragazzo si fermò bruscamente e trattenne il respiro …
… ti prego no … non lo fare … non portare il Mind Control di nuovo al limite …
-Black Widow … ti prego, torna in te … -
-Vattene.- i suoi occhi erano freddi e vuoti come quelli di un robot …
-No … non posso … non posso lasciartelo fare … -
Dio mio … come ho potuto essere di nuovo così stupidamente egocentrico?
… pensavo che non mi volessi con te, al centro dell’azione, solo perché non avessi fiducia nelle mie abilità di samurai e quindi temessi per la mia vita, ma non era così …
... il tuo piano era un altro fin dall’inizio …
-Vattene. – ribadì senza far trasparire neanche un briciolo di sentimenti …
-No ... – scosse la testa … -Te l’ho detto prima dello scontro : non ti permetterò di farti del male. –
… come ho fatto a non pensarci prima?
… tu non avresti mai messo a repentaglio la vita di nessuno di noi! Tantomeno quella di Albert per salvare la mia!
 … tu mi volevi lontano soltanto perché non ti impedissi di portare a termine la tua vendetta …
… solo per questo …  
La ragazza restò in silenzio per alcuni istanti, fissandolo in modo distaccato … poi, con la stessa freddezza e insensibilità di un automa, spostò di nuovo la propria attenzione sul prigioniero …
-Ho deciso. Ti strapperò prima il cuore e poi ti taglierò la testa.- concluse con tono talmente naturale che Joe tremò di paura …
Dal canto suo, Skull, probabilmente immobilizzato dalla stessa guerriera con qualche tecnica di pressione dei punti vitali, stava fermo ed immobile, in attesa della sua misera fine … muovendo appena gli occhi e respirando con estrema fatica a causa del sangue, proveniente da alcune ferite inferte al volto, che gli finiva in bocca e gli rendeva difficoltosa la respirazione … 
-No, Black Widow! Fermati! L’ultima volta che hai portato al limite il Mind Control, hai perso il controllo e stavi per impazzire! – gridò atterrito senza però ottenere la sua attenzione che invece era tutta rivolta alla sua vittima …
-Sarò lenta … così potrai sentire distintamente il momento in cui afferrerò con le dita il tuo spregevole cuore e lo strapperò dalla cavità toracica.-
-Black Widow! Ti prego! Fermati!- gridò con tutto il fiato che aveva in gola … -Non lo fare!- ma era tutto inutile, lei non lo sentiva più …
-Morirai tra atroci dolori … ed io gioirò nel guardare il tuo volto contorcersi per la sofferenza.- piegò le labbra in un ghigno compiaciuto e raccapricciante … -Pagherai, per tutto il male che le hai fatto, bastardo schifoso. –alzò quindi la spada in alto, tenendola in verticale per l’impugnatura, pronta a calare su di lui e ad aprirgli, a sangue freddo, il torace a mezzo, quando …
-Ferma!- Joe afferrò la spada per la lama, proprio un attimo prima che raggiungesse il petto di Skull … -Non lo fare … - il suo sangue iniziò a scendere copioso lungo la spada della ragazza, tingendola di rosso vivo … -Ti prego Françoise … fermati … tu non sei questa … -  mormorò triste e disperato … -Ti prego … tu non sei un mostro spietato … tu non sei come lui … né come Garmaa né come i suoi figli … tu sei diversa … tu sei vaniglia ed anice … e non hai niente a che vedere con l’odore del sangue …  -
Miracolosamente, le sue parole e probabilmente anche la vista del suo sangue che colava lungo la lama, riscossero Black Widow dal proprio stato di trans e la riportarono in sé … 
Seppur ancora confusa e stordita, il peggio era superato e Joe sospirò di sollievo, spingendo la spada subito via da Skull … - … e adesso andiamocene da qui, Françoise … ci penserà la polizia a dargli la giusta pena … - perciò, senza perdere altro tempo, con gesto protettivo e rassicurante, la prese per la vita, aiutandola ad alzarsi, e poi, finalmente, la portò via da lì e da quel brutto incubo …

 

Inspired by
T (Yoon Mi Rae)’s  “Angel”

 

Don’t Let Me Down

 

Triste e pensieroso, si guardò la ferita sulla mano …
... per fortuna l’ho fermata in tempo o adesso …
Trattenne il respiro e scosse la testa, cercando di cacciare lontano da sé i brutti pensieri ...
Chissà come sta adesso ...
Erano passati due giorni da quella notte e lui purtroppo, non l'aveva più vista né sentita ...
Françoise aveva voluto infatti, che Joe l'accompagnasse al locale di Cath e che la lasciasse lì, da sola, fino a quando lei stessa non avesse deciso di tornare ...
… vorrei tanto vederla ed abbracciarla ...
Sospirò, reclinando la testa all’indietro e guardando avvilito il soffitto …
… ma non posso farlo … perché rischierei solo di apparire invadente e senza tatto …
… anche se perfettamente cosciente della situazione, stava facendo molta fatica a rimanere fermo e paziente ad aspettare che le cose si rimettessero a posto da sole …
… forse, dovrei andare via per qualche giorno …
… così, almeno, non avrei la continua tentazione di andare da lei …
Perciò, vagliando quell’idea, decise di andare a letto ...
Ci dormirò sopra e domani deciderò se partire …
 … si alzò allora dalla vasca, lasciando fluire via l’acqua, si asciugò e poi, indossò i pantaloni del pigiama ...
... in fondo, qui non ho niente da fare, a parte riposarmi fino a quando non avrò recuperato del tutto l'uso della mano ...
Uscì dal bagno, spegnendo la luce ...
... inoltre, ora che ci penso, potrei cogliere l'occasione per provare la nuova fotocamera che ho comprato per il mio lav
Interruppe bruscamente il suo pensiero, fermandosi di colpo sulla soglia della porta ...
… ma questo profumo …
Inspirò di nuovo, per essere sicuro che la sua mente non gli stesse giocando un brutto scherzo …
... vaniglia ed anice ...
... Françoise ...
Mosse nervosamente la mano verso l'interruttore della luce per accenderla, ma ...
... no, meglio di no ...
… non vorrei che si agitasse …
… provò quindi ad individuarla nel buio della camera ...
Maledetta vista notturna ... sarà sempre una mia limitazione ...
Alla fine però, dopo alcuni istanti, riuscì a trovarla ...
-Françoise ... -
Ormai scoperta, la ragazza fece qualche passo avanti, uscendo dalla zona di penombra dove si era nascosta ... –Scusami … non sarei dovuta entrare senza chiedere il permesso … -
-No, stai tranquilla ... non c'è alcun problema ... -
Joe si mosse verso il letto e lei gli andò esitante in contro ...
-Come stai?-
-Non benissimo ... -mormorò, abbassando lo sguardo e stringendosi tra le braccia ...
Ora che le era più vicino, riusciva finalmente a vederla distintamente e ...
… aveva l'aria dismessa ... i capelli scarmigliati ... il viso tirato e stanco e gli abiti, una maglietta a mezze maniche e un paio di shorts di cotone, sgualciti ...
-Cath ... come sta?-chiese subito preoccupato, pensando che potesse essere accaduto qualcosa di cui non fosse stato avvisato ...
-Meglio ... è tornata anche a seguire il locale ... non ancora a tempo pieno, ma sta recuperando velocemente ... -
Alla sua risposta, Joe sospirò di sollievo ... -Ne sono contento, ma-
-Mi mancavi - disse bruscamente, interrompendolo e lasciandolo senza parole ...
Il ragazzo ammutolì, incredulo di aver capito bene …
-Scusami … non avrei dovuto dirlo … - imbarazzata per la propria ammissione, iniziò ad agitarsi visibilmente … - … è stata una pessima idea venire qui ... è meglio se me ne vado.- mormorò all’improvviso, voltandosi per andarsene ...
-No ... per favore ... non te ne andare … - la pregò, afferrandola per la vita e attirandola a sé …
Di fronte al suo inaspettato gesto, Black Widow trattenne per un attimo il respiro ... - … resta qui, Françoise ... ho bisogno di tenerti tra le braccia e stringerti a me ... – insistette, insolitamente impaurito dal lasciarla andare via … - … mi sei mancata così tanto, che mi è sembrato di impazzire senza di te … ti prego …  -
E così, stordita dalla sua affermazione e dal calore rassicurante del suo abbraccio, lei annuì …
… si sdraiarono quindi sul letto ...
… lei pose la testa sul suo torace e lui l’abbracciò, accarezzandola delicatamente ...
-Io ... – esitò, ancora confusa … - … io … non pensavo quello che ti ho detto ... -
-Riposa ... e non ti preoccupare del resto ... è tutto a posto … -
-No ... non è tutto a posto ... -iniziò a piangere ... - ... io mi odiavo ... perché non ero stata lì a proteggerla e ad impedire quella brutalità ... - si fermò, irrigidendosi per la propria colpa ... - ... ed ho riversato tutto su di te che non centravi nulla … -
Joe, di tutta risposta, la strinse forte ...
-Perdonami ... tu non eri colpevole di nulla ... -
- ... ma non lo eri neanche tu ... perché Cath aveva agito senza avvisarti e per questo, tu non avresti potuto comunque intervenire o anche solo immaginare lontanamente il pericolo a cui stava andando in contro ... –
Annuì, rannicchiandosi ancora di più al suo corpo …
Il ragazzo le diede un piccolo bacio sulla fronte ... – Adesso calmati però. E cerca di riposare ... -
Così, cercando di placare le lacrime che continuavano a scendere copiose , chiuse gli occhi e si abbandonò alle sue confortanti braccia … -Va bene, ma tu non te ne andare ... resta qui con me finché non mi sarò svegliata … -
-Sì … va bene ... ora però, riposati ... ne hai bisogno ... -

 

Si stirò e poi, tentò faticosamente di aprire gli occhi ancora assonnati ...
-Uhm ... che ore sono?- gli chiese ancora intontita, tornando a rannicchiarsi nel suo abbraccio come un pulcino ...
-Circa le due ... -
-Uhm ... -mugolò, tentando di realizzare lentamente la sua risposta ... -Cosa?!?-improvvisamente sgranò sconvolta gli occhi e si alzò di scatto a sedere sul letto ... -Non posso aver dormito così tanto?!?-
Stirandosi pigramente, si alzò anche lui e poi, riguardando lo schermo del suo cellulare, le ribadì l'ora ... -Beh, per essere proprio precisi sono le due e un quarto !-
Lo guardò attonita e, involontariamente, a lui venne da ridere ... -Perché sei cosi scioccata? Ti stupisce il fatto che funziono meglio delle pillole che usi prendere?-
-Spiritoso ... - si stropicciò gli occhi ... - ... e comunque, da uomo, non sarei così fiero di avere un effetto soporifero su una donna ... -
Joe la squadrò -Ah ... ah ... molto spiritosa! -
Facendo però finta di non averlo sentito, iniziò a mugolare come una bambina ... – Ho fame ... perché non vai a prendere qualcosa da mangiare?-
Trattenendosi dal mettersi a ridere per il suo tono insolito, annuì … -Va bene ... ma solo per questa volta! - scese dal letto ... - ... perché sei dimagrita e non voglio assolutamente che perdi le tue morbide e invitanti curve ... -
Inaspettatamente, Black Widow arrossì e, senza replicare, abbassò subito lo sguardo mentre Joe, facendo finta di non essersene accorto, sorrideva divertito ... -Torno fra poco ... e tu, mi raccomando, aspettami lì ... -

 

-Ti piacciono?-
-Sì ... sono molto buone ... non le avevo mai mangiate ... – ne prese ancora un boccone …
-Davvero? Mai mangiate scrambled eggs e bacon?-
Scosse la testa, posando la forchetta sul piatto ... - ... molte cose per me, sono una sorta di scoperta perché ho sempre e solo combattuto e ... -rise imbarazzata ... - ... sono ridicola, vero?-
-No ... non lo sei ... -
A disagio, distolse lo sguardo ... -Beh, adesso è meglio che vada ... credo di averti già rubato troppo tempo … -
-No, aspetta!-la fermò nervosamente, lasciandola perplessa ... -Ti volevo chiedere una cosa ... -
Annuì ...
-Ecco ... - improvvisamente, sentiva la gola secca ... - ... dato che ... voglio dire ... -
... sembro un idiota ...
Contrariato da sé stesso e dalla figura che stava facendo, sospirò nervosamente ...
-Perché sei così nervoso? Eppure, negli ultimi tempi, mi sembrava che lo avessi superato.-
Joe alzò un sopracciglio, guardandola di sbieco ...
Certo che, se ti ci metti anche tu, a far la simpatica, non mi aiuti molto ...
Prese fiato ... -Ecco ... siccome, per ancora alcuni giorni, non potrò allenarmi con la spada e qui, a Kyoto, fa molto caldo ... pensavo di cogliere l’occasione per andare via per un paio di giorni a Kameoka ... dove c'è più fresco e dove posso anche dilettarmi a fare un po’ di foto ... -
-Ah ... - restò un attimo imbambolata, riflettendo sulle sue parole ... e poi, sentendosi assalire dalla colpa, abbassò mesta lo sguardo ... - ... mi spiace ... è tutta colpa mia se non puoi allenarti ... -
- Veramente, è solo colpa mia!- rise ... -Potevo trovare anche un altro modo per fermarti, senza fare l'eroe!- nel dirlo, sentì la tensione allentarsi lentamente e ... -Comunque, te l'ho detto solo perché mi farebbe piacere se venissi anche tu con me ... -
Ammutolita, spalancò stupita bocca e occhi ...
-Ovviamente, se ne hai voglia ... -concluse, sorridendole con dolcezza ...
-Venire ... con te?- chiese intontita ...
… tutto stava progredendo troppo velocemente negli ultimi tempi e lei faceva sempre più difficoltà a stare al passo con gli eventi ...
-Sì ... tra l’altro, penso che ti potrebbe fare bene prendere una pausa da Kyoto e dalla sua routine ...– le suggerì, sperando che accettasse … - … pensaci un attimo ... io pensavo di partire oggi, dopo cena, per non trovare traffico, ma se vuoi-
-Va bene .-lo interruppe prima di farlo finire ... –Verrò … con te. -

 

-Due letti?- si voltò a guardarlo con aria derisoria … -Avevi paura di dormire di nuovo sul divano?-
Joe si irrigidì debolmente, balbettando qualche parola … -Beh, ecco … io … -
Black Widow scosse la testa divertita, entrando sicura e baldanzosa in camera … -Che letto preferisci? –
-E’ uguale … scegli tu . –imbarazzato, richiuse la porta e aspettò che lei scegliesse ..
-Ok … allora, tu prendi quello vicino alla vetrata. Io l’altro. –
-Va bene ... - posò la propria roba da un lato e poi si mise stancamente a sedere sul letto, massaggiandosi con una mano il collo … -Ti spiace se vado a fare una doccia? Il viaggio mi ha stancato parecchio e ho bisogno di rilassarmi un po’ … -
-No, non c’è problema. Vai pure. Io intanto sistemo i miei bagagli. A proposito … vuoi la cassettiera o l’armadio?-
- Se per te non è un problema, l’armadio … almeno, metto anche la fotocamera e il cavalletto.-
-Bene. Allora, buona doccia. –

 

Quando uscì dal bagno, la trovò sul letto, con la schiena appoggiata alla testiera e le gambe incrociate, tutta assorta nella lettura di un libro …
-E’per caso … il solito libro dell’altra volta?- chiese malizioso, per rompere il ghiaccio …
Lei però, lo squadrò malamente, senza apprezzare troppo la battuta … -Spiritoso. –
-Ok … scusa! – imbarazzato, si diresse nervosamente verso il proprio letto e vi si sdraiò … -Qui il clima è più fresco che a Kyoto … non trovi?- provò quindi a cambiare argomento, ma …
-E’ semplicemente meno afoso.- concluse secca e impassibile, chiudendo improvvisamente il libro e riponendolo via … -Beh, visto che non ho ancora sonno, vado a farmi una doccia anche io. A dopo.–
-Ok … a dopo … - farfugliò mogio, guardandola entrare in bagno, senza considerarlo di uno sguardo …
… da quando siamo arrivati in camera, è molto più fredda e distaccata …
… forse, le ha dato noia che abbia prenotato una stanza sola …
Sospirò, voltando la testa verso la vetrata e osservando malinconico la luna alta in cielo …
… appena esce dal bagno, le spiegherò che l’ho fatto senza un secondo fine e che se preferisce, domani, ce la faremo cambiare con due singole …
Così, sospirando avvilito, si rialzò a sedere sul letto e si mise paziente ad aspettarla …

 

Finalmente, dopo una mezz’ora passata ad aspettare con una certa ansia il suo rientro in camera, la porta del bagno si aprì …
... e la luce, inaspettatamente, si spense ...
Joe trasalì ... –Françoise, cosa-
-Ti spiace se teniamo la luce spenta? - chiese, interrompendolo … - … in notti come questa, preferisco godermi quella bianca e candida della luna … -
-No … certo … - sul momento, rimase leggermente spiazzato dalla sua insolita richiesta, ma poi si riscosse e si ricordò di quello che le voleva dire … -A proposito, Françoise … - la sentì avvicinarsi al suo letto con passo lento e sicuro … - … ti volevo parla- ma appena la vide davanti a sé, si interruppe bruscamente e la guardò sorpreso, balbettando … -Fra-Fran-çoise … ?! -
-Shh … - sussurrò, salendo agile e sensuale come un felino sul letto e poi, mettendosi audacemente a cavalcioni sopra di lui, gli passò le braccia intorno al collo e lo abbracciò, facendo aderire i suoi seni nudi e già tesi al suo torace … 
-Françoise … - incoscientemente sospirò il suo nome e poi, palpitante, strinse il suo corpo nudo al proprio …
… anice e vaniglia …
Per diversi istanti, restarono così, fermi ed immobili, l’uno nelle braccia dell’altro … ascoltando in silenzio i loro respiri … i loro battiti … e beandosi di quel contatto così intimo e tanto desiderato …
Joe però, impaziente di sentirla sua, non resistette allungo in quel inebriante fermo immagine ed iniziò ad accarezzarle la pelle della schiena, ma ..
-No … aspetta … - prese fiato … - … se vuoi toccarmi, devi prima chiedermi il permesso … -
- … il permesso … ? - ripeté con lentezza, riflettendo un attimo sulle sue parole …
-Sì … il permesso … -
Certo ormai, di aver compreso il reale significato della sua richiesta, inspirò profondamente e cercò di tenere a freno i suoi sensi … -Ok … allora, posso accarezzarti la schiena con le dita?-
-Sì … -
Così, senza esitare oltre, ricominciò ad accarezzarla con delicatezza lungo la colonna vertebrale … su e giù, scaturendo in lei, piccoli e ripetuti brividi di piacere …
-E … posso accarezzarti qui?- chiese, scendendo con le dita fino al suo fondoschiena …
Lei annuì e lui, con mani audaci, cominciò a toccarla, facendola gemere sonoramente …
-Vorrei baciarti il collo e le spalle … posso?-
Sospirò … -No … puoi solo sfiorarmi con le labbra … -
-Va bene … - deglutì nervosamente, facendo sempre più fatica a controllarsi e a rimanere lucido …
… mi farai impazzire così …
… questa è una vera e propria tortura …
Le sue labbra si posarono quindi sulla pelle di Françoise, cominciando a sfiorarla e a lasciare lungo di essa ardenti arabeschi invisibili …
… non riesco a resistere …
… ho voglia di baciarla …
… di morderla …
… di toccarla …
… senza alcuna restrizione …
La sentì ansimare sempre più intensamente e lui, impazzì di desiderio … -Posso baciarti? –
-No … ancora no … - rispose con voce malferma, godendosi le sue carezze mentre, leggermente contrariato e deluso, il ragazzo tornava ad accarezzarle la schiena e il fondoschiena e con la bocca, percorreva quel sensuale tragitto dalle spalle al collo più e più volte, combattendo con la voglia di baciarla …
-Posso … toccarti qui?- chiese, spostando una delle mani sui suoi seni …
Si morse un labbro, tentando di non esternare con troppa enfasi il suo assenso … -Sì … - e trattenne un piccolo grido di soddisfazione quando sentì la sue dita bramose stuzzicarla senza alcun ritegno…
-Françoise … - ansimò tremante … - … credo che impazzirò, se protrarrai questa tortura ancora allungo … - ma di tutta risposta, lei reclinò la testa all’indietro e rimase in silenzio, concentrandosi sulle sue labbra che le accarezzavano il collo … -Ti prego … dammi il permesso di farti mia … - insistette affannato mentre si percepiva ormai, sull’orlo del baratro …
-No … ancora no … -
Allora, sempre più esasperato, le chiese trepidante, avvicinando la propria bocca al suo petto, se poteva baciarla lì e lei annuì … ma per la troppa foga, involontariamente, finì per morderla e la fece gemere sonoramente …
… maledizione … non ho mai avuto troppa pazienza … e ora, meno che mai …
-Scu-sami … - balbettò stordito, solo parzialmente dispiaciuto dell’accaduto … 
… è normale che abbia una smodata voglia di morderti e di farti urlare di piacere?
Dal canto suo però, Black Widow restò in silenzio, senza ammonirlo, e così lui continuò indisturbato … fino a quando, fremente, fece scendere una delle mani lungo il suo addome, fino al ventre e poi, ancora più giù … - Posso … ?-
Combattendo contro sé stessa, per resistere e non dargli ancora la resa completa, la ragazza deglutì nervosamente e acconsentì, ma … -Sì … ma dovrai fermarti, se ti ordino di farlo … -
Seppur scontento di quella limitazione, accettò di buon grado e, ansioso, scese ad accarezzarla intimamente, trovandola già umida di piacere per lui …
Senza volerlo però, a lei sfuggì un piccolo grido di estasi che, assurdamente, generò in lei stessa un forte impeto di eccitazione, tale da farle perdere il controllo e cercare la sua bocca per baciarlo avidamente … ovviamente, a quel suo gesto carico di passione prorompente, Joe perse il controllo a sua volta e, impudente, fece scivolare le proprie dita dentro la sua tenera carne, iniziando a muoverle in modo licenzioso …
Tuttavia, anche se inebriata da quel caldo languore, era ancora risoluta a prolungare quei deliziosi preliminari e così, facendosi violenza e riacquistando un debole controllo su sé stessa, si staccò da lui e lo fermò …
-Fermati … non ancora … -
A quelle parole, Shimamura la guardò intontito e con disappunto, iniziando a supplicarla miseramente … - Françoise ti prego … non resisto più … ti voglio … -
Ma ferma sulla sua decisione, scosse la testa … - … ancora no … -
E così, riprendendo fiato, uscì controvoglia dal suo corpo, ma il ragazzo era ormai giunto al limite della propria volontà e perciò, sfinito fisicamente e mentalmente, si lasciò vincere definitivamente dai suoi istinti più dissoluti, abbandonandosi senza rimpianto ad essi e …
-Posso baciarti la schiena?-
Non intuendo le sue reali e peccaminose intenzioni, la ragazza ovviamente acconsentì e, con molta ingenuità, si mise sulle ginocchia accanto a lui, porgendogli infine la schiena …
… fine dei giochi …
Approfittandosi quindi del momento, si tolse subito i pantaloni del pigiama e, strappando compiaciuto il foil, aggiunse arrogante … - Posso accarezzarti anche dove mi hai dato prima il permesso, vero?- ma senza neanche aspettare la sua risposta, seppur ovvia, visto che oramai anche lei era cosciente di aver perso il comando del gioco, posò smanioso la propria bocca sulla sua schiena ed iniziò ad accarezzarla senza ritegno, facendola gemere ed ansimare con violenza mentre Françoise stringeva le lenzuola tra le mani e si mordeva con forza le labbra, nel disperato tentativo di non cedere all’istante …
Sentendola però, chiaramente al limite come lui, Shimamura non esitò oltre e, passandole un braccio intorno alla vita, deciso ed impaziente, l’attirò a sé e la prese di spalle …
Sconvolta e sorpresa, allo stesso tempo, dal suo gesto audace ed inaspettato, sgranò occhi e bocca, trattenendo poi, subito il fiato quando, senza neanche darle il tempo di riprendersi, lui iniziò a muoversi profondamente dentro di lei …
Preso ormai dall’impeto della passione, sconvolto dalle emozioni e travolto dai sentimenti, Joe afferrò con mani possessive i suoi seni e, incapace di resistere oltre, posò le proprie calde labbra sulla sua gola pulsante e confessò con voce roca e tremante … -Ti amo Françoise … ti amo da impazzire … e voglio solo te … sei l’unica donna che abbia mai amato veramente e che amerò per il resto della mia vita … - fu così che, le sue spontanee e appassionate parole finirono di distruggere tutte le sue difese, regalandogli infine la sua vera e totale, resa incondizionata … -Fai di me … tutto quello che vuoi, Joe … sarò completamente tua … - inerme, reclinò quindi la testa all’indietro, appoggiandola sulla spalla del ragazzo, e lasciò che lui la amasse liberamente e senza limiti alla luce pallida e discreta della luna, ignara complice del loro travolgente rendez-vous …

 

-Uhm ... -mugolò infastidita, guardando fuori dalla vetrata del bar ... - ... più che fresco, mi sembra umido, qui. -
-Beh, è sempre la stagione delle piogge ... -sorseggiò il proprio caffè, osservandola di nascosto dal bordo della tazza ...
-Sì, certo. Ma siamo usciti dall’albergo alle nove e alle nove e mezzo ha iniziato a diluviare.- gli fece notare con disappunto, guardando lo schermo del cellulare e poi, mostrandoglielo … -E adesso, sono quasi le dodici. -
-Vedrai che fra poco smette ... – disse, ridendo divertito nel guardare la sua espressione estremamente contrariata …
-Se lo dici tu .- borbottò scettica, sbuffando ...
-E poi, che problema c'è? Dentro al bar si sta bene e ... – piegò le labbra in un sorriso canzonatorio … - … quegli stivali da pioggia, neri a pois bianchi, ti donano!-
Lo incenerì con lo sguardo ... -Sapevo che non avrei mai dovuto chiedere a te, cosa portarmi dietro.-
Rise nuovamente ... -Guarda che quello che ti sei portata tu, me lo sono portato anche io!-
Aggrottò la fronte, facendogli però, notare un piccolissimo particolare ... –Sarà anche! Ma tu ce le hai ed io no! Inoltre, non ricordo assolutamente di averti sentito dire di portare un paio di scarpe per la pioggia!-
-Beh, perché credevo che ti portassi dietro i tuoi soliti anfibi!-
-Ti vorrei ricordare, se per caso avessi la memoria corta, che le tue testuali parole sono state ... e non provare a portarti dietro i tuoi soliti abiti! E guarda come è finita?! L'unico paio di stivali da pioggia che avevano della mia misura, erano questi!-
-Non è vero : c'erano anche quelli rossi!- concluse, apertamente beffardo …
-Ah. Ah. Spiritoso. –
-Dici? Eppure, credo che lo sarei stato di più se … - abbassò notevolmente il tono della voce … - … ti avessi suggerito di prendere quelli rossi … con la bieca intenzione di giocare a cappuccetto rosso e al lupo cattivo!-
A dir poco scioccata dalla sua licenziosa e provocatoria asserzione, imbarazzata, lo ammonì … -Ti vorrei ricordare che siamo in un luogo pubblico … mio caro lupo cattivo. E poi … - ricomponendosi all’istante, aggiunse dispettosa … - … non ricordi che brutta fine fa il lupo?-
-Ma c’è lupo e lupo … e non è detto che debba fare necessariamente una brutta fine!-
-Se è per questo allora, c’è anche cappuccetto rosso e cappuccetto rosso … - sottolineò con sorriso intimidatorio …
Trattenendosi dallo scoppiare a ridere, alla sua più o meno velata minaccia di morte, ritornò allora all’argomento di partenza … - … e comunque, ti avevo anche detto di non portarti dietro la spada, ma l’hai portata lo stesso!-
-Sì, ma l’ho lasciata in albergo, per farti contento! E comunque … - continuò piccata … - … lo sai : un guerriero samurai non lascia mai la propria spada a casa.-
Già ... dovevo ricordarmelo ... !
-Sì, lo so ... ma sai anche come la penso io!-
-Sì, ma esperienza insegna che ho sempre ragione io!- concluse con tono fintamene presuntuoso ed autoritario, alzandosi in piedi e andando verso la vetrina dei dolci con falso sdegno mentre Joe, divertito, restava in silenzio ad osservarla, allontanarsi …
… sei la solita …
… vuoi sempre che le cose siano come dici tu, ma …
… stanotte, hai finalmente capito, che non è più così …
Riportare alla mente quella notte però, indusse in lui un forte tumulto interiore …
… è assurdo, come ogni volta, con te, sia come la prima …
… bellissima ed unica, fino all’estasi …
-Joe? … Joe Shimamura? Sei tu?-
Riscosso bruscamente dai suoi intimi pensieri, guardò spiazzato il sorriso della giovane donna che era di fronte a lui …
-Joe … ti ricordi me? … sono Helen … -
Inconsciamente, si tese come una corda di violino e balbettò sconvolto il suo nome … -He-len … -
-Sì … proprio io … - gli sorrise affabile … -Come va?-
-Bene … e tu?-
-Bene, grazie … ma tu che ci fai da queste parti? Non stai più a Kyoto? -
Si ricompose nervosamente e poi, le rispose … -Sì, continuo a stare lì. Sono qui, solo per un viaggio di piacere. -
-Qui?- chiese stupita la ragazza per l’insolita scelta …
-Sì. Volevo solo rilassarmi un po’ dal caos di Kyoto. E Kameoka, con il suo silenzio e la sua semplicità, è perfetta. -
-Sì, certo … capisco cosa vuoi dire … -
- Tu invece? Che ci fai da queste parti? Non stavate ad –
- … ad Osaka. Sì. Ma ci siamo trasferiti qui, per via del lavoro di Shoji … –
-Ah … e lavora ancora per quella grande impresa estera di telecomunicazioni?-
-Sì … e alcuni anni fa, è stato promosso dirigente e le sue responsabilità sono molto aumentate … se infatti ci siamo trasferiti qui, è solo provvisoriamente, perché il chairman della ditta gli ha assegnato il compito di incrementare la resa della succursale di Kameoka …  -
Annuì e poi aggiunse … - … quindi, siete sempre in viaggio per tutto il paese?-
-Sì e non solo … lo scorso anno, per esempio, siamo stati per diversi mesi sia in Europa che negli States e … - si interruppe bruscamente e, a disagio, abbassò lo sguardo … -Scusami … ti sto annoiando con tutti questi miei racconti … - rialzò quindi gli occhi verso di lui … - … forse, è meglio se adesso vado … Shoji … mi starà sicuramente già aspettando a casa … -  sussurrò fievole, stringendo agitata tra le mani il pacchetto di dolci che aveva appena acquistato … - … è stato un piacere rivederti, Joe … -
-Sì … anche per me … - concluse con voce bassa e distaccata …
-Ciao … Joe … stammi bene … - la ragazza si voltò per andarsene, ma …
-Helen.-
-Sì … ?- si fermò subito …
-Salutami … Shoji … -
- Sì, lo farò … grazie … - e senza aggiungere altro, se ne andò …
Alcuni istanti dopo, silenziosa e distante, Françoise tornò al tavolo e si riaccomodò di fronte a lui, evitando però accuratamente di guardarlo in volto mentre Joe, codardamente, seppur con le proprie ragioni, assecondava quel suo atteggiamento, senza dare spiegazioni e aspettando che la pioggia smettesse per lasciare al più presto quel locale …

 

Stava facendo alcune foto della skyline di Kameoka, quando, dopo un tempo che lui aveva giudicato interminabile, lei finalmente gli rivolse di nuovo parola …
-Sai … certe volte, alcune cose nella vita, ci capitano per farci riflettere se abbiamo intrapreso la strada giusta o meno … -
Perplesso, il ragazzo alzò subito gli occhi dall’obiettivo e la guardò … -A cosa … ti staresti riferendo?-
-A niente in particolare. Era solo così, per dire . – mormorò, guardando con sguardo triste ed assente la vallata di fronte a loro …
- … per dire? … è un po’ strano, come discorso buttato lì … non trovi?-
-Non particolarmente . –
Intuendo però, chiaramente, la causa di quel suo strano atteggiamento e quindi di quei discorsi, fermo e categorico, espresse la propria posizione in merito all’accaduto ... -Ascolta : dimenticati di quello che è successo prima al bar. Non ha rilevanza ed io non ho voglia di parlarne. Ok? – e così sentenziando, con una certa irritazione ed indifferenza nei suoi confronti, tornò a dedicarsi alla fotografia mentre, ferita nell’animo, Françoise annuiva in silenzio, cercando di placare il profondo dolore che lui le aveva procurato con le sue parole e il suo atteggiamento ...

 

Appena rientrati in albergo, dopo una cena frugale e taciturna, si diedero entrambi una rapida rinfrescata e poi, restando imperterriti ciascuno sulle rispettive posizioni, si misero a dormire ... ognuno, tristemente, nel proprio letto ...
-Notte … Françoise … - mormorò debolmente, osservandola, girata di spalle, sull’altro materasso…
Black Widow però non rispose alle sue parole … e così, dopo poco, rassegnato ed amareggiato, chiuse gli occhi e tentò di addormentarsi, ma …
-Hai dei dubbi … -esitò un attimo, sentendo una fitta al petto ... - ... su quello che mi hai detto?- chiese all'improvviso, facendolo trasalire …
-Come, scusa? … a cosa ti stai riferendo? ... - probabilmente, preso alla sprovvista e ancora stordito per quella giornata disastrosa, non comprese, purtroppo, l’importante significato di quella domanda e, involontariamente, senza poterselo neanche immaginare, la ferì di nuovo …
-A niente di importante. Lascia stare. Notte . - e così dicendo, strinse forte il cuscino contro il proprio volto ed iniziò a piangere, copiosamente, in silenzio …

 

-Tutto a posto … Françoise?- le chiese preoccupato, notando il viso stanco e tirato …
-Sì, grazie. – spiluzzicò svogliatamente un po’ di brioche, facendo finta di niente …
-Stamani, non sembri aver molta fame … -
-No, infatti … -
-Non ti senti bene?-
-No. Tutto a posto. -
-Sicura? Se ti senti indisposta, possiamo rimanere in albergo ... non è un problema … -
-No, tranquillo. Sto bene. E poi, ho voglia di fare due passi.-
Vista la situazione, preferì non insistere oltre e quindi l’assecondò … -Va bene … come vuoi ... allora, quando sei pronta, possiamo anche andare … -

 

Come il giorno precedente, purtroppo, era ricominciato a diluviare, ma questa volta erano stati meno fortunati: la pioggia li aveva infatti colti proprio al di fuori del paese, in un luogo dove non c’erano né bar né altri negozi per potersi riparare …
E così, nonostante gli ombrelli che si erano portati, praticamente inutili vista la quantità d’acqua che stava venendo giù, prima di trovare un rifugio di fortuna, sotto una vecchia e mal messa fermata in legno della corriera, si erano bagnati da testa a piedi …
-La fotocamera e il resto dei strumenti hanno preso molta pioggia?-
-No … per fortuna, sono riuscito a metterli subito via e la borsa è impermeabile … quindi, almeno loro, sono asciutti … - concluse, guardando sconfortato i jeans e la camicia di lino beige completamente fradici …
-Ottimo . - sospirò stancamente, stringendosi tra le braccia e tentando di coprirsi alla meglio …
-Hai freddo?- chiese apprensivo, notando il suo gesto …
-No. E’ solo che è una pessima idea, indossare una canotta di cotone, bianca ed attillata, quando il tempo fa i capricci. – sbuffò irritata …
-Scusa … non ci avevo pensato … - mormorò imbarazzato, distogliendo subito lo sguardo da lei …
-Non è un tuo problema. Quindi perché ci dovevi pensare?-
Apparentemente, le sue parole dovevano essere fini a sé stesse, ma lui ormai la conosceva bene e per questo sapeva che non era così …
Perciò, dopo diversi minuti di pesante silenzio, ormai esausto per quella situazione, inspirò profondamente ed iniziò a raccontarle tutto … -Helen … è stato il mio primo amore … - a disagio, chiuse gli occhi … - Eravamo compagni di classe alle superiori e … non so bene come accadde, ma al secondo anno, dopo la stupida gita scolastica di primavera, ci innamorammo e … - deglutì nervosamente e riaprì gli occhi, guardando verso quel triste cielo grigio … - … una sera d’estate, approfittandoci dell’assenza dei miei genitori, venne a casa mia e facemmo l’amore … - prese fiato … - … e, in quell’occasione, ci giurammo di restare insieme per sempre … o almeno, era quello che feci io … perché un anno dopo, lei mi lasciò … per il mio migliore amico e ora, attuale marito … - abbassò mesto lo sguardo …  -Lo so : può sembrare stupido ed infantile, dopo tutto questo tempo … ma è ancora un ricordo che non riesco a raccontare serenamente … ed è per questo che ieri, ti ho detto che non volevo parlarne. Solo orgoglio ferito … Ecco tutto. -
Black Widow, riflettendo sulle sue parole e su cosa avesse provato allora e poi, in quel momento, nel dirglielo, restò alcuni istanti in silenzio ... –Beh, suppongo che ti fossi sentito tradito … da entrambi … - fece una piccola pausa … - E ... con lui? In che rapporti sei rimasto?- … per quanto riguardava lei, lo aveva visto di persona il giorno prima quindi era inutile chiedere oltre …
Sospirò abbattuto ... - … all’inizio, l’avevo reputato appunto un traditore e non l'avevo più voluto vedere .... poi però, ho capito che non era colpa sua ed ho accettato la situazione … Tuttavia, un po’ per imbarazzo e un po’ perché le cose si erano ormai incrinate, non siamo più tornati amici come prima e, purtroppo, ci siamo persi.-
Di fronte a quella sua confessione, non poté far altro che ammettere apertamente l’evidenza … -Quindi … sei sempre stato così ... di cuore buono e leale ... anche con le persone che sono state scorrette e disoneste con te … -
- … o forse stupido! Non so!- rise nervosamente, cercando di sdrammatizzare, ma qualcosa, improvvisamente, lo fece trasalire e tornare serio …
… esitante, spostò quindi il proprio sguardo su ciò che lo aveva turbato e, incredulo, sgranò gli occhi : Françoise, senza che lui se ne fosse accorto, aveva avvicinato la mano alla sua e aveva intrecciato timidamente il proprio mignolo al suo … 
Attonito, alzò subito lo sguardo verso il suo volto che però, agitata, aveva rivolto dall'altra parte per non farsi guardare … -E’ … una promessa?- chiese timoroso, aspettando una sua risposta che, sorprendentemente, non tardò!
-Sì.-
-Quindi … - sapeva che stava tentando la fortuna, ma non ce la faceva proprio a non chiedere conferma … - … è per sempre?-
Con la testa che le girava vorticosamente, annuì e rispose … -Sì. -
Ovviamente, in seguito a quelle sue affermazioni, il cuore di Joe scoppiò di felicità e così, riluttante a trattenersi oltre, sorrise e rispose, finalmente, alla sua domanda della sera prima … -Ti amo ... e no : dal momento in cui l’ho capito, non ho mai avuto neanche il più piccolo dubbio. Mai.-
Dal canto suo, Françoise, incapace di rimanere impassibile di fronte alla sua sincera dichiarazione, chiuse gli occhi ed iniziò a piangere di gioia mentre, con l'innocenza e la sincerità di una bambina,  stringeva forte il suo mignolo, in quella promessa indissolubile ed eterna …
Il ragazzo la sentì piangere distintamente e, nonostante desiderasse alla follia prenderla tra le braccia e baciarla, decise di restare fermo ed in silenzio per darle, almeno in quel momento, il tempo di calmarsi e metabolizzare … perché era perfettamente cosciente che, avergli fatto quella promessa, significava essersi scontrata con le sue paure e il suo terribile passato, solo per amore suo … e questo, indubbiamente, valeva più di mille ti amo …

To be continued …

 

Inspired by
Mariya Nishiuchi’s  “ Don’t Let Me Down”

 

Nella tradizione giapponese si parla di Yubikiri Genman, riferendosi allo scambio di una promessa tra due persone, incrociando il mignolo della propria mano con il mignolo della mano dell’altra persona e cantando una piccola filastrocca …
Yubikiri genman, uso tsuitara, hari senbon nomasu
 ( se dici una bugia, ti farò inghiottire mille aghi )
Genman letteralmente significa 10.000 pugni e probabilmente, nel contesto è una sorta di rafforzativo del gesto!
Yubi Kitta
( ho tagliato il dito/ separare)
Quest’ultima frase viene detta per ultima e pronunciata separando i diti e suggellando così la promessa …
L’origine di questa usanza risale dell’epoca Edo (1600 – 1868 ) quando nei quartieri di piacere, le prostitute davano ai loro clienti, in segno di fedeltà, la punta del mignolo della mano sinistra.
Tuttavia al di là dell’origine e dell’età, tutt’oggi, è ancora una tradizione molto cara ai giapponesi! Tant’è che, in molti manga ed anime, gli innamorati, si scambiano proprio questo gesto come segno di amore eterno, al pari di un vero e proprio voto nuziale!
Piccola curiosità : in inglese, seppur con concetto differente, lo stesso gesto viene indicato con pinky promise e in coreano, la cui valenza si avvicina di più a quella giapponese, di yaksok ( se si vuol dire prometto, si dice yaksok-haeyo e se si vuole chiedere a qualcuno di promettere invece, si dice yaksok-haseyo )!
Quindi, comunque si dica, Yubikiri Genman, Pinky Promise o Yaksok, una promessa è sempre una promessa … !

 

Promettere    Swear    Chikau     誓う 

© 08/12/ 2015

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